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Creato da sopalmar il 01/03/2005
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tessendo sogni
Mi chiedo, a volte, cosa di lui mi incuta timore. Cosa del suo modo di muoversi ed agire, mi spinga ad abbassare lo sguardo a terra in sua presenza. Ed anche così, con il viso chinato ed in ombra, sento le guance diventare incandescenti non appena intuisco i suoi occhi su di me. Imponente, silenzioso, a volte severo ma mai ingiusto, quando riceve ospiti diventa così affabile, persino sorridente. Credo di non averlo mai visto sorridere, quando la casa è vuota. Eppure, lo preferisco così, ombroso e scuro in volto, impenetrabile. A volte la sera, gli tengo compagnia nella biblioteca, e mi permette di leggere alcuni brani per lui. I tratti del suo viso sembrano distendersi, e anche solo questo mi basta per sentirmi all’improvviso felice. Sono i momenti più belli ed allo stesso tempo più difficili, per me. Stare con a lui, seduta ai suoi piedi sul morbido tappeto davanti al caminetto, così vicina da percepire il profumo di sandalo che emana dalla sua pelle, è pace e calore ma allo stesso tempo, la più ardua delle prove. A volte mi chiede di leggere passi non facili, ed il terrore di sbagliare, di deluderlo ed imbarazzarlo è così grande che mi fa tremare la voce, in modo così netto da non poterlo nascondere. Egli sembra capirmi e mi soccorre…si finge annoiato dalla lettura ed allevia la mia fatica con chiacchiere leggere, o ancora – forse…forse questi sono i momenti che preferisco – si sporge dalla sua poltrona e mi sfiora la spalla con una mano, con infinita dolcezza. ‘Non preoccupatevi’ mi sussurra, con gli occhi che sembrano accendersi, ma il mio orgoglio talvolta brucia così forte che stento a trattenere le lacrime. Nella solitudine della mia camera, avvolta dal tepore delle coperte, mi sciolgo in pianto perché quello che fa più male è il timore di averlo in qualche modo deluso. Ma il giorno successivo, quando mi chiede – di nuovo – di seguirlo in biblioteca, tutti i dubbi vengono spazzati via e nel cuore rimane solo la gioia di poter stare con lui di nuovo. E sempre più forte la determinazione a migliorarmi per lui, per essere degna, sempre. Sebbene cadere ed essere sorretta da lui sia uno struggimento tale da essermi diventato caro al cuore quanto la gioia più limpida. Se ci penso, però, devo ammettere di sentirmi alquanto sciocca, e un po’ sorrido di me stessa, forse con troppa indulgenza. Almeno nella lettura, però, mi esercito sempre, soprattutto quando rimango da sola.
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