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POESIA SURREALISTA VENEXIANA
Post n°91 pubblicato il 07 Gennaio 2015 da giansartoretto
Le tende ridono e cantano felici
anche se al buio ti assalgono i “peoci”
ti guardano con quegli occhi bigi
nuotando in mezzo a un mare di froci
(ma nn si dice froci non è corretto! Ostrèga)
Le gambe van veloci
Ma tu mi stupisci cacciando pernici
Io volevo le alici, stronSino che sei!
E mo che facciamo
Che ce beccamo?
Ma ce beccamo?
E io che credevo di aver guidato
Senza essere guardato….
Ascoltavo in silenzio un sordomuto
Quella notte che mi hanno assaltato
Ma…non ha neanche piovuto
Guardo il cielo e la mano guarda me
L’ho trovato un po’ sbarbato e completamente sofisticato
Mi sono veduto le mani e gli ho detto:
questo mi è devoto
ma i tuoi occhi affettati
m’haNNO FOTTUTO
TI ME SBRISSI come un bisato
Ti me sughi come un termosifon
Te dixevo in mexo all’acquasson
E intanto cn la coa dei oci vardavo i mici
Poareti coi pej tutti driti
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