Carmilla ForeverI kiss your neck with my moon-white fangs and you shall be eternally mine. Area personale- Login
Cerca in questo BlogMenuALBASCURA - Subsonica, AmorematicoFrasi che ora sanno d’inutilità, Di desideri tiepidi già smossi. Lei si riveste, ormai non la diverte più. Probabilmente lui vorrebbe anche ricominciare. Alibi che attenuano l’oscenità Riflessa intorno alle bottiglie vuote Dai suoi vent’anni opachi e rispettabili: Così si sa che c’è qualcosa che non va. La notte schiude le sue braccia fragili Tra le emozioni che si intrecciano E lei confonde spesso forza ed esperienza Per tutti gli uomini osservati da sotto. Si nutre di cose che fanno male E ama quando è l’ora di odiare, Si nutre di cose che fanno male E odia quando è l’ora di gridare. Abiti firmati d’inutilità Riscattano un affetto che ora latita. Buone maniere che sono sempre le stesse: Da sempre sa che c’è qualcosa che non va La notte che sorride ha denti fragili Per tutti i calci che l’aspettano. Generalmente lei non dà la confidenza A tutti quelli che si atteggiano troppo. Si nutre di cose che fanno male E ama quando è l’ora di odiare, Si nutre di cose che fanno male E odia quando è l’ora di gridare. Solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare la mia faccia contro il muro. Solo una cosa so di sicuro: lasciare andare tutto il mio dolore contro questo muro. So di sicuro: lasciare andare la mia faccia contro il muro. Solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare tutto il mio dolore contro questo muro. Bocche dal sapore d’eventualità appiccicano sguardi, l’aria è satura. Quasi vorrebbe la scoprissero gettarsi in pasto giusto il tempo di ricominciare. A casa questa notte non ritornerà. E' in viaggio fuori-serie verso nessun posto. Narici rispettabili festeggiano: Così si sa che c’è qualcosa che non va. La notte scivola sugli occhi gravidi, Gonfi di amaro che rovesciano. Generalmente lei riserva indifferenza A tutti quelli che si stringono troppo. Si nutre di cose che fanno male E ama quando è l’ora di odiare, Si nutre di cose che fanno male E odia quando è l’ora di gridare. Solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare la mia faccia contro il muro. Solo una cosa so di sicuro: lasciare andare tutto il mio dolore contro questo muro. So di sicuro: lasciare andare la mia faccia contro il muro. Solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare tutto il mio dolore contro questo muro. È l’aria della notte della sua città che punge come un senso d’inutilità. È l’aria della notte della sua città che punge come un senso d’inutilità. È l’aria della notte nella sua città. |
Guerre tribali
Post n°44 pubblicato il 01 Settembre 2008 da Firefrost
Nella taverna della Spada Impavida, la birra scorre a fiumi. I guerrieri cenano al lume delle torce, ascoltando Wolfswut che declama con un sorriso luminoso i suoi versi strampalati e fa ridere tutti, nonostante la stanchezza della battaglia appena vinta pesi a lui come agli altri guerrieri presenti. Eventine scuote la testa e nasconde il volto tra le mani, fingendosi esasperato dalle battute del proprio compagno. Bonekamp gira per la locanda benedicendo tutto e tutti, e prendendo come "ricompensa per intercessione presso i Piani Alti" qualche birra, qualche pezzo di carne appena cotta e.. qualche bacio dalle fanciulle, che seguono adoranti l'ombra delle sue grosse spalle; Lauretta lo guarda e scuote la testa, fingendo disapprovazione ma ridendo sotto i baffi. Accanto al grande focolare in pietra, landLorb ha avvicinato un'altra cameriera: le parla fitto fitto, incantandola di complimenti e dolci paroline, mentre le difese di lei cadono come petali di rosa, ed il braccio del Lorb le stringe la vita. Ancora una mezz'ora, e la locandiera avrà una cameriera in meno per la serata. Non cambierà mai, il Lorb, sempre a tubare. Che piccione.. Yori però non è da meno: appoggiato languidamente ad una colonna, racconta ad una bella morettina di quanti compagni abbia salvato quel giorno da morte certa, e mentre la ragazza sgrana gli occhi impressionata, cambia improvvisamente discorso, per invitarla nel suo grosso villo a provare un bagno di fanghi - perchè li, le dice, sono speciali, hanno proprietà taumaturgiche incomparabili. Se fosse possibile, le dice, mentre lei abbassa lo sguardo ed arrossisce, diventeresti ancora più bella... Seduti fianco a fianco nel grande tavolo al centro dello stanzone, Goush e DDiaz raccontano alla gente del villaggio come si è svolta la battaglia: lui si lancia in spiegazioni tattiche di precisione, incidendo col coltello sul piano del tavolo in rozzi disegni gli schemi principali. Lei commenta ironica le "gesta" del compagno, prendendolo bonariamente in giro mentre gli accarezza la nuca e gli versa la birra dalla grande caraffa messa a disposizione dalla locandiera - omaggio per aver ancora una volta salvato la comunità. In un angolo, al tavolo più buio, Czar mangia in silenzio, da solo. Non è uno loquace, men che meno prima e dopo una battaglia. Suo è il peso del comando principale, come suo è il peso delle vite perse, nonostante la vittoria, sempre e comunque. Allacciato alla cintura, il fodero vuoto della spada perduta pende inerme, anelando al peso dell'arma che un tempo custodiva. Alla ricerca di quella spada si sono mossi cavalieri e briganti, donne e uomini, cantastorie e pendagli da forca. Ma la Spada Lunga di Ullrichs, la spada dell'Ordo, non è ancora stata ritrovata. Czar ha fiducia. La spada tornerà al suo posto. Oppure, egli morirà cercandola. Accanto al bancone, Angel e Achird se la ridono beate, chiacchierando con Lisandro e Warsteiner: una grossa birra in mano, brindano al successo e confrontano gli uccisi, indicati con delle tacche incise sulla sella del proprio cavallone. i ragazzi le prendono in giro, ma sono orgogliosi delle compagne di battaglia: le due fanciulle si coprono bene le spalle in campo, perchè darebbero la vita per un amico. E loro sono amiche. Nel cortile, Ingrid la papera razzia tranquilla, aspettando che la sua padrona, Achi, esca dalla locanda. Con la coda dell'occhio contolla i movimenti di Miao, la gatta asciaiola: fidarsi è bene, ma con Miao non si sa mai...
Catherine se ne va poco dopo, ancora troppo giovane per fare tardi la sera, ma non per partecipare alle battaglie: il cugino Bonekamp la scorta a casa, nonostante le proteste delle varie fanciulle incollateglisi addosso per tutta la sera. Ad uno ad uno, i membri dell'Ordo abbandonano la Spada Impavida; Achi recupera Ingrid e, non vista, resta tranquila con la sua papera in braccio, a guardare con affetto i suoi vittoriosi compagni di guerra allontanarsi lentamente nel buio vellutato della notte.
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