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UNA REPUBBLICA FONDATA SU ASFALTO E CEMENTO 

Post n°29 pubblicato il 18 Dicembre 2007 da parchivimercatese

Lo sciopero dei TIR ha evidenziato la crisi profonda del sistema di mobilità italiano. Dal WWF un'analisi impietosa del BELPAESE : una repubblica fondata sul cemento, l'asfalto e la gomma.

Leggendo questi numeri ci viene da pensare che le nuove autostrade lombarde porteranno a peggiorare ulteriormente  la situazione privilegiando di fatto il trasporto su gomma ... con buona pace per i polmoni dei lombardi!

WWF: 'ECCO I NUMERI DELLA ‘REPUBBLICA FONDATA SULLA GOMMA'

FERROVIE CENERENTOLA: Il trasporto ferroviario delle merci copre una quota,inferiore alla media europea, che si aggira intorno all’8-10 per cento del mercato complessivo se espressa in tonnellate, e di gran lunga inferiore se calcolata in valore (1-2 per cento).

AUTOTRASPORTO: BENVENUTI NEL ‘PALEOLITICO’

Sono ben 186.000 (anno 2000) le aziende che operano in Italia per il trasporto di  merci su gomma per conto  terzi. Oltre il 76% delle aziende non ha più di 2 addetti, il 67% dispone solo da 1 a 3 veicoli: solo la Spagna e l’Italia in Europa hanno una struttura di mercato così frazionata. Il che significa che in Italia prevalgono in assoluto le ditte individuali (i cosiddetti padronicini) che mal riescono a sopportare, date le economie di scala, variazioni anche non troppo significative degli oneri economici.

AMBIENTE SOFFOCATO

L’apporto del settore dei trasporti alle emissione di CO2 in Italia è pari al 25 per cento del totale delle emissioni, a fronte di un 30  per cento attribuibile agli impianti energetici, un 22 per cento all’ industria e un 14 per cento agli usi domestici. Ogni anno in Italia, i trasporti provocano danni ambientali e sociali per circa 200 mila miliardi di vecchie lire. Di questi il 94,5 per cento è dovuto al trasporto su strada e solo il 3 per cento a quello ferroviario.

IL BELPAESE ‘DIVORATO’ DAL CEMENTO

Secondo i dati Eurostat, in Italia nell’ultimo decennio le costruzioni (civili ed infrastrutture) hanno sottratto all’agricoltura circa 2.800.000 ha di suolo, con un consumo medio annuo di 100.000 ha di campagna, vale a dire quasi il doppio della superficie del Parco Nazionale dell’Abruzzo. Inoltre, i rapidi processi di urbanizzazione che hanno investito i litorali italiani negli ultimi anni, e la crescente domanda di infrastrutture, hanno contribuito ad elevare la percentuale delle coste a rischio di erosione, che attualmente rappresentano il 22,8 per cento di tutto il litorale italiano.

Tratto dal comunicato stampa del WWF del 13 dicembre, 2007.

 
 
 
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