In questi giorni ho letto sul giornale una notizia che è l'epilogo di un fatto accaduto forse una decina di giorni fa: hanno arrestato quattro ragazzi sui 20 anni responsabili di aver dato fuoco ad un uomo che dormiva su una panchina. Quattro ragazzi "normali" dice il giornale, senza precedenti, con la fedina penale pulita, che però si divertivano a importunare un uomo che viveva ai margini della società, senza una casa, senza nessuno, un "barbone" come vengono definiti nel linguaggio comune quelli come lui. E il loro gioco è arrivato al culmine, dove non esiste più nemmeno la pietà, dove tutto è permesso al di là di ogni limite "umano": è questa la cosa più agghiacciante, non avere più alcun limite, provare in questo divertimento sadico l'ebbrezza della onnipotenza, del poter disporre degli altri a proprio piacimento. E questi altri sono i deboli, perchè con loro è facile potersela prendere, e la storia si ripete e sono sempre loro, quelli che non sanno o non possono difendersi, a pagare il prezzo più caro in una società in cui non esiste il rispetto per l'altro. E tutto questo è stata la notizia di un giorno, "scivolata" via nell'indifferenza quotidiana di tutti noi. A chi importa di quest'uomo che sta lottando tra la vita e la morte con la maggior parte del corpo ustionato e piagato? Pietà l'è morta!
Inviato da: nichy1955
il 18/08/2010 alle 21:57
Inviato da: gianchi.gp
il 13/11/2009 alle 21:50
Inviato da: lightdew
il 11/11/2009 alle 18:03
Inviato da: luisellamartin
il 11/11/2009 alle 17:51
Inviato da: luisellamartin
il 11/11/2009 alle 17:47