
Ebbene sì… è giunto il momento dei festeggiamenti! E’ giunto il momento di brindare ai miei primi sei mesi al Bar!
Un traguardo insomma!
Un po’ per chi non ci credeva. Per chi pensava che non sarei mai riuscita ad ottenere quel posto, e intanto, in macchina per andare al colloquio, speravo nei semafori rossi per poter sfogliare una sorta di bibbia tascabile del piccolo alcolista, caso mai, tra un “Che studi hai fatto?” e “Quali sono le tue aspettative” scappasse un “Qual è la ricetta per il Mojito?”.
Fino a quel momento la mia conoscenza nel settore si limitava all’assaggio di quei miscugli e al subirne le relative conseguenze (per fortuna mia mai troppo dolorose) e la mia precedente esperienza da cameriera al bar dell’oratorio non mi veniva incontro. Per fortuna, però, madre natura mi ha sempre messo in bocca le parole giuste al momento giusto e anche in questo caso non ha fallito il suo compito!
Il mio primo giorno… è stato un po’ come il primo giorno di scuola alle elementari. Tutto un altro mondo. Un po’ impacciata. Un po’ impaurita. Un po’ preoccupata. Un po’ curiosa. Un po’tutto insomma. Credo che quelle mie prime otto ore rientrino nella classifica delle più agonizzanti di tutta la mia vita, ma alla fine, rotto il ghiaccio, è stato un vero spasso.
A questo punto, dato che ormai avevo ottenuto il posto, la gente iniziava a chiedersi quanto avrei resistito. Di scommesse penso ce ne siano state parecchie… c’è chi diceva otto giorni, chi due settimane. Qualcuno forse avevo persino azzardato un mese.
Ed invece?! Alla faccia di tutti sono ancora lì! Non mi sono ancora licenziata! Certo non nego di essere stata travolta più di una volta dall’idea di cambiare lavoro (lavorare come parrucchiera sarà il mio prossimo sogno – di seconda categoria - da realizzare), ma alla fine non ho cambiato niente, perché in fondo, in quest’ambiente, mi ci trovo bene!
Come fare l’insegnante, dare in giro volantini, e fare la giornalista (e credo di aver fatto anche qualcos’altro in questi anni…), anche fare la barista non sarà il mestiere della mia vita, ma non importa! Al momento penso sia il lavoro che più riesce a riempirmi la vita! Tra un caffè e l’altro la mattina e cuba e margarita la sera in fondo mi diverto…
Si è sempre a contatto con le persone, si parla con loro, si cerca di conoscerle, di capire al volo i loro gusti e col tempo di conoscerle più a fondo e di realizzare con maggior precisione la delizia che fa per loro. Alla fin
e… si diventa un po’ maghi e stregoni, preparando strambe pozioni in grado di rendere felice la gente. Alla fine… si diventa un po’ artisti, dipingendo su quei fragili bicchieri il ritratto della gente.
Ma alla fine la cosa più importante (forse) è che la sola cosa che ti riuscirà di bere sarà Acquanaturale, quindi per tutto il resto si tratterà solo di… fantasia! - ELISA
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il 26/01/2012 alle 16:09
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