Le poesie che preferisco sono quelle in cui trionfa, a tratti simbolicamente e a tratti “carnalissimo” il suo Galles. E su tutte: Colle delle felci (Fern Hill) in cui riaffiorano i giorni dell’infanzia trascorsi nella fattoria di sua zia Annie a Llangain, non lontano da Swansea, dove era nato (ma che dire delle magnifiche Nella mia arte scontrosa o mestiere, Racconto d’inverno, Il gobbetto del parco…). Riporto, per ragioni di spazio, solo dei brani di Colle delle felci, consapevole di quanto sia diverso ascoltarla dalla sua incredibile voce in quell’inglese che scoppia di suoni.
Quando ero giovane e ingenuo sotto i rami del melo
Presso la casa piena di canti e felice perché l’erba era verde,
La notte alta sulla valle stellata,
Il tempo mi lasciava esultare e arrampicarmi
Dorato nei bei giorni dei suoi occhi,
E fra i carri ero il principe onorato delle città di mele,
E una volta oltre il tempo sovranamente feci trascinare
Alberi e foglie e orzo e margherite
Lungo i fiumi di luce dei frutti abbattuti dal vento.
E poiché ero verde e spensierato, famoso pei granai
Intorno all’aia felice e cantavo perché il podere era casa,
Al sole che soltanto allora è giovane,
il tempo mi lasciava giocare tutto l’oro
Nella misericordia dei suoi mezzi, e verde e d’oro
Ero mandriano e cacciatore, i vitelli cantavano al mio corno,
Sulle colline le volpi latravano, limpide e fredde,
E la domenica lenta risonava
Nei ciottoli dei sacri ruscelli.
Per tutto il sole era un correre, era bello, i campi
Di fieno alti come la casa, le melodie dei camini, era aria
E gioco, allegro e fatto d’acqua,
E il fuoco verde era come erba.
E la notte, sotto le semplici stelle, come io
Incontro al sonno cavalcavo, i gufi si portavano via la fattoria,
E per tutta la luna, beato fra le stalle, udivo il volo
Dei caprimulgi e dei mucchi di fieno
E i cavalli nel buio come lampi
E poi svegliarsi, e la fattoria tornava, come un vagabondo
Bianco di rugiada, col gallo sulla spalla; ogni cosa
Splendeva, era Adamo e vergine,
Il cielo s’addensava nuovamente
E il sole tondo nasceva proprio quel giorno.
(…) Oh, quando ero giovane e ingenuo nella misericordia dei suoi mezzi,
verde e morente mi trattenne il tempo,
benché cantassi nelle mie catene come il mare.
Dylan thomas
Inviato da: giansartoretto
il 21/01/2015 alle 18:07
Inviato da: giansartoretto
il 21/01/2015 alle 17:57
Inviato da: ANGELOANONIMO
il 02/11/2014 alle 21:26
Inviato da: salamandraf
il 08/09/2014 alle 12:11
Inviato da: informatore66
il 17/02/2014 alle 22:08