Frammenti di...

Made in China


Da circa un anno mi sono imposto di non acquistare "made in china". Alcune etichette riportano la dicitura "made in P.R.C." L'acronimo non si riferisce, evidentemente al Partito della Rifondazione Comunista, ma significa Popular Republic of China. Insomma se avete comprato qualcosa made in P.R.C. non avete in mano un prodotto confezionato da Bertinotti & Co...Battute a parte, la mia non è ipocrisia ma una scelta ragionata, politica, di protesta. La Cina si professa una Repubblica, mentre è una dittatura; Popolare, mentre è alquanto verticistica e contraria al bene comune; dicono di essere comunisti ma il capitalismo cinese è il più attivo al mondo. L'uguaglianza in Cina non esiste, la società è stratificata, gerarchica, e non è libera. Manca la libertà d'informazione, di associazione, di parola, gli oppositori subiscono vessazioni di ogni genere. La Cina è sempre al primo posto nella vergognosa classifica delle esecuzioni capitali con numeri ufficiali che parlano di circa 5000 esecuzioni l'anno, ma a nessuno è dato sapere il numero esatto di esecuzioni reali, visto il totale controllo statale. Pensate alla vicenda del latte in polvere contaminato e delle migliaia di bambini colpiti; una storia che va avanti da prima dell'inizio dei giochi olimpici ma tenuta ben nascosta per non intralciare la macchina olimpica.Inoltre i prodotti Made in China (o P.R.C.) sono spesso opera di sfruttamento minorile. Oggi, in pausa pranzo, necessitando di un giubbino, ho fatto un giro in una nota catena di magazzini commerciali. Ho trovato capi che facevano alle mie esigenze. Prezzi popolari. Made in China. Epilogo: Spenderò qualche euro in più, ma il made in China-P.R.C. non lo voglio!