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La Verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno ne raccoglie un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta la Verità.

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Velasquez: pittore, attore, regista

Post n°8 pubblicato il 16 Settembre 2017 da giannavolpiblog
 

Las Meninas: Arte, teatro e vita di Velàsquez

La ritrosa biondina al centro è l’Infanta Margarita con accanto le damigelle Maria Augustina Sarmiento che le sta parlando e doña Isabela de Velasco che ascolta. A lato, la nana Mari-Bàrbola (la caratterista) e il nanetto Nicolasito Pertusato che controlla il cane ammesso sul palco. Le due figure in costumi religiosi alle spalle sono Marcela de Ulloa (amante del regista-pittore), soprintendente al servizio delle dame reali e Diego Ruiz da Azcona loro 'guardia del corpo'. Filippo IV e Marianna d’Austria appaiono nello specchio della parete di fondo, mentre osservano la rappresentazione a loro dedicata: spettatori come noi. Sulla porta dietro, il 'ciambellano' di Palazzo, José Nieto Velázquez, è addetto al sipario (ma forse anche l'addetto stampa). L’autore (a tutto tondo), Diego Velázquez (" Io dipingo la vista"), accanto alla tela con i suoi pennelli: un cammeo. Egli è autore-regista che ribalta tutta la scena a nostro favore ed anche lo scenografo che ha prestato altre opere per le quinte. Mai il realismo in arte fu così virtuale.

 


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La vita cambia come l'Arte, a colpi di click!

 

Negli ultimi tempi mi chiedo quanto l'arte digitale sia stata suggestionata da artisti come Chagal, Fussli, Dalì...(ma anche da Caravaggio, e dagli artisti viaggiatori inglesi, tedeschi e francesi...) e mi chiedo anche se un'opera tecnologica possa emozionare  quanto la visione da vicino di un capolavoro di tutti quegli artisti che sembrano far parte di un mondo a sé  nell'Olimpo della  storia dell'Arte. 
Mi chiedo ancora che cosa e come avrebbero dipinto oggi i visionari del surrealismo e del simbolismo. Avrebbero seguito la loro strada oppure si sarebbero impegnati tra pixel, sfumature, effetti tridimensionali facendo del web il loro atelier?
Nel passaggio tra una generazione e l'altra, la musa senza nome della Grande Arte tace,  ma produce con altri mezzi e linguaggi. Dalla fotografia a Photoshop e gli After Effects, dal marmo alla  modellazione di Maya, dalla tavolozza ai codici dei colori, attraversando filtri fino al rendering,  con un clic finale, senza aspettare che l'olio si essecchi o preoccuparsi di una cornice, l'opera virtuale risplende nei colori dei codici RGB,  CMYK, HSV. A colpi di click.

Vale come metafora della nostra vita.