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non ti Amo pił_

Post n°76 pubblicato il 26 Marzo 2011 da Alma_oscura

Inchiodata nell’attesa. La tenda a strisce verticali verde si muoveva spostata dal movimento d’aria provocato dai passi veloci che si incontravano e scontravano dietro di essa. Il tempo sembra fermo. Ho l’inferno dentro. E anche la paura è dentro. La paura per una sentenza che non deve arrivare. Devo smettere di pensare. O pensare ad altro. Si. pensa a lui. Si, a lui. Solo lui può essere così forte da portarmi via da qui. E così condividiamo anche questo. Come ogni cosa.

– Tu sei parte di me. Hai scritto insieme a me ogni capito della mia vita e parte della tua. Abbiamo giocato col fango, sporcandoci e dopo ci siamo puliti con la neve. Abbiamo raccolto fiori e subito dopo attraversato tunnel di filo spinato e tu, solo tu leccavi il mio sangue dopo. Abbiamo pianto e dopo riso. Senza smettere. E abbiamo ascoltato i nostri pensieri..abbiamo calmato la rabbia, asciugato le lacrime, guardato la Luna.. ah! La mia Luna!.. Abbiamo guardato nella stessa direzione ma troppo spesso da posti diversi. Abbiamo capito, vietato, sentito, urlato, nascosto. Abbiamo assecondato le nostre voglie. La nostra voglia. Contro tutto. Abbiamo voluto, cercato e ottenuto e poi perso. Abbiamo..no, ho accettato i minuti contati e i baci rubati. E le feste mancate e i compleanni rimandati. I gesti assenti. Le promesse dimenticate. Si, ho accettato la tua continua assenza fisica. Ti amavo mentre c’eri. Ti amavo di più mentre non c’eri. Ci siamo amati di un amore rubato e nascosto. Siamo stati peccatori. Di un amore che hai voluto negare agli altri occhi e che ti riportava sempre da me. Implorandomi. Per anni. Non sapevi farne a meno e neanche io sapevo si potesse farne a meno..di un amore fatto di poco e di troppo. Ci siamo persi e ritrovati miliardi di volte. Rincorsi e allontanati. E scappato, sfidato, odiato. Abbiamo riscritto la nostra storia sulla pelle con le unghia che ancora brucia a volte. Parola dopo parola. Abbiamo corso lungo le strade per sfiorarci con lo sguardo e accontentarci di questo per ore, giorni. In anni trascorsi senza accorgermene. Troppi anni. E abbiamo avuto paura. Io ne avevo, ne ho e ne porterò sempre con me per colpa di quei vuoti che provavi a colmare e che ogni volta che andavi via da me diventavano sempre più grandi. Crescevano in modo esagerato. E forse hai contribuito a farli diventare cronici quei vuoti perché ogni volta risuonavano nell’attesa del tuo ritorno. Come l’ultima volta quando seduti insieme sulla terra bagnata davanti a quella foto abbiamo pianto per Lei. E anche per Lei. E per noi. E perché sentivo dolore in quell’abbraccio che mi ha lasciato i lividi sulle braccia per giorni. Sai, ho pensato e te lo dico solo ora, che è stato li che ci siamo detti addio. Davvero. Senza nemmeno parlare. Nel silenzio interrotto dal tuo singhiozzare. Protetti dallo sguardo felice di tua cugina che dalla foto usciva e riempiva tutto il vuoto che avevamo intorno. Si, Lei anzi, Loro ci proteggeranno al posto nostro. Me lo sento. –

Abbiamo..

Abbiamo.

Io e te siamo stati. Come nessuno mai è stato. E questo resterà sempre.

Forse mi mancherai ancora..qualche volta. Forse ti mancherò anche io. Ogni volta che guarderai distratto i tuoi polsi e di rimando penserai ai miei. E col sorriso tuo bello, continuerai a dire..no, continuerai a dirmi..perchè io ti sentirò.. “tanto ti porto sulla pelle”. E io ti dirò la stessa cosa. E tu mi sentirai.

 

Pur essendo, ora, liberi da Noi. 

 

È uscita. La barella cammina tranquilla nel corridoio verso la sua stanza. Le tengo la mano e le sorrido.

Nell’attesa.

Grazie a te..

 
 
 
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"..strade che ho perso dentro i tuoi occhi
neri di fango stanchi di tutto
e fatti di niente ora le cerco
in ogni parola detta per sbaglio
da chi non sa bene come passare
ad altra sorte io vivo disperso
nei sotterranei di questi tuoi giorni
non resta piu' niente
dei tuoi rimpianti solo il ricordo
di alcuni istanti stretti a dovere
intorno alla pancia come una cinghia
per non dimenticare
il tempo che fugge verso i tuoi giorni
che sono niente ora che anch'io
non ho direzione e vago nel buio
non ho destinazione
e dammelo tu un nuovo indirizzo
dove trovarmi appeso a uno specchio
ad ogni ritorno un nuovo ritratto.."

Negramaro

Londra Brucia

 
 
 

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