Carmilla ForeverI kiss your neck with my moon-white fangs and you shall be eternally mine. Area personale- Login
Cerca in questo BlogMenuALBASCURA - Subsonica, AmorematicoFrasi che ora sanno d’inutilità, Di desideri tiepidi già smossi. Lei si riveste, ormai non la diverte più. Probabilmente lui vorrebbe anche ricominciare. Alibi che attenuano l’oscenità Riflessa intorno alle bottiglie vuote Dai suoi vent’anni opachi e rispettabili: Così si sa che c’è qualcosa che non va. La notte schiude le sue braccia fragili Tra le emozioni che si intrecciano E lei confonde spesso forza ed esperienza Per tutti gli uomini osservati da sotto. Si nutre di cose che fanno male E ama quando è l’ora di odiare, Si nutre di cose che fanno male E odia quando è l’ora di gridare. Abiti firmati d’inutilità Riscattano un affetto che ora latita. Buone maniere che sono sempre le stesse: Da sempre sa che c’è qualcosa che non va La notte che sorride ha denti fragili Per tutti i calci che l’aspettano. Generalmente lei non dà la confidenza A tutti quelli che si atteggiano troppo. Si nutre di cose che fanno male E ama quando è l’ora di odiare, Si nutre di cose che fanno male E odia quando è l’ora di gridare. Solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare la mia faccia contro il muro. Solo una cosa so di sicuro: lasciare andare tutto il mio dolore contro questo muro. So di sicuro: lasciare andare la mia faccia contro il muro. Solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare tutto il mio dolore contro questo muro. Bocche dal sapore d’eventualità appiccicano sguardi, l’aria è satura. Quasi vorrebbe la scoprissero gettarsi in pasto giusto il tempo di ricominciare. A casa questa notte non ritornerà. E' in viaggio fuori-serie verso nessun posto. Narici rispettabili festeggiano: Così si sa che c’è qualcosa che non va. La notte scivola sugli occhi gravidi, Gonfi di amaro che rovesciano. Generalmente lei riserva indifferenza A tutti quelli che si stringono troppo. Si nutre di cose che fanno male E ama quando è l’ora di odiare, Si nutre di cose che fanno male E odia quando è l’ora di gridare. Solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare la mia faccia contro il muro. Solo una cosa so di sicuro: lasciare andare tutto il mio dolore contro questo muro. So di sicuro: lasciare andare la mia faccia contro il muro. Solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare tutto il mio dolore contro questo muro. È l’aria della notte della sua città che punge come un senso d’inutilità. È l’aria della notte della sua città che punge come un senso d’inutilità. È l’aria della notte nella sua città. |
La medicina buona
Post n°36 pubblicato il 01 Ottobre 2007 da Firefrost
É stato come tornare a casa. All’inizio non ero convinta, pensavo che probabilmente lo stavo facendo solo per una questione di orgoglio – mantenere la parola data - anche se, quando ho dato la mia parola, avevo qualche goccia di alcool nel sangue in più del dovuto. Ma questa mi pareva tanto una scusa, e tanto banale… Così povera di credibilità da far venire la ridarella anche a me, al pensiero di prenderla sul serio. All’inizio le note arrivavano irregolari, nervose; le dita si muovevano incerte, come una persona che, ritrovatasi improvvisamente senza luce in casa propria, cerca di muoversi seguendo l’istinto ed il tatto, sfiorando oggetti per riconoscerli e calcolando le distanze sulla base di ricordi e sensazioni. Ho suonato per un’ora intera. Onestamente, ora che avevo messo a tacere la coscienza, ero sicura si trattasse di un episodio sporadico, più unico che raro, facilitato dal fatto che ero sola in casa. Stavo bene. Sto proprio bene. Il mio medico mi ha fatto tornare la voglia di provare. Un amico mi ha fatto tornare la voglia di suonare. Da Roana a Roma, dall'Altopiano ai Sette Colli: grazie.
|


