Creato da hoppipolla_sigurros il 28/03/2007

Hoppipolla

Blog dedicato ai Sigur Ros, Band islandese

 

 

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Storia dei Sigur Ros

Post n°4 pubblicato il 28 Marzo 2007 da hoppipolla_sigurros

Nascita del gruppo

Il 4 dicembre 1994 Jón "Jónsi" Þór Birgisson, Ágúst Ævar Gunnarsson e Georg Hólm diedero vita ai Sigur RósRosa della Vittoria). Cominciarono poi subito a registrare il loro primo album; ci misero appena sei ore per il loro primo singolo (FljúgðuBjörk, che fece pubblicare il brano nella compilation che celebrava il cinquantesimo anniversario dell'indipendenza islandese. Dopo questo inizio folgorante si presentarono i primi problemi: innanzitutto economici (lo studio venne pagato riverniciando le pareti), gli studi di Georg in Inghilterra, gli impegni di Jónsi con un altro gruppo, i Bee Spiders.). Grazie a questo brano il gruppo trovò subito un'estimatrice, la ben più famosa conterranea : il nome lo presero in prestito dalla sorellina di Jónsi nata proprio in quel giorno, Sigurrós (

Il primo album Vonsperanza) nel settembre 1997, dopo un lavoro di tre anni, grazie ad un accordo con l'etichetta Smekkleysa (Bad Taste). Il suono dell'album si dimostra distante dagli ultimi pezzi prodotti dalla band, un po' troppo grezzo e non sempre completamente a fuoco, frutto anche dell’ancora scarsa esperienza dei componenti del gruppo, la cui età media all'uscita del disco era di neanche 21 anni. Non mancavano comunque pezzi notevoli quali l'iniziale "Sigur Rós", sorta di viaggio ambienthit parade nazionale, "Von" e "Hafssól", brano che la band ancora esegue abitualmente durante i concerti. Il disco, uscito inizialmente soltanto in Islanda, venne commercializzato nel resto del mondo solo dopo il successo avuto con il terzo album. tra i vulcani innevati dell'Islanda, "Myrkur" il primo singolo che balzò subito in testa all' (

Fu subito un successo per la critica ma le vendite furono scarse. Poco dopo l'uscita di questo album si unì al gruppo il tastierista Kjartan Sveinsson e cominciarono i lavori per il secondo album: i primi risultati vennero subito commentati come «un buon inizio» dai loro stessi amici, e per questo decisero di intitolare così l'album: Ágætis byrjunOrri Páll Dýrason la band raggiunse la formazione definitiva che resiste ancor'oggi. Nel frattempo pubblicarono in Islanda una raccolta di remix che divenne popolare: Von brigði.. Il lavoro però rallentò molto anche a causa dell'uscita dal gruppo del batterista Ágúst Ævar Gunnarsson che decise di intraprendere la carriera di grafico sacrificando la musica. Con il nuovo batterista

Dopo una grande attesa uscì nel giugno del 1999 Ágætis byrjun, il capolavoro che portò alla ribalta i Sigur Rós. Nel disco viene codificato l'originalissimo sound del gruppo, fatto di lunghe suite al limite del mistico, paesaggi sonori che ricordano l'atmosfera della loro terra natia, melodie orchestrali. Nella musica dei Sigur Rós convivono meravigliosamente la voce femminea, quasi bianca, del cantante, e le distorsioni noise delle chitarre. L'acclamazione della critica e del pubblico fu unanime ed al grande successo in patria seguì quello internazionale. I premi come "Miglior album" e "Miglior gruppo dell'anno" in Islanda furono i primi di una lunga serie. Nel Regno Unito vennero pubblicati due singoli: "Svefn-g-englar" (sonnambuli, ma englar significa angeli) e "Ný Batterí" (nuove batterie). A questi singoli seguì l'album nel 2000. Le major statunitensi fecero a gara per accaparrarsi i diritti, ma la band preferì la libertà al tornaconto economico e firmò un contratto con la Pias Recordings. Il successo di Ágætis byrjun aprì le porte ai Sigur Rós della grande scena musicale: fecero da spalla ai Godspeed You Black Emperor! e ai Radiohead, si susseguirono inoltre festival e concerti in tutto il mondo dal gennaio 2000 all'ottobre 2001.

Con i primi soldi guadagnati costruirono uno studio di registrazione a Mosfellsbær, nei dintorni di Reykjavík: un ambiente tranquillo dove poter lavorare serenamente alla nuova opera.

( )[1]fu il terzo lavoro del gruppo, uscì nel 2002; con questo album, la band mostrò un cambio di rotta evidente. L'album comprende otto tracce e 30 secondi di silenzio dividono esattamente a metà l'opera. Ogni metà comprende quindi quattro canzoni, «le prime solari e ottimistiche, le seconde più oscure e malinconiche» come hanno affermato gli stessi componenti del gruppo. Il suono è minimale e "Untitled 1" e "Untitled 3" sono addirittura prive di batteria e percussioni. L'artwork è completamente spoglio, senza testi né crediti. La particolarità di ( ) è proprio nei testi, che in realtà non esistono, dato l'esclusivo utilizzo del vonlenska o hopelandic, una sorta di lingua artificiale inventata dal gruppo stesso. Nel tour seguente a ( ) le Amiina, quartetto d'archi formato da compositrici di musica sperimentale, oltre a curare l'apertura dei concerti suonano anche con il gruppo come accompagnamento.

Nel 2004 esce un EP del gruppo dal titolo Ba Ba Ti Ki Di DuGeffen, storica casa discografica dei Nirvana. per la

Dopo una lunga attesa nel 2005 è uscito il quarto album della band, Takk... ("Grazie..."). Il disco come sonorità risulta più vicino ad Ágætis byrjun che a ( ), e tra le atmosfere fredde, rarefatte e malinconiche del gruppo si intravede un po' di luce primaverile. Il disco è quindi più accessibile dei precedenti, ma il suono dell'album è in ogni caso ben lontano da quello di lavori che la critica è solita catalogare sotto la voce pop-rock. Si tratta, non a caso, del primo disco inciso dalla band per una major, la EMI. In Takk... si ritorna al cantato in islandese e per la maggior parte degli undici brani presenti sul disco la band torna dunque a scrivere veri e propri testi. In scaletta sono presenti "Gong" e "Mílanó", eseguite spesso durante i concerti del tour di ( ), e insieme a "Glósóli" (primo singolo), a "Sæglópur" e all'accoppiata "Hoppípolla" (secondo singolo) e "Með Blóðnasir" risultano essere i momenti migliori di Takk....

Assunta al rango di band di culto ormai da un quinquennio in paesi come Gran Bretagna, Giappone e Stati Uniti, dove hanno fatto comparsa anche in televisione, restano ancora una band tendenzialmente di nicchia in Italia, dove ad oggi hanno tenuto qualche concerto tra Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Lombardia.

 
 
 
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" .. Ég er kominn áftur , inn i þig -

Sono di nuovo qui, dentro di te ..  "

 

 

E' difficile dire se il mondo in cui viviamo è sogno o realtà.

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Curo le foglie, saranno forti se riesco ad ignorare che gli alberi son morti...

 

SIGUR ROS FERRARA 2006

 

 

SIGUR RÓS IN SWAZILAND

VANILLA SKY SOUNDTRACK

 

 

HOPPIPOLLA

E' mai possibile provare delle emozioni fortissime ascoltando una canzone di cui non si comprende nemmeno il senso?

A me succede con i Sigur Ros. Di norma dò molta importanza al messaggio che una canzone vuole trasmettere, alle parole del testo...ma con i Sigùr Ros è tutto diverso.

La loro musica ti avvolge e ti trascina in un vortice di suoni armoniosi. Dove viene inserito il pianoforte, c'è sempre un particolare effetto suggestivo. Forse il pianoforte è l'unico strumento che riesce a mantenere una certa autonomia e a scandire i ritmi; tutto il resto si fonde, si dilata. Il tutto crea un'atmosfera annebbiata, offuscata, in cui nulla è percettibile. Senza dubbio la loro musica non è di facile ascolto, ma è capace di avvolgere chiunque con il suo suono dirompente e inaspettato. Le melodie dei Sigur Ros riescono ad entrare dritte nel mio cuore.

Come Hoppipolla: una favola fatta canzone, una delle poche melodie capace di far sognare ad occhi aperti!

 

VIDEO DI HOPPIPOLLA LIVE IN OLANDA

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