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favole e scorpioni

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Bellissimo post, molto attuale: ateismo, tradimenti,...
Inviato da: Cassandra_nagra
il 30/04/2012 alle 18:30
 
Gia'...quanto e'vero.... Piacere Fabio
Inviato da: aural2
il 19/04/2012 alle 15:00
 
fabbbb... qua si comincia a preoccuparsi. eh!
Inviato da: laTremenda76
il 29/08/2011 alle 00:19
 
Tristissimo....!
Inviato da: lucciko75
il 23/08/2011 alle 10:41
 
Grazie di avermi permesso di leggerti.
Inviato da: lucciko75
il 17/08/2011 alle 12:56
 
 

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IL MIO NUOVO AMICO

Post n°71 pubblicato il 08 Dicembre 2009 da fabio1972dgl

L'aria gelida s'incolla alla faccia, si muore quasi. Mi stringo nel piumino e mi stupisco nel vedere la mia sagoma riflessa nelle vetrine, cavolo sto camminando gobbo. Mi tiro su allora, cerco di rimanere diritto. Ma resisto resisto poco, il freddo mi fa ballare le gambe e abbassare la schiena.
Mentre cammino la mia attenzione è catturata da una ragazza che si muove a pochi passi da me. Porta pantaloni bianchi aderenti dentro stivali rossi. Sulla testa ha un appariscente colbacco nero dal quale spunta una lunga chioma bionda. E' bellissima e sola e tutti la guardano. Anche io la guardo ma con sufficiente decenza, intervallando la sua vista con quella del panorama.
Alcuni, quelli accompagnati, fanno quasi ridere. Un occhio lo tengono fermo mentre l'altro lo spostano sull'insolita bellezza. Mai visti tanti strabici in vita mia. E poi dopo qualche metro tutti già guariti. Si potrebbe gridare al miracolo.
Tra tutti però c'è uno sguardo che mi colpisce. E' quello di un ragazzone alto e barbuto con capelli nerissimi e spettinati che cammina, quasi ondeggiando, proprio verso di noi. Questo la vuole violentare penso, mi sembra troppo carico. Ormai è a una ventina di metri, e sul volto posso leggerne l'entusiasmo, è euforico. Mentre si avvicina mi accorgo che in realtà sta fissando me, non la ragazza. Forse crede che ne sia il fidanzato, visto che sono il più vicino di tutti. Forse vorrà ammazzare me e violentare lei. Mi sposto allora, fa troppo freddo per essere sbattuti in terra.
Quando siamo vicinissimi lei gira dentro un piccolo vicolo e sparisce. Le do un'ultima occhiata e quando guardo ancora davanti me mi ritrovo il sorriso del ragazzone a venti centimetri dalla fronte.
"Ecco, il più stronzo di tutti: Ceriani Massimo." Mi abbraccia calorosamente.
Cerco di liberarmi dalla morsa delle sue pesanti braccia mentre mi aspetto rassegnato di sentire dentro la pancia la punta di una lama che invece non arriva.
Mi divincolo finalmente.
"Ma che fine hai fatto? Sei sempre la solita bestia Ceriani".
"C'è un equivoco, non sono Ceriani Massimo".
"Seeeee allora sei la sua fotocopia" Ride e spalanca la bocca mostrando i denti, tutti sani, a parte un incisivo d'oro messo li più per vezzo che per altro.
Con le nocche mi da pugni su una spalla.
"Allora, racconta" Ha la voce un po' roca e un po' stridula. Sarà al secondo cannone benchè sia ancora mattina.
"Guarda che ti stai bagliando non sono Ceriani Massimo, mi chiamo Fabio." Dico così e faccio per andarmene.
Il tipo mi segue, lo sento ondeggiare dietro di me, è come avere un'altalena dietro le spalle.
"Dai aspetta un attimo, chissà quante novità hai da raccontare"
"La novità è che non sono Ceriani Massimo". Ribadisco spazientito.
"Ma che cavolo dici, che siamo stati in compagnia assieme cinque anni, io te il Lungo e Pocalingua. Eravamo i quattro più rincoglioniti della provincia" Se la ride mentre lo dice. "Giusto o no?"
Non discuto l'ultima affermazione, anzi la sottoscrivo sulla fiducia.
Cammino per i negozi e il barbuto mi sta ancora dietro. Sono stufo, ora mi giro e gliene dico quattro.
Non faccio in tempo ad aprire bocca che lui mi anticipa.
"Vai ancora giu al fiume a pescare? Che giornate quelle, birra, fumo e chiacchiere. Ti ricordi quella volta che ci siamo addormentati  e quando abbiamo riaperto gli occhi era buio pesto e non capivamo se fosse sera tardi o mattina presto perchè nessuno dei due aveva un orologio. Che roba. E poi tu ti sei ritrovato una biscia dentro la sacca: te l'eri proprio fatta addosso. L'hai presa quella sacca e l'hai fatta volare nel fiume con tutta la biscia. Solo che dentro la sacca avevi il portafogli allora ti sei messo a correre e ti sei tuffato per riprenderla. E mentre tu nuotavi io ho visto che il tuo portafogli era sulla coperta, scivolato li chissà come. Mi sono ammazzato dal ridere. Quando sei venuto fuori e ti sei accorto che avevi fatto tutto per niente gli hai dato fuoco a quella dannata borsa. Che roba. Dicevi che non avresti mai più pescato in vita tua"
Io non ho mai pescato in vita mia. Glielo dovrei dire a questo punto, magari con le cattive. Ma io non sono il tipo che prende la gente dal bavero e l'appende al muro per farla ragionare come in certe bei film americani. Non sono il tipo, e poi lui è più alto e più grosso di me.
"Senti, non sono sto cazzo di Ceriani, mi capisci? Non sono lui, mi dispiace"
Mi guarda senza espressione, forse ha capito "Che stronzo" dice deluso. Si, finalmente ha capito, era ora.
Riprendo più sereno la mia passeggiata. Il tipo però è ancora dietro me, lo so senza guardare, perchè sento ancora addosso quella specie d'altalena alle spalle. Mi volto proprio quando prende il cellulare. Tutti nel raggio di cento metri possono sentire la sua biascicata conversazione telefonica. Di sicuro anche io, visto che mi è di nuovo a fianco.
"Sono con Ceriani Massimo!".
Non ha capito proprio un cazzo allora.
Sbuffo, mi viene quasi da ridere. Lui rimette il cellulare in tasca.
"Ho detto a Pocalingua che ti ho ribeccato" dice ondeggiando.
"E cos'ha detto?" mi sorprendo a rispondere.
"Niente. Sai com'è fatto lui".
Oh si, certo, come no.

Io e il mio nuovo amico ci vediamo spesso al bar. O meglio, mi segue al bar. Sto stronzo sa dove abito. Mangiamo pistacchi e beviamo prosecchi.
Di buono c'è che vuole sempre pagare lui, brindiamo all'incontro, dice.
Di meno buono invece c'è che non ha nessunissima intenzione di chiamarmi Fabio. Gli ho pure fatto vedere la carta d'identità. "Sei proprio una carogna Ceriani, questa scommetto che la usi quando vai nei bordelli in Svizzera"
Ha proprio una testa di legno. Forse per questo ondeggia quando cammina, perchè gli pesa troppo sul collo e perde costantemente l'equilibrio, forse gli crea una specie di fastidio cervicale. Magari gli prende un nervo. Ma che cavolo dico, questo si è fumato tutta l'erba della Brianza, e non collega più niente a niente.
"Ti ricordi la professoressa d'inglese al liceo?"
Io ho fatto ragioneria.
"Pensa che l'ho rivista l'altro giorno, mica mi ha riconosciuto, diceva di non avermi mai visto"
Santa donna, penso, e come ha fatto a liberarsi di te
"Ti ricordi quando c'ha beccati in piazza impasticcati, cosa ci eravamo calati nemmeno mi ricordo. Tu poi l'avevi presa intera. Dicevi, cosa mi può fare una stellina così piccola se io sono così grosso. Abbiamo fatto tutta la sera a vedere uomini con la testa lunga e con le mani che si toccavano i piedi. Io le persone le vedevo anche con la coda, che roba. Il giorno dopo ti aveva anche interrogato".
Ma questo è proprio pazzo.

Sono passati tre mesi ormai e ogni volta che esco di casa il mio nuovo amico è sempre li che mi aspetta, e dovunque vada, lui mi segue. Conosce i miei orari. Qualche volta me lo sono trovato pure fuori dalla fabbrica dove lavoro.
"Ceriani, carogna, dammi una strappo in paese"
Ogni volta che mi trova in giro, cioè tutti i giorni, mi saluta come se non mi vedesse da trent'anni. Abbraccio soffocante e stretta di mano. La stretta di mano è speciale, è di quelle che si fanno con movimenti in sequenza. Mani aperte, palmo contro palmo, poi i pollici si piegano obliqui e gli avambracci si piegano di quarantecinque gradi. C'ho messo una settimana ad impararla a memoria. Poi la sua stretta è fortissima, da quando è iniziata questa storia non muovo più bene il mignolo se non con spasmi dolorosi. Forse mi ha causato la sindrome del tunnel carpale sta testa di legno. Dovrò fare degli esami.
Poi mi ricorda sempre spezzoni della mia vita. Anzi della mia non vita, visto che io non ho vissuto nulla di ciò che racconta.
"Ti ricordi quando lavoravamo assieme in cantiere? Ci hanno buttato fuori a calci tutti e due. Per forza, ci presentavamo sempre ubriachi. Tu poi, arrivavi sempre in ritardo e carcavi solo un posto dove imboscarti per dormire. Sei sempre stato una carogna Ceriani se non ti avessi mai incontrato mi sa che sarei un bravo ragazzo ora. Non lo dico per incolparti. In fondo sono contento così, sono contento di averti conosciuto."
Non dirlo a me.
Il mio nuovo amico mi ha raccontato tutto della mia non vita. Gli amori, gli amici, le vacanze.
Siamo stati insieme a Cuba. Meglio non ricordare dice, e racconta tutto. Di quella grassa che si faceva lui, e di quella più  giovane, Rosita di cui io ero innamorato. Racconta di come fossi tornato dalla vacanza scosso e di come parlassi di lei a distanza di anni. "Non ci sei più voluto tornare a Cuba".
Non ci sono mai stato.
"Eri strano in quella vacanza, non hai fatto sesso, eri innamorato. L'unico turista che non ha scopato a Cuba, proprio tu, la carogna delle carogne."
Ecco, te pareva.

Ormai sono giorni che il mio nuovo amico non si fa vedere. Non sotto casa nè al bar nè altrove. Chissà dov'è finito. All'inizio ero contento, e un po' lo sono ancora ma che fine ha fatto? A parte la sua pazzia, era buono come il pane. Un po' mi scoccia la cosa.
Ieri ho chiesto al bar ma nessuno l'ha visto o lo ricorda.
"Era sempre qua con me". Ho insistito, quasi rabbioso. Troppa gente ,troppa confusione, nessuno ci ha fatto caso.
Allora sono andato sul solito corso a camminare con la speranza di sentire l'altalena dietro le spalle e la sua mano forte afferarmi "Dove vai carogna, aspetta" . Ma il suo sorriso largo non è riapparso sulla mia fronte.
Il mio nuovo amico non c'è più.

Sono passati due mesi, e sono senza il mio nuovo amico.
Mi sono reso conto che non ho mai saputo nulla di lui, mai gli ho chiesto dove abitasse o se lavorasse. Sono stato troppo superiore per informarmi.
Anzi, non gli ho mai concesso la minima considerazione. Lui blaterava le sue storie ed io bevevo il suo prosecco.
Perchè ho trattato con tanta sufficienza il mio nuovo amico, perchè non l'ho ascoltato?
Quanta vita ho perso nel pesarlo, e nel giudicarlo.Tutto concentrato su me stesso come sono sempre io, ho perso di vista ogni cosa di lui.

Ieri camminavo lungo il corso, addobbi di Natale, luminare e gente. Ad un tratto ho visto una testa ondeggiare davanti a me, a circa cinquanta metri. Ho iniziato a correre. Eccolo li, con la sua dinoccolata andatura. L'ho raggiunto gli ho messo una mano sulla spalla ed ho urlato: "Brutta bestia non ti fai più vedere dagli amici?"
Il tipo si è voltato e mi ha guardato stupito, era perplesso.
"Scusa".
L'ho guardato fisso negli occhi, indeciso pure io. Ma era lui? Mica ne ero sicuro.
"Hey ma non mi riconosci, sono io."
"Non ti ho mai visto in vita mia, ti confondi." Così mi ha liquidato.
Ma si che era lui, aveva il dente d'oro.
Allora gli ho corso dietro ancora e l'ho afferrato un'altra volta. Lui si è girato di scatto, mi ha preso per il bavero e mi ha attaccato al muro, così per farmi ragionare un po', come in certi bei film americani. Lui era un tipo che faceva queste cose. E poi era più alto e più grosso di me.
"Allora, chi diavolo sei"
Ho aspettato un attimo a rispondere.
"Sono Fabio" ho detto d'un fiato.
"Chi è Fabio?" Aveva l'espressione nera.
"Ceriani Massimo" ho detto allora, per farlo contento.
Contento un bel niente. Mi ha tirato un pugno nello stomaco e uno in pieno viso.
Mentre cadevo, volando a terra come da un'altalena e con la testa tutta rivoltata d'un lato, ho fatto appena in tempo a vedere solitari stivali rossi scivolare via tra la gente e sparire dentro un vicolo buio. Mi è anche sembrato di vedere una spiaggia di Cuba e una borsa volare verso il fiume.

Poi si è voltato un istante,  e senza guardarmi, forse più a se stesso che a me ha detto:
"A me i pistacchi fanno schifo".






 

 
 
 
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