RAGGAE
LA MUSICA CI AIUTERA'
CANZONE BELLA CIAO
per tutte le persone che
hanno dato la vita per un ideale,,,
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COS' È L AMORE

Magari una che mi contraddica qualsiasi cosa dica, che non mi faccia uscire con gli amici e poi mi porti al cinema io, lei e una sua amica. Che mi ripeta che sono disordinato, che mi chieda se ho bevuto, che quando sono affamato sia a dieta, che non mi creda se sono sincero e se mente lei pretende che me la beva. Che mi telefona mentre sto lavorando, e se le dico che al momento sono occupato: " Ti richiamo", quando la chiamo dice che non l'amo e fa l'offesa. Che abbia la pretesa che ogni giorno io le faccia una sorpresa. Si, mi ci vuole un p? disciplina che mi obblighi a svegliarmi presto la mattina, che mi faccia stare un'ora a esaminare una vetrina, che quando danno un filmone in TV inviti gente a cena, che mi svegli per chiedermi se sto dormendo, che tenti di cambiarmi e poi mi accusi di stare cambiando. | « Messaggio #162 | Messaggio #164 » |
Post N° 163
Post n°163 pubblicato il 17 Dicembre 2007 da movimentomarco
Ad un giovane che cominciava a lavorare nel suo giornale, il severo direttore di un quotidiano svizzero disse: «Quando scrive un articolo, si ricordi che ogni frase ha un soggetto, un predicato, un complemento oggetto e un punto; poi di nuovo un soggetto, un predicato, un complemento e un punto. Se qualche volta dovesse sentire il desiderio di adoperare un aggettivo, venga prima nel mio ufficio a chiedermi il permesso». La prima regola del giornalista deve dunque essere di scrivere con semplicità e chiarezza, evitando parole difficili che spaventano il lettore, frasi troppo lunghe che distraggono o annoiano, tante subordinate, eccesso di aggettivi e avverbi che ingarbuglino il discorso. Il dizionario della lingua italiana dello Zingarelli contiene 127 mila vocaboli. Alessandro Manzoni ha usato solo 8.949 parole per scrivere I promessi sposi, ma tutti quelli che l’hanno letto l’hanno capito. Possibile che per scrivere una notizia di poche righe non si riesca a trovare la forma giusta? Scrivere dunque per farsi capire. Ma da chi? Dal proprio lettore o ascoltatore, naturalmente. Ogni giornale, trasmissione radiofonica, conversazione o conferenza, ha un pubblico di diverso livello. Anche all’interno di uno stesso giornale, c’è differenza tra il lettore della cronaca nera e quello dei resoconti di borsa. Chi scrive sul giornale deve saperlo, rivolgendosi al suo lettore in modo adatto. Non c’è cioè un modo unico per scrivere sui giornali, un linguaggio universale per ogni tempo e occasione. Sta all’abilità del giornalista capire quando e come deve regolare il tono. |










Inviato da: minsterr999
il 19/03/2009 alle 19:28
Inviato da: La_mOny88
il 28/05/2008 alle 12:11
Inviato da: lulu1811
il 12/04/2008 alle 07:06
Inviato da: sweet_stefy
il 04/04/2008 alle 20:53
Inviato da: lulu1811
il 17/03/2008 alle 06:42