Creato da Alma_oscura il 05/04/2010

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Post n°62 pubblicato il 28 Dicembre 2010 da Alma_oscura

Si interrompeva ad ogni fil di fiato che cercava di catturare tra l’ansia e la paura che ogni volta la rapivano. Perché tutto, tutto la rendeva incerta, tutto tremava..le mani, le labbra, la voce. Leggeva i suoi sentimenti trascritti con l’inchiostro nero su fogli di carta bianca come qualcosa di innaturale.. incastonati come diamanti in fotogrammi sbiaditi dal dolore e dal tempo. Che però..valgono più di qualsiasi altra pietra preziosa. Perché lì è Lei. Lei che scalpita. Lei che corre e si ferma. Lei che piange. Lei che lascia ad ogni singola emozione traspirare dalla pelle. Lei che prova a impastare quelle emozioni con le parole a creare musica..che nessuno ha mai compreso. Note che, melodiose, accompagnano quei brividi sulla pelle che in notti come queste, si fanno vivi. Di fuoco. Di nuovo. È come una malattia, una delle tante. Ci si può ammalare anche di un ricordo. E lei era ammalata.

 
 
 
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"..strade che ho perso dentro i tuoi occhi
neri di fango stanchi di tutto
e fatti di niente ora le cerco
in ogni parola detta per sbaglio
da chi non sa bene come passare
ad altra sorte io vivo disperso
nei sotterranei di questi tuoi giorni
non resta piu' niente
dei tuoi rimpianti solo il ricordo
di alcuni istanti stretti a dovere
intorno alla pancia come una cinghia
per non dimenticare
il tempo che fugge verso i tuoi giorni
che sono niente ora che anch'io
non ho direzione e vago nel buio
non ho destinazione
e dammelo tu un nuovo indirizzo
dove trovarmi appeso a uno specchio
ad ogni ritorno un nuovo ritratto.."

Negramaro

Londra Brucia

 
 
 

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