Creato da attilario il 22/04/2015

Alle barricate

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Una discesa nel Maelstrom

Post n°41 pubblicato il 08 Giugno 2015 da attilario
Foto di attilario

Pareva che i raggi della luna cercassero l'imo fondo dell'immenso abisso; e, tuttavia, nulla io poteva scernere di distinto a motivo della fitta nebbia ond'erano avvolte tutte le cose, sulla quale libravasi uno stupendo arcoba­leno, simile allo stretto e minaccevol ponte che i Musulmani tengono essere l'unico passaggio tra il Tempo e l'Eternità. La quale nebbia o schiuma era naturale effetto del conflitto delle sterminate muraglie dello imbuto strano,­colaggiù nell'imo baratro, dov'esse, urtando, cozza­vano sbrizzandosi vorticosamente. Nè io mi sento capa­ce di descrivervi l'urlo incessante che da que' baratri le­vavasi tra quella nebbia al cielo. Il nostro primo sdrucciolar nell'abisso ci avea tratti – a partir dalla schiumosa zona – ad un'immane distanza su la china: ma l'ulterior nostra discesa avvenne su per giu in modo piuttosto uguale, cioè non tanto rapido. Scorrevamo sempre, sempre, circolarmente, non più con moto uniforme, ma a slanci e scosse assordanti che ora ci balzavano a un centinaio di iarde ed ora ci facevano persin compiere un'intiera rivoluzione sulla bocca del vortice. E ad ogni nuovo giro ci accostavamo alla voragine,­ lentamente, è vero, ma in modo sensibilmente gra­duato. E con l'occhio discorsi la superficie dell'ampio deserto­ di ebano da noi solcato, e mi accorsi come la nostra barca non fosse il solo oggetto attratto nelle spire del vortice. Di sopra e sotto di noi scorgevansi avanzi di na­vigli, e grossi pezzi d'armature di navi, e buon numero d'oggetti vari, frammenti di mobilie, di bauli, di barili, di doghe, ecc. Vi ho diggià detto la curiosità sopranna­turale in me sottentrata ai terrori primitivi; ma qui mi pareva ch'essa si fosse accresciuta in proporzione che mi avvicinava all'orribile mio destino quindi mi diedi ad osservare con istranissimo interesse i numerosi e molte­plici oggetti che galleggiavano in nostra compagnia. Bi­sognava ch'io fossi preda del delirio, poichè devo con­fessare che provava una specie di piacere in calcolare len relative velocità della loro discesa verso il turbine di schiuma.

 
 
 
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