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Corre il grido tra la gente l’ansia di essere parte ma pur stordita mi fermo, traballo poi lenta cammino e respiro quest’aria di niente sospesa senza appigli mi volgo all’incontro di te una sarabanda di volti suoni luci ti nasconde.. quando ti vorrei vicino nel cammino a mezz’aria..
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Post n°70 pubblicato il 04 Marzo 2011 da Alma_oscura
13:40 suona il cellulare.
-“Scusa, so che è un orario assurdo per te, sono in ospedale. Devo fare una visita.ce la fai ad arrivare per le 14:00?” -“Dove ti trovo?” -“In radiologia.” -“Arrivo.”
Senza sapere di cosa si tratta, senza pensare a nulla se non a raggiungerla, senza pensare a come stessi guidando in dieci minuti sono in ospedale. Piano -1 e la vedo nel corridoio. Da sola, davanti ad una porta chiusa. La raggiungo. Mi abbraccia. Forte. Forse per la prima volta vedo e sento la paura in Lei. Non ci sono rumori, sembra irreale per un posto così. Un posto che odio. L’odore misto a disinfettante, aria viziata, urina, lo odio. Ho paura anche io ora. I suoi occhi sono lucidi. Provo a chiederle cosa ci facesse lì. -“Devo fare una ecografia al seno” Mi cade il mondo addosso. Come forse è caduto a Lei quando ha saputo di dover sottoporsi a quell’esame. Provo a rimanere lucida. Non ne sono capace. A Lei no. A Lei non deve succedere. -“Potrebbe essere qualcosa di serio, sai.” -“No. Non lo sarà. Aspettiamo prima di dire.” -“Grazie per essere venuta. Non volevo preoccuparti ma solo tu potevi aiutarmi.” Neanche il tempo di poterle rispondere. Si apre la porta, la chiamano. Entra dentro. -“Ti aspetto qui.” Le dico, senza parlare. E avrei voluto gridare. Ho provato a contare i minuti per non pensare a niente. Ho contato le mattonelle del pavimento. Ho contato le persone che mi passavano davanti. Ogni volta ho perso il conto. No. A Lei no. Ho pregato ad un dio che non credo. Si apre la porta. Esce con il suo viso teso. Non la riconosco in quella espressione. No. A Lei no. Era l’unica cosa che sentivo tornare e ritornare nella mia testa.
-“È un tumore. 4 cm. Deve essere asportato. Mi hanno detto che è necessario e urgente.” Ho saputo solo abbracciarla. -“Stringimi.” -“Sono qui, ti stringo.”
E io ho paura. A Lei no. Ho paura. |
"..strade che ho perso dentro i tuoi occhi
neri di fango stanchi di tutto
e fatti di niente ora le cerco
in ogni parola detta per sbaglio
da chi non sa bene come passare
ad altra sorte io vivo disperso
nei sotterranei di questi tuoi giorni
non resta piu' niente
dei tuoi rimpianti solo il ricordo
di alcuni istanti stretti a dovere
intorno alla pancia come una cinghia
per non dimenticare
il tempo che fugge verso i tuoi giorni
che sono niente ora che anch'io
non ho direzione e vago nel buio
non ho destinazione
e dammelo tu un nuovo indirizzo
dove trovarmi appeso a uno specchio
ad ogni ritorno un nuovo ritratto.."
Negramaro
Londra Brucia