Creato da ditantestelle il 31/05/2010

r i s o n a n z e

Okashi O Dozo

 

Relazioni

Post n°193 pubblicato il 16 Agosto 2019 da ditantestelle

 

 

 

 

 

 

 

 

Rodrigo Rod, collection

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Non di durata

ma di intenso,

essenza.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Tendenze

Post n°192 pubblicato il 14 Agosto 2019 da ditantestelle

 

 

 

 

 

 

 

-  Guardi, va bene qualsiasi cosa purché sia intero e copra un po' qui ai fianchi.

 -  C'è questo che è bellissimo con le aperture ai lati: un intero che sembra un bikini!

 

 -  ... 

 

 

 

 

 

 

Perché poi, ti stancano i miopi comandanti, i sondaggi elettroshock, " l'umanità che avrà la sorte che dovrà meritarsi " citando Einstein. E ti stancano anche le espressioni dove un pensiero non si regge e si rattoppa. E non c'è qualcosa più che illumini questo orizzonte fragile che da ben trentanni si impegna quotidianamente a far sì che tutto resti come è. Italia cieca. Sorda. Che non ascolta. E, se poi fai notare che vuoi, desideri e pretendi che un qualcosa possa migliorarti il presente, non comprendi poi del perché ci sia in campo gente che caratterizza a suo modo, il tuo volere, inadeguando il rispetto che ti si deve. Tu paghi, senza ottenere. Come un giocare a carte confermativo, celebrativo, assertivo nel non aver cura. Ti stanchi poi. No, nessuna rassegnazione. Quella non si tocca. 

 

 

Esci. Lascia perdere il costume, comprati due libri.

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 
 

Millanni

Post n°191 pubblicato il 11 Agosto 2019 da ditantestelle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Reality

Post n°190 pubblicato il 10 Agosto 2019 da ditantestelle

 

 

 

 

 

 

Impara l'arte e vai a friggere hamburger nei fast food. Vai.

 

..

 

 

 

 


 
 
 

Mentre

Post n°189 pubblicato il 08 Agosto 2019 da ditantestelle

 

 

 

 

 

 

 

Forse un giorno non sarai più solo un rumore tra le cose in quel voler esser mare. Un mare immenso, uno da cui si attinge. Come una cura di amorevoli attenzioni. Come una presenza bella che non esiste se non nella tua mente. Non vorresti smettere di parlare e lo scrivi, con la segreta speranza che nessuno legga mai. Quel lato oscuro a colori che non si vede e dove sei in ogni dove. Potremmo attingere a piene mani in quest'onda, in questa scintilla a ricondurci in quel tutto. Potrai attingere poi, a quella piccola condensa sul vetro che col calore scompare e ci resta solo su il segno, in quel bisogno sperante di restar solo a cercar definizione nelle cose. Come persone fuori dal comune, noi. Che passeggiamo il pericolo seminando tutto dove non cresce nulla. Lo fai apposta a preoccuparti di cose che non esistono, così che in qualche forma, inizino ad esistere. Semini istanti che diventano passato in quei mesi di sole e sale sulla pelle dove è difficile stringersi forte con tutto quel vento. Potresti attingere in quel non vorrei essere con quella pretesa buffa di crearti un mondo dove la solitudine ti è compagna sorridendo e pensando all'argine del foglio, come un fiume d'amore tra te e la speranza silente e bellissima dove non sai nulla ma conosci. Tutto ha un suo posto, lo ripeti ancora, tutto pende come un nulla che ha senso in quel cadere e rialzarsi, in quel non sarà mai la stessa cosa. Forse un giorno non sarai più solo un rumore con quei troppi blocchi e nessuna partenza. Imparerai ad amare, a lasciare, ad amare, lasciando andare. Come scaglie d'argento al sole in un mare vero, d'inverno, uno dove porterà via lontano, tutte queste parole in infiniti posti, dove vivrai.. a costo di morire.

Arriveranno tempi. Avranno sempre i tuoi occhi.