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Creato da: filippogonzaga il 18/01/2006
Cultura incontri ed esperienze (oltre a quello che si pensa.....)
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Post n°14 pubblicato il 27 Gennaio 2006 da filippogonzaga
Che il BDSM sia un acronimo americano e che cosa significhi lo sappiamo tutti, almeno tutti quelli che arriveranno fin qui. Così come tutti sappiamo che è SANO, SICURO e CONSENSUALE. Però ognuno di noi può avere idee diverse su cosa significano i termini e i sui significati dei diversi ruoli e diventa difficile, a volte capirci. Velocemente io credo che esistano un BDSM cerebrale ed un BDSM fisico. La figura dominante del BDSM cerebrale la definisco Master (uomo) Mistress (donna) o Padrone/a mentre quella del BDSM fisico la definisco Dom/Domme. Chi pratica il BDSM cerebrale, da diversi anni, e , col tempo ha affinato certe caratteristiche, oltre all’uso di determinate pratiche, non solamente fisiche, in quanto il BDSM è anche fatto di riti, di regole e di forma. Ho deciso di mettere su questo blog, con lo scopo di iniziare delle discussioni. Il BDSM non è solo tecnica, ma si esprime anche con le parole. Ci sono delle cose da mettere subito in chiaro. Ovviamente ogni schiava è una persona a se ed è una persona con proprie fantasie. Quindi bisogna adattare il BDSM alla persona, alle sue aspettative. Questo è il frutto, comunque di varie discussioni, ricerche di pubblicazioni e siti, dove è stato possibile reperire materiale sull’argomento che stò trattando. Quindi ringrazio tutte quelle persone che si adoperano perchè questa cultura sia conosciuta a tutti e che invece viene vista dalla maggior parte della società come un qualcosa di scandaloso. Come è stato scritto prima, ci sono principi, regole, diritti e dovere, che devono essere rispettati da entrambi gli "attori". Ho fatto le mie esperienze ma non mi posso definire un Master, non ho avuto una continuità ed un impegno vero. Ci vuole ben altro. Mi ritengo più esperto di bondage. . Quindi per chi ritiene che questa cultura non sia offensiva ma come detto sopra consensuale, leggere attentamente e così protrete anche diffidare da gli eventuali master da strapazzo presenti sulla rete. IL MASTER DEGNO DI QUESTO NOME. Il Master degno di questo nome offre un obiettivo significativo alla propria schiava nell’aiutarla a rintracciare i suoi bisogni e appagare le sue aspettative. Il Master degno di questo nome dispone delle conoscenze e delle capacità che gli permettono di amministrare tali bisogni e aspettative senza subire la dominazione dal basso. Il Master degno di questo nome non dimentica mai che le sottomesse, compresa la propria, sono esseri umani provvisti di sentimenti e che meritano il più grande rispetto. Il Master degno di questo nome sa precisamente cosa aspettarsi dalla propria schiava e la orienta di conseguenza. Il Master degno di questo nome sa che la punizione non deve essere una reazione istintiva ma che deve favorire il delicato equilibrio tra i progressi della schiava e i suoi limiti, sempre mantenendo il controllo delle proprie emozioni. Il Master degno di questo nome protegge sia la propria schiava che quelle del suo entourage dalle vessazioni e le sevizio non consensuali. Il Master degno di questo nome non accetta più sottomesse di quante il suo tempo gli consenta di seguire, al fine di non trascurarne nessuna. Il Master degno di questo nome sa che la sottomissione è il dono maggiore che un essere umano possa offrire ad un altro e che accettare tale dono significa accollarsi la responsabilità di far progredire la persona che lo offre. Il Master degno di questo nome agisce secondo etica, osservando le regole fondamentali del BDSM, allo scopo di valorizzare il suo Giardino Segreto. REGOLE DI BASE E LORO APPLICAZIONE. La schiava (slave), in quanto avente piena fiducia del Master, si rimetterà a lui ed al suo giudizio senza tentare di modificarne le richieste. La schiava in presenza del Master si asterrà dal tenere le gambe serrate, e a maggior ragione, incrociate. Ella terrà il proprio sesso e le ascelle depilate, secondo il gusto del Master e indosserà (se richiesto) l’intimo da lui richiesto. La schiava adotterà un tono ed un comportamento rispettoso nel rivolgersi al Master. Anche le parole saranno scelte giudiziosamente, non saranno mai aggressive, né mai dovranno manifestare nervosismo o segni di impazienza. La slave si sforzerà di mantenere una posizione inferiore rispetto al Master. Se egli sarà seduto quindi, lei si siederà ai suoi piedi. Il Master potrebbe volontariamente non rilevare un errore di scarsa importanza, al fine di comprovare l’integrità del rispetto di questa regola: quando la schiava si accorgerà dello sbaglio, sarà lei stessa a reclamare la punizione al proprio Master. Ella si preoccuperà permanentemente del benessere del suo Master, dedicandosi a lui secondo lo status che la contraddistingue. Lo servirà durante i pasti e, se a lui piacerà, consumerà, inginocchiata ai suoi piedi, gli avanzi da una ciotola. Si preoccuperà di essere sempre desiderabile ai suoi occhi, vestita in modo adeguato: nel caso in cui egli giunga inaspettato, elle si scuserà e rimedierà immediatamente a tale situazione inaccettabile. Qualunque sia la gravità dei fatti o delle parole incriminate, la slave ne informerà immediatamente il Master che determinerà il tipo e la durata della punizione da impartire. Questo riguarda anche i marchi di appartenenza, come il collare ad esempio, che potrà essere appena dissimulato, per insinuare il dubbio in chi veda: questo aggiusterà dell’imbarazzo alla sub e sottolineerà il suo stato di appartenenza. Egli le potrà chiedere, per il proprio piacere, di indossare un abito corto, oppure di esibire una scollatura provocante, allo scopo di mostrare il suo corpo allo sguardo di sconosciuti. Egli sarà in permanenza suo garante e veglierà sulla sua sicurezza, durante questi giochi di esibizione. Il Master può prestare, vendere o regalare la sua schiava a chi lui creda. In questo caso, tutto ciò che dica o faccia il nuovo beneficiario, ha, agli occhi della sub, lo stesso identico valore che se provenisse dal suo Master. A questo scopo, la schiava dormirà nuda e sarà sempre a disposizione del Master. Mai si rifiuterà di essere penetrata tramite oggetti, né di mantenerli in permanenza, se questo gli aggrada. Potrà masturbarsi o avere rapporti fisici con altro partner solo se da lui autorizzata. Il Master dispone integralmente della slave e potrà quindi decidere sia del suo corpo che dello spirito. La schiava ringrazierà, nel caso in cui venga punita a causa di una mancanza inerente al suo status di sub. CONCLUSIONI Se la schiava soggiace ad un certo numero di doveri, di contro, non gode che di due diritti: Il ruolo del Master non si limita a maneggiare la frusta: egli deve conoscere i desideri (segreti o inespressi, coscienti o incoscienti) della sua schiava, in modo portarla oltre i limiti fisici e psichici. Agirà in piena consapevolezza delle cause, anticiperà le reazioni della sub, e orienterà la sua dominazione in funzione dei risultati desiderati. Lo scopo da raggiungere è la piena soddisfazione e la gratitudine della schiava per essere stata portata a superare se stessa. Il suo marchio sarà impresso nello spirito più che nella carne: egli potrà decidere, secondo i casi, di approntare in gran segreto strumenti e modalità di un incontro, oppure di renderne partecipe la schiava, per prepararla psicologicamente al piacere della sottomissione. Il Master sarà sempre severo ma giusto. Non dovrà cercare a tutti i costi una punizione corporale e si complimenterà e ringrazierà la sua schiava quando ella giunga allo stadio in cui egli voleva farla arrivare. Il piacere deve essere reciproco: essendo la sottomissione un insieme complesso di desiderio e repulsione, di divieti e fantasie, quando la schiava, correttamente guidata dal proprio Master, riuscirà a realizzare dei risultati che altrimenti non avrebbe potuto ottenere da sola, per mancanza di audacia, di coraggio, di volontà ed anche eventualmente di consapevolezza, il risultato sarà esaltante per entrambi. Così la sottomissione diventa, in qualche modo un alibi per la schiava, per lasciarsi andare al piacere, che altrimenti non si sarebbe concessa, a causa della sua educazione, della morale o dei tabù. Anche il Master dovrà superare i propri limiti, che possono essere messi in secondo ordine rispetto a quelli della schiava. Dovrà quindi astrarsi dai propri sentimenti, come quando, ad esempio, impartendo una punizione corporale, egli senta sulla propria carne le sevizie che infligge alla sua schiava. Ci sarà sempre un quid di nuovo nei giochi che egli inventerà….sia questo la prospettiva della paura (fisica o psicologica), l’umiliazione, la sofferenza, l’esibizione o il superamento dei limiti della schiava. La schiava potrà spogliarsi degli abiti in presenza di un altro partner, ma denuderà il proprio animo solamente al suo Master, ed è questo che rende la relazione D/s unica e completa.
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