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BALLATA DELLA FINE


C'è pure la luna dopo un tramontoincastrato in una sera perduta,  nella nudità di una spiaggia, nel profondo silenzio di rumori d'una notte di collina,nel mentre una carabina sforacchia l'aria,tra sonno pesante e voci trnaquille,in una casa abbandonata aspetto la mia calma,ubriacarsi mevroticamente attaccandosi ad una mammella materna.Non ho più voglia di nutrire animali schifosi e handicappati.Dai la tua linfa vitale al fuoco,frustatissimo amico.Balla lo storpio, il poliomielitico, mi gira attorno.Balliamo assieme, corriamo nella vastità delle ombre,prende corpo la tua nudità...la tua incapacitàvestita blu notte....la tua disperazione spogliata dagli abiti sociali.Pezzi di carta stracciamosaici di pietà.... che si spargono,riavvio gioioso di amara cecità,occhiali da sole che deviano i raggi dell'energia,cicatrici e non perle di vetro....dov'è il mio metro.... di terra FINE Forti sensazioni, vibrazioni incontrollateda coito immaginato, materia cerebrale scoppiettante in mezzo a cerchi di fuochi sparsi nella radurasognata, esplosione di sangue che ricopre vetturee ne fa marron glassè, dilacerazioni contundenti, urlainteriori, miscugli di notti e giorni, di tenebre e luce, gira il cesto e una scimmia bendatasenza pelle pesca un numero, via lenta dell'inessenza,sagoma tirata da un cavallo e consumata tra i sassifino a diventare sporco di polvere e di naso, dito insozzatodi espression vulcaniche, cratere di ghiacciopieno di lupi che in fila ululanoil mio non essere in un infinito vuoto a perdere....il mio volto non è.