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« THE TERMINALSPANGLISH »

FRACCHIA - LA BELVA UMANA

Post n°11 pubblicato il 15 Gennaio 2006 da Salentino72
Foto di Salentino72

"A benvenuti a sti frocioni......" ragazzi che risate, non ho proprio resistito a non rivederlo, escusivamente in formato DVD. Vediamo quanti commenti fate su questo SUPER FILM

Titolo di culto del demenziale bianco, rosso e verde, Fracchia la belva umana scippa un’idea dal celebre Tutta la città ne parla di John Ford, per farne una storia dove comicità fisica e verbale si incrociano in modo crasso, ma efficace, secondo lo stile fracchian-fantozziano che Villaggio ha reso storia con la esse maiuscola. Il gangster del film fordiano, quindi (che, si ricorderà, era interpretato da uno spietato e classico Edward G. Robinson), si trasforma nelle fattezze altrettanto tondeggianti, ma sicuramente più comiche di Villaggio/Fracchia, la cui espressione di rassegnata sofferenza è diventata ormai un’icona del nostro cinema. L’impiegato tapino Giandomenico Fracchia è la solita frana: un direttore (Gianni Agus) che lo ricopre di contumelie, una collega tutt’altro che avvenente, la signorina Corvino (Anna Mazzamauro), che non si concede manco per sogno, gli stessi compagni di lavoro che si prendono gioco di lui e tanta jella. In questa categoria va messa la sua somiglianza impressionante con il gangster denominato “la belva umana”: il povero Fracchia viene fermato da tutti i tipi di forze dell’ordine e, dopo accertamenti, rilasciato. Per risolvere questo inconveniente, l’efficiente (si fa per dire…) commissario pugliese Auricchio (Lino Banfi, anche lui un gigante del demenziale) gli concede un lasciapassare che certifichi la sua identità. Sfortuna vuole, però, che il gangster vero capiti in casa Fracchia per farsi dare proprio quel lasciapassare, per goderne a suo vantaggio. Nei guai, quindi, da quel momento ci finisce Fracchia, che agli occhi della polizia è “la belva umana”! In sé, la storia farebbe sbadigliare: sono le situazioni comiche, le gag becere, ma irresistibili, a strappare le risate. Banfi ricorre alla solita ironia alla “orecchiette e cime de repe”, Villaggio studia quadretti dove violenza da fumetto e risata si portano a braccetto. Non si discute: questo cinema o lo si rende oggetto di culto o lo si tiene a distanza come fonte di malattia per i neuroni. Tertium non datur: a meno che non si voglia, sul serio, mettersi a fare della sociologia spicciola su mobbing lavorativo. Noi pensiamo ai fan di Villaggio e Banfi, e diamo un buon voto. In DVD, Fracchia la belva umana offre un essenziale pacchetto linguistico. L’audio è solo in italiano, prevedibilmente, mentre c’è la sottotitolazione in italiano per non udenti. Il fronte dei contributi speciali, dal canto suo, offre le note biografiche e filmografiche del regista Neri Parenti e del cast, i crediti del cast artistico (leggi: ruoli), quelli del cast tecnico, la trama con riferimento alle scene ed un trailer cinematografico originale, non sottotitolato. Peccato per la mancanza di un’intervista a Paolo Villaggio, che avrebbe potuto abbellire il disco.

http://digilander.libero.it/Salentino72/

 
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