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Creato da bettatlc82 il 24/12/2006
io e solo io
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LA COMPAGNIA
Mi sono alzato
mi son vestito
e sono uscito solo solo per la strada
Ho camminato a lungo senza meta
finché ho sentito cantare in un bar
finché ho sentito cantare in un bar.
Canzoni e fumo
ed allegria
io ti ringrazio sconosciuta compagnia.
Non so nemmeno chi è stato a darmi un fiore
Ma so che sento più caldo il mio cuor
So che sento più caldo il mio cuor
Felicità.
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderà
Abbiam bevuto
e poi ballato
è mai possibile che ti abbia già scordato?
Eppure ieri morivo di dolore
ed oggi canta di nuovo il mio cuor
oggi canta di nuovo il mio cuor.
Felicità
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderà.
VASCO
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incredibile romantica
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Post N° 116
Post n°116 pubblicato il 21 Maggio 2007 da bettatlc82
…chiudo per un istante gli occhi e ricordo nitidamente la prima volta che abbiamo dormito insieme, il primo bacio, il primo abbraccio, la scoperta sorprendente di un amore sorto quando meno ce lo aspettavamo, della tenerezza che ci prese d’assalto quando ci credevamo salvi con l’avventura di una sola notte, della profonda intimità creatasi fin dall’inizio, come se durante tutta la nostra vita ci fossimo preparati per quell’incontro, della facilità, della calma e della fiducia con cui ci siamo amati, come quelle di una vecchia coppia che ha condiviso mille e una notte. E ogni volta dopo la passione soddisfatta e l’amore rinnovato, ci addormentiamo vicini vicini senza che ci importi dove inizia l’uno e finisce l’altro, né di chi sono queste mani o questi piedi, in una complicità così perfetta che ci incontriamo nei sogni e il giorno dopo non sappiamo chi ha sognato chi, e quando uno si muove fra le lenzuola, l’altro si accomoda negli angoli e nelle curve, e quando uno sospira sospira l’altro, e quando uno si sveglia si sveglia anche l’altro. Vieni…mi chiama…e mi avvicino a quell’uomo che mi aspetta nel letto, e rabbrividendo per il freddo dell’ospedale e della strada e dei singhiozzi soffocati, che diventano brina nelle vene, mi tolgo la camicia e aderisco al suo grande corpo, avvolta dal suo abbraccio finché entro in calore. A poco a poco entrambi prendiamo coscienza del respiro ansimante dell’altro, e le carezze si fanno sempre più intense e lente man mano che ci arrendiamo al piacere. Mi bacia e torna a sorprendermi, come ogni volta in questi quattro anni, la morbidezza e freschezza della sua bocca; mi aggrappo alle sue spalle e al suo collo saldi, l’orribile teschio tatuato sul suo braccio destro, la linea di peluria del suo ventre, e aspiro il suo odore sano, quell’odore che sempre mi eccita, abbandonata all’amore e grata, mentre sulle guance mi scorre un fiotto di lacrime inevitabili, che cade sul suo petto…
isabel allende “paula”
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Inviato da: Il_Celato
il 03/08/2011 alle 14:27
Inviato da: chiaracarboni90
il 20/04/2011 alle 10:47
Inviato da: chiaracarboni90
il 19/04/2011 alle 12:21
Inviato da: bettatlc82
il 26/04/2009 alle 13:20
Inviato da: antesignana
il 25/04/2009 alle 17:05