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INTRODUZIONE AL GRANDE LIBRO DELLA VITA E DELLA MORTE
Post n°89 pubblicato il 15 Dicembre 2014 da giansartoretto
Che senso ha scrivere. Si parte da un dissenso verso la vita o da un consenso verso se stessi. Senza contare il fatto che bisogna scrivere in maniera che l'altro, gli altri, capiscano, instaurare le categorie della logica strettamente razionale del linguaggio che deve essere espresso con parole comprensibile, non ci può essere una fuga attraverso la demenzialità seppur disperata, ricolma d'ironia, ma su un sottofondo folle di grida incomprensibili che esprimano attraverso un urlo di gola un nichilismo tranquillo. No, non c'è semus, il linguaggio ci deve far capire cosa dice l'altro e in fretta anche, altrimenti ci estraniamo, capito, cari cultori dell'avanguardia del rumore verbale, è una cosa per voi pochi eletti, eletti da chi? La letterattura alla fine è solo un gioco degli uomini, e come tutti i giochi ha le sue regole almeno una volta al mese,almeno quando si scrive.
Bon, pero non siamo in Germania (?!.)
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