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quel che se ne va
Post n°9 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da antonellabellaalb
Giudicherai sventura gravissima la perdita di una persona che ami, eppure ciò sarà altrettanto insensato quanto piangere la caduta delle foglie dagli alberi leggiadri che ornano la tua casa. Tutti gli esseri che ti danno gioia, guardali come guarderesti quegli alberi, godili finché sono in fiore. La sorte farà cadere un giorno l'uno, un giorno l'altro. Ma come la caduta delle fronde è un evento facile da sopportare perché le foglie rinascono, così si può dire della perdita delle persone che ami e che tu consideri come la gioia della tua vita, perché, anche se non rinascono, possono essere rimpiazzate da altre. "Ma non saranno le stesse", mi dici. Neppure tu lo sarai. Ogni giorno, ogni ora produce in te un cambiamento, senonché negli altri quest'azione travolgente del tempo appare con più evidenza, mentre in te rimane nascosta, perché è un processo che non si svolge apertamente. Gli altri ci sono strappati, noi, invece, siamo tolti a noi stessi furtivamente. Orbene, non farai alcuna di queste riflessioni e non opporrai rimedi alle ferite, ma ti creerai motivi di inquietudine, ora sperando, ora disperando? Se sei saggio, tempererai l'una cosa con l'altra: non spererai senza una nota di disperazione e non dispererai senza una nota di speranza. |

