Le tende ridono e cantano felici anche se al buio ti assalgono i “peoci” ti guardano con quegli occhi bigi nuotando in mezzo a un mare di froci (ma nn si dice froci non è corretto! Ostrèga) Le gambe van veloci Ma tu mi stupisci cacciando pernici Io volevo le alici, stronSino che sei! E mo che facciamo Che ce beccamo? Ma ce beccamo? E io che credevo di aver guidato Senza essere guardato…. Ascoltavo in silenzio un sordomuto Quella notte che mi hanno assaltato Ma…non ha neanche piovuto Guardo il cielo e la mano guarda me L’ho trovato un po’ sbarbato e completamente sofisticato Mi sono veduto le mani e gli ho detto: questo mi è devoto ma i tuoi occhi affettati m’haNNO FOTTUTO TI ME SBRISSI come un bisato Ti me sughi come un termosifon Te dixevo in mexo all’acquasson E intanto cn la coa dei oci vardavo i mici Poareti coi pej tutti driti
POESIA SURREALISTA VENEXIANA
Le tende ridono e cantano felici anche se al buio ti assalgono i “peoci” ti guardano con quegli occhi bigi nuotando in mezzo a un mare di froci (ma nn si dice froci non è corretto! Ostrèga) Le gambe van veloci Ma tu mi stupisci cacciando pernici Io volevo le alici, stronSino che sei! E mo che facciamo Che ce beccamo? Ma ce beccamo? E io che credevo di aver guidato Senza essere guardato…. Ascoltavo in silenzio un sordomuto Quella notte che mi hanno assaltato Ma…non ha neanche piovuto Guardo il cielo e la mano guarda me L’ho trovato un po’ sbarbato e completamente sofisticato Mi sono veduto le mani e gli ho detto: questo mi è devoto ma i tuoi occhi affettati m’haNNO FOTTUTO TI ME SBRISSI come un bisato Ti me sughi come un termosifon Te dixevo in mexo all’acquasson E intanto cn la coa dei oci vardavo i mici Poareti coi pej tutti driti