
Quando Boccadoro riprese il suo cammino, dopo aver
contemplato il dipinto della danza macabra, una forza
nuova lo attirava verso il maestro e verso la creazione.
Ma dappertutto erano soste, nuove immagini e nuove
esperienze; con le narici vibranti egli aspirava l'aria di
morte, dappertutto la compassione o la curiosit… gli chie-
devano un'ora, un giorno. Per tre giorni ebbe con s‚ un
contadinello piagnucolante, lo port• per ore ed ore sulle
spalle: un cosino mezz'affamato di cinque o sei anni, che
gli diede molto da fare e di cui stent• a liberarsi. Final-
mente glielo prese la moglie di un carbonaio, a cui era
morto il marito e che voleva avere ancora intorno a s‚
qualche cosa di vivo. Per diversi giorni lo accompagn• un
cane senza padrone, che mangiava nella sua mano e lo
scaldava nel sonno; ma un mattino scomparve. Ci• rin-
crebbe a Boccadoro: si era abituato a parlare con quel
cane; per mezz'ora di seguito gli rivolgeva discorsi e fan-
tasticherie sulla malvagit… degli uomini, sull'esistenza di
Dio, sull'arte, sul seno e sulle anche d'una giovane figlia
di cavaliere di nome Giulia, che aveva conosciuta in gio-
vent— Perch‚ naturalmente nel suo pellegrinaggio attra-
verso la morte Boccadoro era diventato un pochino pazzo:
tutti nel territorio colpito dalla peste erano un poco pazzi
e molti lo erano del tutto. Un pochino pazza era forse
anche la giovane ebrea Rebecca, la bella fanciulla dai
capelli neri e dagli occhi ardenti, con la quale s'attard•
due giorni.
Inviato da: hair1955
il 24/10/2009 alle 23:58
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il 02/10/2009 alle 21:13
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il 06/07/2009 alle 13:37
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il 01/06/2009 alle 17:17
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il 03/05/2009 alle 23:33