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LA TEMPESTA DOPO LA QUIETE
Post n°39 pubblicato il 18 Agosto 2006 da esifal
…se n’è andato, non tornerà, e non voglio torni mai… se n’è andato senza un motivo apparente… se n’è andato con colpa e senza ammettermi che la serenità di cui tanto parla la sta già trovando in Flora…o chi dietro a questo nome si nasconde… Se n’è andato e con sé si è portato via le mie rinunce e miei sogni…perché quelli col tempo si erano creati… Perché è entrato nella mia vita? Ne avrei fatto anche a meno…. Sarei cresciuta di più, sarei stata più forte e invece ora cresco tutto di un botto…senza anestesia… e fa male!!! Ero sempre nervosa, mi lamentavo di tutto… perché due settimane x darci un taglio?? Xkè non voleva ferirmi, perché non ne era sicuro…chissà da quanto tempo, porco dio, già ci stava pensando!!
Siamo stati fuori sotto l’albero all’ombra a parlare…le sedie sono ancora là…lascerò poi a mia nonna il compito di ritirarle… sembravamo due amici, discorsi e toni peggio che con Enzo… era chiaro che voleva sentirsi dire che l’avevo tradito, magari ieri con Dave… perché era chiaro che a lui era successo…è chiaro, ma non l’ha ammesso e forse questo brucia ancora di più…”Non ho fatto l’amore con nessuna!”…. però tutto quello che viene prima si… e avresti voluto farlo?? “Forse!”
Il suo problema era non passare x quello che aveva torto… “Mi dispiace che ora per lo stronzo di turno ci passo io, sembra che le colpe sono tutte mie…” io nego…. “ per i tuoi amici sarà così però…” ovvio sono miei amici, sono di parte che dire… ma ho anche io la mia buona parte di colpe…
Ci fumiamo un paio di siga, lui una, poi le altre le scrocca a me… mi abbraccia, china la testa sulle mie gambe, si risolleva, mi guarda, mi dice che mi vuole bene e mi chiede se anche io gliene voglio..cazzo di domanda è???
“É brutto che finisca tutto così, non trovi?” No ma va, ci speravo…. Cazzo di domanda è??? Cazzo di domanda è???? Sorrido, si in effetti, ma non credere appena te ne vai mi chiudo… “ sarà lo stesso x me, non credere!”…cosa??ma cosa? Che hai già in programma la cena di lavoro o comunque un qualcosa che si nasconde dietro a questo nome…
Si riappoggia, si china, gioca come al solito e poi non appena le labbra si toccano suona il telefono…quel telefono… rido x non piangere e alzargli le mani… “Posso rispondere?” – beh x lo meno a sto giro risponde, almeno a sto giro non nasconde le cose, non si vergogna… ma non sento la telefonata, non voglio, non mi interessa, a volte è meglio non sapere…
Con la scusa di buttare i mozziconi delle siga, mi alzo e mi allontano -Ti lascio parlare tranquillo… “No, va beh, ma puoi restare.”…mi è sembrata interminabile quella telefonata… ho buttato le siga, fatto un giro a vuoto x il prato, entrata in casa, bevuto, riuscita e rientrata x piegare la roba che avevo ritirato asciutta prima che arrivasse lui.
Sul mio letto ha lasciato il borsello, senza pensarci due volte l’ho aperto e a istinto ho preso quello della omnitel… messaggi solo miei e di Flora… molti mms che per la fretta ho evitato di visualizzare completamente e poi… “(…) 3Anche tu mi manchi!”… ovvio per scrivere un anche tu, ci deve essere stato un “Mi manchi!” precedente… non ho guardato la data e ora mene pento, ma erano recenti… tuttavia non ho continuato x vedere quanto indietro e quanto più audaci si potessero fare gli sms… mi è bastato quello! Non voglio sapere di più… Voglio però che la verità mi venga detta in faccia…non mi sembra di chiedere tanto!
È entrato in casa chiamandomi… io avevo già rimesso via tutto. Viene mi abbraccia, fa lo scemo e poi mi tira a sedere sulle sue ginocchia sedendosi sul mio letto. “Posso dirti una cosa?”… “Non la prendere male però..”… “Ho voglia di fare l’amore con te!”
Sto immobile x un paio di secondi…mille pensieri…prima di tutti perché a noi??!! E poi… “una volta più una meno, l’abbiamo fatto tante di quelle volte…cosa cambia?? E poi si, dai, in fondo ci speravo anche io in “un’ultima volta”..
Mi sono girata e ho iniziato a baciarlo…ho fatto tutto come sempre, cercando di essere la migliore… negli spostamenti lui ha tolto i toni al telefono (almeno quello) e poi ci siamo spostati nell’altra stanza…in questa stanza dove ora scrivo…
È stato bello si…beh, come al solito… però questa volta ha usato molta più passione e mi ha anche detto “Voglio che godi, voglio vederti godere!”… ho sorriso spiegando che in quel momento era proprio l’ultima cosa a cui pensavo…
Assaporavo la sua pelle centimetro per centimetro… ho respirato a lungo il suo profumo…toccato i suoi capelli e la sua schiena sperando che tutto potesse prolungarsi per più tempo possibile…
Ma tutto è destinato a finire… il tempo si porta sempre via tutto…cose belle e cose brutte… Ho pianto e lui asciugandomi le lacrime e con più pietà che amore mi ha detto con molta dolcezza “Non piangere, voglio vederti sorridere… sei bellissima quando sorridi”… non ho saputo dire nient’altro che “Ti voglio ancora… ci sto male da morire!” Forse un po’ esagerato, ma in quel momento lo sentivo… “Ci sto male anche io, ma è meglio così, non ha più senso continuare, ci facciamo solo del male” Le sue parole mi hanno riportato alla realtà come una secchiata d’acqua fredda… è stato crudele, ma nonostante tutto ho ancora voluto dirgli x una volta che lo amavo… “Anche io ti amo ancora.”
Punto. Basta. Fine. I dettagli ce li ho dentro e lascerò che il tempo se li porti via piano piano.. Mi ha chiesto se lo accompagnavo a fare spesa… ingenuo… Ho provato a restituirgli telefono e schede, ma dopo aver giocato a seminarmele x casa ha finto di prenderle per poi lasciarmi il tutto sul sedile della macchina quando se n’è andato. L’ho lasciato andare via sorridendo, fingendo serenità e rassegnazione…. Sono rientrata in casa urlando e tirando pugni alle porte, piangendo come da mesi non facevo… ho pianto fino a non avere più fiato.. ho chiesto aiuto e tutti sono accorsi… ognuno a suo modo, ma tutti sono accorsi e mi sono ora indispensabili… |
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Sei la mia schiavitù
sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.


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