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k2 resistenza terra

Post n°77 pubblicato il 05 Dicembre 2007 da koinotnak




AHMADINEJAD: UNA VITTORIA IL RAPPORTO CIA


TEHERAN - Con il rapporto sul programma nucleare di Teheran, i servizi
di Intelligence americani hanno 'annunciato la vittoria della nazione
iraniana contro tutte le potenze del mondo'. Lo ha detto il presidente
iraniano Mahmud Ahmadinejad.

 "Gli
Stati Uniti e i loro alleati devono accettare il diritto al nucleare
pacifico dell'Iran, e a questo non c'é alternativa", ha ribadito 
Ahmadinejad, senza citare esplicitamente il rapporto dei servizi
d'Intelligence americani secondo il quale Teheran ha sospeso nel 2003
un programma per dotarsi di armi nucleari. "Certi Paesi - ha aggiunto
il presidente, citato dall'agenzia ufficiale Irna - continuano ad
esercitare pressioni sull'Iran (...) e la nazione iraniana ha tollerato
queste pressioni illegali per molti anni". "Se questi Paesi non
cambiano il loro comportamento, la nazione iraniana non esiterà mai a
cambiare il suo", ha aggiunto Ahmadinejad, con probabile riferimento
alla collaborazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica
(Aiea).


La Casa Bianca ha annunciato martedi' sera che il
presidente George W. Bush ''si rechera' nella regione del Medio
Oriente'' all'inizio di gennaio. L'annuncio della Casa Bianca e' giunto
poche ore dopo che i media israeliani avevano diffuso l'indiscrezione
che Bush avrebbe visitato Israele verso la meta' di gennaio. Il
portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe non ha voluto precisare i
Paesi che saranno visitati da Bush nel suo viaggio in programma
all'inzio del 2008.

Ma tutto lascia pensare che Bush intenda
recarsi anche in Israele, un Paese che non ha mai visitato da quando e'
alla Casa Bianca ma che aveva promesso di visitare ''prima possibile''.
Il fatto che Bush non si sia mai recato in Israele da quando e' alla
Casa Bianca ha sollevato critiche quando il presidente, dopo sette anni
di apparente scarso interesse per la questione israelo-palestinese ha
rilanciato il negoziato di pace tra le due parti con la conferenza di
Annapolis. In tale occasione israeliani e palestinesi si sono impegnati
a fare tutto il possibile per giungere a un accordo di pace entro il
2008, cioe' nel tempo che resta ancora a Bush per completare il suo
secondo mandato presidenziale, che scadra' nel gennaio del 2009. Il
presidente Bush ha sottolineato ad Annapolis il suo ''impegno
personale'' per la causa della pace tra israeliani e palestinesi.

BUSH: TUTTE LE OPZIONI SONO ANCORA SUL TAVOLO
di Cristiano Del Riccio

WASHINGTON
- "L'Iran era pericoloso. E' pericoloso. E lo sarà in futuro se impara
a fare armi nucleari". Facendo buon viso a cattivo gioco, il presidente
americano George W. Bush ha elogiato oggi un rapporto dell'intelligence
Usa che ha rivelato ieri che Teheran ha rinunciato fin dal 2003 al
tentativo di creare ordigni atomici. Il presidente Bush, in una
conferenza stampa appositamente convocata, ha affermato che il
documento dell'intelligence non cambia niente nella politica americana
verso Teheran. Il rapporto "è un segnale di avvertimento che avevano un
programma e che hanno interrotto il programma" - ha detto Bush - ma "la
ragione per cui è una segnale di avvertimento, è che potrebbero
riavviarlo". Per l'inquilino della Casa Bianca "la migliore diplomazia"
é quella di "lasciare tutte le opzioni sul tavolo". "Dal mio punto di
vista questo rapporto dell'intelligence offre una opportunità per
continuare a sollecitare la comunità internazionale di continuare a
fare pressioni sull'Iran perché sospenda il suo programma nucleare", ha
aggiunto Bush.

"Penso che questo rapporto sottolinei con
chiarezza che l'Iran deve essere considerato una seria minaccia alla
pace. La mia opinione in materia non è cambiata. Se l'Iran dovesse
entrare in possesso di un'arma nucleare, il mondo diventerebbe un posto
molto più pericoloso", ha affermato il presidente americano. Nessuna
marcia indietro quindi da parte di Bush. Che ha elogiato l'intelligence
Usa per il "buon lavoro" fatto col rapporto sull'Iran. "Dopo i
fallimenti di intelligence sull'Iraq - ha detto Bush - abbiamo
effettuato una ampia riforma dei servizi segreti. Le cose stanno
funzionando". Bush ha negato che il rapporto crei un nuovo problema di
credibilità agli Stati Uniti che già avevano accusato l'Iraq di essere
in possesso di armi di distruzione di massa mai trovate. L'inquilino
della Casa Bianca, che in ottobre aveva agitato lo spettro della Terza
Guerra mondiale parlando dell'Iran e del suo programma nucleare, ha
sottolineato di avere appreso solo la scorsa settimana il contenuto del
rapporto dopo essere stato informato a grandi linee in estate di nuove
stime della intelligence Usa in arrivo. "Un problema è che con l'Iran
abbiamo a che fare con un regime non molto trasparente - ha detto Bush
- In Iran non abbiamo avuto una buona presenza dal 1979. E' uno dei
motivi che mi ha spinto a chiedere all'intelligence di rafforzare le
nostre operazioni in quella regione". Per quanto riguarda il documento
in questione "l'intelligence ha fatto una grande scoperta, che é stata
analizzata e che è stata adesso inglobata nella nostra politica", ha
detto Bush.

L'inquilino della Casa Bianca ha confermato di
avere dedicato alla questione iraniana gran parte della sua telefonata
odierna col presidente russo Vladimir Putin. "Gli ho spiegato il
contenuto del documento della nostra intelligence, che ha confermato la
efficacia della nostra cooperazione", ha detto Bush. Secondo il
presidente Usa il rapporto dell'intelligence rafforza la necessità di
mobilitare la comunità internazionale per accentuare le pressioni su
Teheran perché rinunci ad ogni proposito di armamento nucleare rendendo
ancora più importante l'uso delle sanzioni.




PER GB RESTA UN PROBLEMA SERIO
La
minaccia nucleare iraniana resta "un problema molto serio", nonostante
l'ultimo rapporto dell'intelligence americana sostenga che Teheran ha
sospeso la realizzazione di armi atomiche nel 2003. E' quanto ha
affermato oggi un portavoce del premier britannico Gordon Brown,
sottolineando che "in termini generali" il governo di Londra "ritiene
che il documento confermi che avevamo ragione a temere che l'Iran
cercasse di sviluppare armi nucleari". Il rapporto, che il governo
britannico a detta del portavoce deve ancora esaminare "nei dettagli",
dimostrerebbe secondo Londra che, nonostante "le sanzioni e le
pressioni internazionali abbiano avuto un qualche effetto", "il rischio
che l'Iran acquisisca un'arma nucleare resta una questione molto
seria".








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