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FREUD – PSICOANALISI E SOCIETA'
Post n°28 pubblicato il 17 Luglio 2013 da giansartoretto
La maggior parte degli apostoli della pietà, dei filantropi, dei protettori di animali, hanno dimostrato, nell'infanzia, tendenze sadiche e crudeltà nei confronti degli animali. (pag. 68) La civilizzazione ha potuto sorgere e svilupparsi solo grazie alla rinuncia alla soddisfazione di determinati bisogni ed esige che tutti coloro i quali, nel susseguirsi delle generazioni, vogliono godere dei vantaggi che la vita civile comporta, rinuncino a loro volta alla soddisfazione di certi istinti. (pag. 68) Come l'uomo primitivo. Il nostro inconscio non crede alla possibilità della propria morte e si considera immortale (pag. 82) La credenza nella morte non trova nessun punto d'appoggio nei nostri istinti, ed è forse in questo che dobbiamo ricercare la spiegazione di ciò che costituisce il mistero dell'eroismo (pag. 83) Invece l'angoscia della morte, la cui azione subiamo più spesso di quanto non crediamo, è qualcosa di secondario e nella maggior parte dei casi deriva dal senso di colpa. (pag. 83) Anche per il nostro inconscio come per l'uomo primitivo, c'è un caso in cui i due opposti atteggiamenti nei confronti della morte, quello che la concepisce come una distruzione della vita e quella che la nega come qualcosa di irreale, s'incontrano ed entrano in conflitto (pag. 84) Riassumendo, gli aspetti comuni all'uomo primitivo ed alla nostra coscienza sono l'impenetrabilità alla rappresentazione della propria morte, l'augurio di morte rivolto allo straniero, l'ambivalenza nei confronti della persona cara. (pag. 85) La vita cosciente dello spirito rappresenta solo una piccolissima parte rispetto alla sua vita inconscia (pag. 90) Le nostre azioni coscienti derivano da un substrato inconscio, formato soprattutto da influenze ereditarie; questo substrato racchiude gli innumerevoli residui ancestrali che costituiscono l'anima della razza (pag. 90) Nella folla l'individuo acquisisce, per il solo fatto del numero, un sentimento di grande potenza che gli consente di cedere ad istinti che, da solo, avrebbe violentemente tenuti a freno (pag. 91) Inoltre, la folla è molto sensibile alla forza magica delle parole (pag. 96) Riteniamo di aver trovato la strada giusta per spiegare il fenomeno fondamentale della psicologia collettiva, cioè l'assenza di libertà che caratterizza l'individuo che fa parte di un gruppo. (pag. 110) Tutte le volte che due famiglie si uniscono con un matrimonio, ognuna si considera superiore all'altra (pag. 115) La psicoanalisi vede nell'”identificazione” la prima manifestazione di un attaccamento affettivo ad un'altra persona (pag. 117) E' noto che il cannibale è rimasto a questa fase: egli mangia volentieri i suoi nemici e non mangia coloro che ama (pag. 118) La genesi dell'omosessualità maschile è, nella maggior parte dei casi, la seguente: il giovane è rimasto troppo a lungo, ed in modo troppo intenso, fissato alla madre, al complesso d'Edipo. Una volta raggiunta la pubertà arriva il momento in cui egli deve sostituire alla madre un altro oggetto sessuale. (pag. 121) Ma il gruppo, considerato nel complesso, presenta anche altre caratteristiche: l'abbassamento dell'attività intellettuale, un'affettività smodata, l'incapacità di moderarsi e di controllarsi (pag.129) Gli istinti primari sarebbero l'istinto di conservazione, di nutrizione, l'istinto sessuale e quello gregario. (pag. 130) Nel vostro esame potete essere ingannati da un nevrotico, il quale benché innocente, reagisce come se fosse colpevole, perché un nascosto senso di colpa, già esistente in lui, si attacca all'accusa fatta nel caso particolare. (pag 162) |



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