Siamo qui in questo descocome tanti affettatiche si parlano di frescotra rumori e gridaalterati da cibarie e vinodel Paradiso Perdutolocale nostronel venezian incederea festa, d'ombree di protesta.Eppure non provopiù entusiasmoe le parolenon sono orgasmone feeling di voluttà,ma angoscia e nullitàvertigine inconsistentee delirante,rallentata da bottiglie altére,tu insisti, Mar Graz,mi comunichi con gli occhi,ti ascolta il mio doverementre penso a cose lontanea cose mondane.E intanto nella tavolata,l' An cerca con intensitàuno spiraglio di verità,tra risa contaminatenon sarà il solitoimbroglio, orgoglio?Non ci riesce e ci resta male,eppoi espressioni infuocate,di destini accumunatiscintille di sguardi scoppiettantidi collane sfaccettatedi rumori vitaliintensi ripieno di voci. Penso a te idea permanenteche mi lacrimi il visodi odori profondipenso a te per quelle goccee vedo finestre di colori,e la tua pelle, la tua bocca Let,amore, voglio un bacio col cuore,e invece sfuggo all'intensitàd'un tuo sguardo mestoche mi chiede quasi aiuto,che mi dice vado fuoriin riva al canal e vuole fuggireda questo monotoniache sale il mal.O Ferr. mio dilettoandiamo pure a lettoe sogniamo la pioggia di primaverache ci rinfreschi anche staserae rinnovi la nostra mentedi nuovo come un tempo,morti di Reggio Emiliatornate dalle fosse...in questa lucidità di furoree desiderio di percosse. Fed, Chi, Rit, Giul, Lellela nostra pellevoglia unirsi e arredila stanza ripienadi tramonti sfiniti,che le sue tendesiano i nostri visiricamati a festae che il rimpiantosia sapone del mattino. E mentre mangiate un budino,i vasi di fiori crescano nella stanza.Cat caminetto del focolaregiocherò a scacchicon la tua coscienza,tra mille fate di sensibilitàincontrando il tuo sguardocome foglie di cuored'autunno e di dolore.Non cerco effetti specialidi parole contorte,ma fusione totale di budella attorcigliatedi giovani corpi transe unti del signore nostropieni di intensità e brio.Verrà per qualche attimo la vita e avrà i ns volti pieni di Dio. Della serie: Datemi dell'affettatoche vi voglio parlare (Da Smemoranda nostra e dintorni)
I PROSCIUTTINI
Siamo qui in questo descocome tanti affettatiche si parlano di frescotra rumori e gridaalterati da cibarie e vinodel Paradiso Perdutolocale nostronel venezian incederea festa, d'ombree di protesta.Eppure non provopiù entusiasmoe le parolenon sono orgasmone feeling di voluttà,ma angoscia e nullitàvertigine inconsistentee delirante,rallentata da bottiglie altére,tu insisti, Mar Graz,mi comunichi con gli occhi,ti ascolta il mio doverementre penso a cose lontanea cose mondane.E intanto nella tavolata,l' An cerca con intensitàuno spiraglio di verità,tra risa contaminatenon sarà il solitoimbroglio, orgoglio?Non ci riesce e ci resta male,eppoi espressioni infuocate,di destini accumunatiscintille di sguardi scoppiettantidi collane sfaccettatedi rumori vitaliintensi ripieno di voci. Penso a te idea permanenteche mi lacrimi il visodi odori profondipenso a te per quelle goccee vedo finestre di colori,e la tua pelle, la tua bocca Let,amore, voglio un bacio col cuore,e invece sfuggo all'intensitàd'un tuo sguardo mestoche mi chiede quasi aiuto,che mi dice vado fuoriin riva al canal e vuole fuggireda questo monotoniache sale il mal.O Ferr. mio dilettoandiamo pure a lettoe sogniamo la pioggia di primaverache ci rinfreschi anche staserae rinnovi la nostra mentedi nuovo come un tempo,morti di Reggio Emiliatornate dalle fosse...in questa lucidità di furoree desiderio di percosse. Fed, Chi, Rit, Giul, Lellela nostra pellevoglia unirsi e arredila stanza ripienadi tramonti sfiniti,che le sue tendesiano i nostri visiricamati a festae che il rimpiantosia sapone del mattino. E mentre mangiate un budino,i vasi di fiori crescano nella stanza.Cat caminetto del focolaregiocherò a scacchicon la tua coscienza,tra mille fate di sensibilitàincontrando il tuo sguardocome foglie di cuored'autunno e di dolore.Non cerco effetti specialidi parole contorte,ma fusione totale di budella attorcigliatedi giovani corpi transe unti del signore nostropieni di intensità e brio.Verrà per qualche attimo la vita e avrà i ns volti pieni di Dio. Della serie: Datemi dell'affettatoche vi voglio parlare (Da Smemoranda nostra e dintorni)