LIBERO & GRATUITO

A SALO’ NEL SALONE DEL SALE


A SALO’ NEL SALONE DEL SALE   Esalò nel suo maschio angioino sull’aspra giogaia del collare di spirto meneghino, l’ultima congerie. E la gioia di un mattino Che fa ostergere il sangue e la virtù molgeva, tanto della cruda, quanto dell’abbrusciata sorte. Ma è da scaldare, praticamente, nettàre, La caligine degli occhi affumicati. Cinedo, nudo ti vedo. Te lo prendi, credo Sferzando  con gli staffili. Cara Clamide, fiore d’amido Detergi le tue Vittime òpime: Arione, Atteone, Mentre il carro del soleone Aggirava l’ultimo Limite del giorno. Bigenni che forno! Suffumigi di zolfo. Un’aspide in sinuose spire Infamia da lungomare Empietà profana? Ma che cazzo stai a di’ Lupanare Sistro Animo esulcerato Ci sarà un giorno, In me, un uomo? O forse solo una donna. Tu sei un  ricchione Ma non hai il coraggio Di dirtelo, di fartelo! Di fondo sei un Arpalo gs