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Ma tu, mi vuoi bene veramente?
Chiese la lingua al dente
dopo aver fagocitato
un panino col gelato.
Non ottenne risposta
e assai scomposta,
ritornò,
con dolore malcelato
tra la gola ed il palato.
 
 

PIAZZA IX APRILE A TAORMINA

 
 

 

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Post N° 14

Post n°14 pubblicato il 13 Agosto 2007 da gea12a

Venerdi
13 Agosto



 



Quella mattina, come tutte
le mattine di quel mese di agosto, si prepararono tutti quanti per la loro
solita giornata di mare da passare allo stabilimento balneare che sorgeva ad
una quindicina di chilometri dalla città. Era il secondo anno che affittavano
una cabina lì, e a loro piaceva molto,
sia ai grandi che ai piccini. Patrizia aveva 11 anni, la sua sorellina 6,
mentre i suoi genitori erano entrambi sui trent'anni. Una famiglia giovane e
con tanta voglia di divertirsi.



Quella mattina, era il 13
agosto di venerdi, arrivarono allo
stabilimento come al solito. Posarono tutto nella loro cabina, infilarono
i costumi da bagno, presero secchiello e
paletta, prepararono gli asciugamani, e scesero in spiaggia con una coppia di
amici dei suoi genitori e il loro bimbo di 5 anni.



La spiaggia, come di
consueto in quel periodo, era abbastanza
affollata. Si sentivano le voci dei bambini che giocavano, le mamme che li
richiamavano per farli uscire dall'acqua, i tamburelli con il loro tipico e
fastidiosissimo rumore, il going che quell'anno impazzava, la musica delle
radioline che mandavano in continuazione Non si può morire dentro di Gianni
Bella o Europa di Santana... Sistemarono, come di consueto gli asciugamani
sulla sabbia, e si sedettero lì.



Dalla spiaggia, si vedeva
e si vede ancora in lontananza, un isolotto spoglio ed abbandonato con una
torretta al centro, che li aveva sempre incuriositi. Quel giorno, l'amico di
suo padre, decise che dovevano andarlo a visitare e volle noleggiare un
motoscafo per portarli lì. Furono tutti
entusiasti all'idea, anche se in effetti quasi nessuno di loro sapeva ancora
nuotare, tranne suo padre e la coppia di amici dei suoi genitori. Ma decisero
lo stesso di andare. L'idea di esplorare quell'isolotto che avevano sempre
guardato da lontano, era troppo allettante. E il mare poi, era liscio come
l'olio e di un celeste quasi accecante. Era la giornata adatta per fare una
gita in motoscafo.



Il padre di Patrizia ed il
suo amico lo andarono a prendere e vi caricarono entrambe le famiglie . Era di
colore giallo e non molto grande, ma ci entrarono tutti, anche se un pò
stretti. Al posto di guida c'era il loro amico con accanto la moglie ed il
bambino. Seduti dietro invece Patrizia e la sua famiglia.



Tirarono la cordicella del
motore e partirono. L'entusiasmo era
palpabile, ma man mano che procedevano cominciò a scemare. Dietro iniziava ad
entrare acqua e Patrizia cominciò a dire che aveva paura. L'isolotto si stagliava
ancora lontano ed altrettanto lontana era ormai la spiaggia, con gli ombrelloni
che si rimpicciolivano sempre di più alle loro spalle. Mentre procedevano,
cercarono in qualche modo di buttar fuori più acqua possibile, servendosi di
attrezzi di fortuna : secchielli e cuffie. Ma non erano sufficienti.



Ad un certo punto, mentre
l'isolotto era ancora lontano, il motore si spense. A bordo del motoscafo
cominciò a serpeggiare un pò di apprensione, mentre Patrizia cominciava ad
andare in panico. Sua madre tentò di calmarla dicendole che non poteva
succedere nulla di grave, ma lei continuò a dire che aveva paura.



Il padre di Patrizia cercò
in tutti i modi di riaccendere il motore, ma ormai era entrata acqua a
sufficienza per metterlo definitivamente ko. Ad un certo punto, al loro amico
venne l'idea di tuffarsi per alleggerire il carico e fare in modo di poter
rientrare in spiaggia più facilmente. E così fece. Ma anzichè tuffarsi dalla
punta (scusate ma non ricordo mai se si chiami poppa o prua) lo fece dal fianco
dell'imbarcazione. Immaginate un pò voi cosa provocò quel gesto avventato.



In un attimo il motoscafo
fece un giro di 90 gradi e si capovolse, gettando in acqua tutti i passeggeri.
Patrizia ebbe un attimo di smarrimento e svenne, ma dopo si riprese e si
ritrovò esattamente sotto al motoscafo, dove si era creata una bolla d'aria che
le consentiva di respirare tutte le volte che emergeva . Perchè lei, non
trovando nessun appiglio, affondava e riemergeva continuamente. Fuori, attutiti
dal fondo del motoscafo, le arrivavano le urla dei grandi. Lei pensava
continuamente di stare per morire, ed è orribile pensare di dover morire a
quell'età, quando tutto deve ancora iniziare. Chissà quanto durò tutto questo!
A lei parve un'eternità. Ci si impiega così tanto tempo a morire? E poi non è
così orribile come dicono. Mentre involontariamente faceva questi
ragionamenti, quando ormai si sentiva
stremata e stava per lasciarsi andare definitivamente, uno strappo ai piedi ed
alle gambe la riscosse, tirandola verso il fondo e facendole credere che la
fine era ormai arrivata. Ma subito dopo si ritrovò miracolosamente alla luce e
con la testa fuori dall'acqua.



Le raccontarono poi che
mentre ormai erano tutti distrutti dalla
stanchezza e dalla paura; mentre suo padre, che cercava di tenersi in qualche
modo al fondo del motoscafo con aggrappata al collo sua madre, che a sua volta
cercava di tenere la sua sorellina, stava ormai per lasciare la presa; mentre i loro amici stavano per lasciarsi
andare anche loro, videro in lontananza, come un piccolo puntino all'orizzonte,
una barca. Così, grazie alle loro urla, furono avvistati e tratti a bordo.



Rivide tutti i suoi cari
sani e salvi e tremendamente preoccupati per lei, dal momento che la credevano
ormai in fondo al mare, e si ritrovò catapultata su una barca di pescatori,
pronta per essere riportata a riva insieme a tutta la sua famiglia. Il rientro
fu silenzioso. Ognuno di loro era perso dietro ai suoi pensieri e non credeva
ancora di essere uscito vivo da quella incredibile avventura. Patrizia guardò
suo padre, e per la prima volta lo vide fragile e spaventato. Era bianco come
un lenzuolo e stremato. Poi guardò sua madre e la sua sorellina, e ringraziò
Dio per avergliele restituite sane e salve. Non avrebbe potuto vivere senza di
loro.



Rientrarono in spiaggia,
mentre la gente indifferente non sapeva, o forse non gli importava più di
tanto, a cosa erano andate incontro quelle due famiglie. Camminarono mesti
lungo la spiaggia e furono condotti al pronto soccorso dello stabilimento.
Patrizia aveva bevuto molta acqua, che per fortuna riuscì a buttar fuori. Anche
gli altri erano ridotti piuttosto male, ma solo moralmente. Fisicamente stavano tutti bene.



Dopo essere stati
visitati, finalmente rientrarono nella
loro cabina, ed una volta lì si abbracciarono tutti e piansero, asciugandosi
gli occhi con un unico asciugamano.



La sera, rientrando a
casa, la loro gattina di pochi mesi gli venne incontro festante per la prima
volta in assoluto da quando suo padre l'aveva portata a casa. Chissà poi
perchè? Gli animali, si sa, hanno una sensibilità molto spiccata.



Ogni anno, per
l'anniversario, la famiglia di Patrizia si scambia gli auguri e ringrazia mentalmente quel giovane
pescatore che un giorno di tanti anni prima, per puro caso, si trovò a passare
per quel tratto di mare che lui solitamente non percorreva, soltanto perchè
quel giorno qualcuno da lassù, aveva deciso diversamente.




AUGURI FAMIGLIA...

 
 
 
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Data di creazione: 14/07/2007
 

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