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TRASVERSALITA ECOLOGISTA

Post n°49 pubblicato il 25 Dicembre 2013 da giansartoretto

Oggi mi vienesta riflessione:

Cosa significa per gli ecologisti essere collocati a sinistra politicamente parlando rispetto al concetto della trasversalità, sono due tesi opposte e inconciliabili, la trasversalità potrebbe portare a sostenere governi di centrodestra (vedi Saarland) magari per dare un'impronta verde alla politica conservatrice, ma potrebbe essere anche una copertura "ecologista", a un governo conservatore e tradizionalista -

Ma oggi esiste ancora questa differenza tra destra e sinistra rispetto ai grandi problemi sociali, a come risolverli.

L'inquinamento non è ne di destra ne di sinistra, è semplicemente una questione emergenziale CHE SI CONIUGA PERO' CON LA QUALITA' DELLA VITA che è una priorità nettamente progressista rispetto all'ideologia del mercato, senza contare che a volte la bellezza e il senso estetico si scontrano con l'ignoranza e l'indifferenza. Questo non vuol dire automaticamente che la destra sia mercato e la sinistra, stato, chela destra non abbia gusto e la sinistra, sofisticata, sarebbe una semplificazione un po' balorda.

La trasversalità ecologista riguarda l'acqua, l'aria, la terra,l'alimentazione. Le malattie aumentano anche se i soliti“negazionisti” dell'affarismo becero che conquista molte posizioni politiche, affermano che non c'è nessuna prova a supporto di questa tesi. Questa opinione che mi ricorda in chiave grottescacerto positivismo d'accatto, per cui se non ci sono ancora morti bisogna che si manifestino per prendere provvedimenti, per cui solo il disastro costringe a reazioni, calza alla grande per tutti gli speculatori presenti nel territorio per arricchirsi quasi sempre consoldi pubblici, i quali minimizzano gli effetti negativi e plaudono attraverso l'ausilio dei max media, ai benefici collettivi e quindi aumenti di posti di lavoro, che si hanno per l'aumento di infrastrutture tipo bretelle, ponti, terze corsie, cemento armato contro i panorami disarmati, palazzi Export, Grande Velocità che stanno di fatto distruggendo il territorio e aumentando le esondazioni e i disastri che per questi speculatori sono sempre di origine naturale. Sembra che la ripresa economica passi attraverso queste grandi opere, e quindi l'aumento di capitalismo (auspicato datanti per il benessere collettivo) dipende dai mega progetti pubblici quasi che le infrastrutture invece di essere strumenti di un capitale circolante con i suoi prodotti, diventi il fine di uno sviluppo capitalistico-statale.

Cmq bisogna convivere cn questo sfracello operato da speculatori privati in combutta con politici rampanti in nome di quello che si chiama modernismo? Ti dicono: bisogna rimodernare altrimenti si rimaneindietro, le infrastrutture sono necessarie e poi diventano un volano per l'economia (l'econotua casomai!) che altrimenti diventa stagnante, insomma se non ci sono soldi pubblici qua non parte niente, è una confessione di impotenza autonoma del Capitalismo rispetto allo Stato che lo protegge e lo tiene in piedi, è diventato anche uno schema dove si combinano affari, finanza, progresso e falsa attenzione all'ambiente e fuori da questo schema si è consideratidei devianti pericolosi che vogliono distruggere il Paese Italia, non importa che in questo business entri la mafia (che entra guarda casoin tutto ciò che è pubblico) un male necessario da conviverci - ha detto qualcuno, e che così aumenti anche il deficit pubblico (un altro male necessario da conviverci) ogni tanto bisogna fare qualchemanovra restrittiva verso la gente per rassicurare l'Europa che ildeficit è sotto controllo, non importa che si verifichino sempre più malattie e spese sanitarie relative all'inquinamento per cui lo Stato spende di più di quello che riceve, creando altro deficit pubblicoaggiuntivo, non importa che si rovini il paesaggio turistico ( i tanti bei luoghi d'Italia che spariscono a poco a poco grazie ad una bretella che si staglia nell'orizzonte infinito delle campagne), business is business, il business uber alles...e non rompete il cazzostronzi ecologisti, lasciateci lavorare che dobbiamo guadagnare,frignoni e un po' cojoni... anzi completamente.


 
 
 
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