Creato da infinito.Garbo il 24/11/2007

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L'insostenibile pesantezza dell'Esserci

Post n°25 pubblicato il 17 Dicembre 2007 da infinito.Garbo

- Vorrei che tu ci fossi, ecco cosa vorrei. Esserci alla fine conta tutto in un rapporto.
Lui la guarda confuso e serio, colpito.
- Sono qui con te… Non lo vedi?
Lei lo guarda negli occhi come se si stesse calando, lentamente, nel cunicolo buio delle sue pupille.
Poi sorride appena, con amarezza. E sospira appena, con rassegnazione. Volta lo sguardo altrove e ammette:
- No, io non lo vedo.

Sin qui la scena ha una sua… densità. Sembra avere un suo senso, oggi. Cioè: in un film di oggi lo avrebbe e il pubblico saprebbe quantomeno decifrare il codice di quella voce verbale “esserci” che in un film di trent’anni fa, invece, avrebbe fatto voltare lo spettatore verso il vicino domandando: “Che cazzo dice questa?” .
Perché trent’anni fa si diceva già cazzo, ma non esserci. 
Noi fingeremo di essere in una storia di oggi. O in un film di oggi, ma ironico se a questo punto lui trasecola, strabilia, si alza e si passa una mano tra i capelli. Non ha parole, quindi ricicla quelle usate poco prima.
- Non lo vedi che sono qui con te?
Una donna di trent’anni fa avrebbe risposto certo, non sono mica cieca… ma non avrebbe pronunciato la parola esserci e la scena si sarebbe svolta diversamente.
Vediamo allora come una maggior Cultura del Sentimento e una maggiore Dimestichezza con il Linguaggio Psico-Sentimentale abbiano influito sulla Qualità del Moderno Rapporto di Coppia.
(Mi si perdoni la parata di maiuscole, ma qui è in ballo roba grossa).

Lei guarda lui e sa che probabilmente sta fingendo di non capire, nemmeno sfiorata dall’idea che non capisca veramente. Questo è uno scoglio non infido e nascosto, ma visibile e grande come il K2 contro il quale si sospetta che almeno per un altro secolo le donne si schianteranno.
La nostra protagonista, quindi, si avvia alla collisione.

- Se questo per te significa esserci… Mah, vedi tu…
Lui queste situazioni le odia.
- No, io non vedo niente. Dimmelo tu cosa devo fare per farti capire
che ci sono!
- Non è qualcosa che posso spiegare. Se non ci arrivi da te…
- Cioè fammi capire: io dovrei essere in grado di fare qualcosa che tu non riesci nemmeno a spiegare? “Esserci” cosa significa? A casa mia significa essere presenti, ed io sono qui, mi vedi? Cucù!
- Hai già deciso che quanto ti ho appena detto è assurdo, non è così?
- No, ma ammetti che è quantomeno nebuloso!
- Se fosse nebuloso mi chiederesti di chiarire. Invece lo trovi assurdo e stai già facendo lo spiritoso per farmi sentire una cretina. Cucù lo dici a tua nonna.
- Ok, niente cucù, scusa. Mi dici cosa non va, adesso?
- No. Se te lo dicessi io e poi tu lo facessi, non sarebbe una cosa spontanea. Non servirebbe.
- Cioè io avrei dovuto indovinare qualcosa prima che tu mi facessi rilevare che c’era qualcosa da indovinare?
- Detto così sembra un’idiozia, lo vedi? Lo vedi che hai già deciso che ciò che provo è un’idiozia? Oppure vuoi che appaia un’idiozia, così te la cavi con poco, al solito!
- Se non è un’idiozia parla chiaro. Altrimenti stai dicendo tu a me che sono un idiota, se permetti. E come sarebbe che me la cavo con poco? Potrei cavarmela con non poco per qualcosa che non so cosa cazzo sia?
- Ecco, bene: adesso sei anche aggressivo. Non sai nemmeno se ho torto o ragione, e già ti inalberi. Secondo te sei uno con il quale si può parlare? No guarda dimmelo, perché se è così allora non capisco di nuovo io...

Qui, in questo passaggio, lei potrebbe ottenere qualcosa assumendo un atteggiamento davvero interessato alla risposta, ma è un’ipotesi da escludere: quasi certamente avrà assunto un atteggiamento vagamente sarcastico, lievemente denigratorio e quindi abbastanza irritante.
Non sappiamo ancora se abbiamo a che fare con due scemi, mentre sappiamo che se in un rapporto serpeggia una vaga insoddisfazione, noi donne possiamo essere emotive, e non di rado la nostra emotività ci sbatte fuori strada con la razionalità.
Ora: se il rapporto è ancora in una fase passionale sufficiente lui forse cercherà di capire, ma al momento non sappiamo come stiano messi questi due.

Lui, quando lei fa la superiore e lo tratta come fosse un analfabeta sentimentale, non la sopporta.
- Ovviamente sì: sono uno con il quale si può parlare eccome! Sto perdendo una partita alla tv per stare con te e tu mi dici che “esserci” è un’altra cosa! Se fossi uno che invece di darti retta spacca tutto, lo avrei già fatto! Invece sissignora che sono uno con il quale si può parlare. Ma parlare, non fare i quiz!

- Ecco: dimmi se ti sembra il caso di farmi pesare che c’è la partita in un momento come questo! Ma ti rendi conto?
- Ma in un momento come questo COSA??? Quale momento???
- Se per te un momento di incomprensione tra noi non è nemmeno un momento… io non so più che dire.
- No, senti: se tu sapessi cosa dire voglio sperare che l’avresti già fatto. Ti rendi conto che stiamo litigando per qualcosa che tu non mi hai detto, che io non so e sul quale forse potremmo litigare per una ragione plausibile? Se vuoi litigare perché ne hai bisogno, chiedilo, no? Abbiamo almeno sei ragioni valide per litigare e tu te ne inventi una al momento senza sapere nemmeno quale sia?
- Ah si? Ben sei ragioni? Ma guarda… E tu con ben sei ragioni di possibile scontro tra noi pensi alla partita?
- No, non pensavo alla partita! Mi ci stai facendo pensare tu adesso!
- Immagino che ventidue imbecilli che rincorrono un pallone più l'imbecille di un arbitro siano più interessanti di noi due imbecilli da soli, qui e ora!
- Almeno c’è un arbitro! A noi ne servirebbe uno! E poi almeno quei ventidue imbecilli hanno un obiettivo: infilare una palla in rete! A me diverte vedere come ci riescono, che vuoi che ti dica?

- Ecco: a noi di palle adesso ne servirebbero due! Quelle che non hai quando servono a metterti in gioco nel nostro rapporto!
- No! Noi di palla ne abbiamo solo una e sei tu, cazzo!

 

Siamo al dunque. Uno dei due deve decidere se:
a) non andare in nessun posto, ma non andarci con fragore.
b) dire “Ok, senti: è assurdo. Scusami, sono nervoso/a. Possiamo riparlarne fra un poco con più calma?" (Ma certe questioni nebulose se sono anche isteriche sembrano sempre urgentissime...) 
c) farsi sopraffare – se c’è – da un impeto di desiderio e sperare che l’altro sia coinvolgibile con un paio di abbracci e di baci, una carezza sul petto, sulle tette o, insomma: quello che c’è a seconda. E fare pace a letto.

Impongo la mia dittatura e voglio la C, perchè è bestiale come fare pace a letto serva più del Dottor Morelli a Domenica In (o a Buona Domenica, tanto non sappiamo che differenza vi sia e a me sembra che Morelli sia dappertutto e contemporaneamente).
Tutti gli esperti della coppia questa cosa della pace a letto la sanno e campano in buona parte sulle parole che potrebbero servire a portare un uomo e una donna a rivolersi con passione… e se a quello arrivano, tanti saluti allo psicologo.
Ditemi pure che sono una materiale, o una superficiale, ma provate a confutare il fatto che fare pace a letto sia qualcosa che riesce con incredibile facilità sino a che un uomo e una donna si desiderano. E sino a che riesce toglie potere a tutte le parole e le sensate ragioni che porterebbero a piantarsi.
Ditemi che sono una facilona, una sempliciotta, ma a me pare che una crisi di coppia che si riflette sul materasso possa talvolta superarsi proprio sul materasso. Invece se parte da quello e si riflette sul resto... sono quasi sempre dolori. Grossi dolori raramente rimediabili, salvo eccezioni.

C’è questo guaio, nell’amore, tra gli altri guai: c’è che si può volere un immenso bene a un uomo o a una donna, e averne il cuore colmo… ma maledizione siamo esseri dotati di inguini e con quelli teniamo in piedi la specie. Poi con il cuore e la mente la tuteliamo e la proteggiamo, la specie... ma l'atto creativo più potente (e talvolta rigenerativo e qualche volta addirittura “rianimativo”, per certe agonie sentimentali…) rimane carnale, tra i maschi e le femmine. Odori, sapori, aggressività e passività nelle forme estatiche del piacere. Ti voglio, mi vuoi, ci vogliamo. Che ne so io perché, tu lo sai? No, ma adesso non me ne frega nulla. Fine, chiuso, almeno per ora. O per un'ora, ma gli effetti si vedono sempre.
Ragioni? Ragionamenti? Niente conta tra due corpi che si stringono e si danno piacere. Se poi i due che sono lì nel mentre, si vogliono anche bene...
Il Padreterno sapeva cosa stava facendo.
E’ come lo sapesse che mi costringe ad interrogarmi. Cioè, ditemi voi: se al principio era il nulla e c’era solo Lui, ecco: mi spiegate come abbia potuto…(?!)
Eh?

- Non lo capirò mai bene perché, ma tu mi fai sempre impazzire…
- Non lo capisco nemmeno io di te, ma adesso stai zitto…
- Vieni qui…
- Sono qui…

 



Beh, io direi che è il caso di chiudere la porta e di lasciarli fare. Scusate se non vi lascio sbirciare, ma tanto lo sappiamo tutti benissimo cosa sta succedendo tra quei due e perché.
Sappiamo anche che nessuna donna chiede ad un uomo di esserci, a questo punto.
E nessun uomo a questo punto si domanda perché lei gli ha fatto quel discorso assurdo,
prima.

- Non potevi dirmi che avevi voglia e basta?
- Non era questo.

- Ah no?
- No. Ma non importa. Piuttosto:devi proprio fumare a letto, dopo? Lo sai che poi puzza tutto…
- Vuoi che mi alzi e vada di là?
- No, lo sai che mi irrita. Non puoi resistere?
- Guarda che se ricominci ti ritrombo, ok? Sai che non ci metto né uno né due…
- Cretino…


A me è sembrata di sentire la voce di lei, quando gli ha detto "cretino". E a voi?
A me la voce di lei è piaciuta...

 
 
 
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ECO [NO] MIA



Scorporo un'aliquota
fissa
di destino.
Metto ordine alla contabilità.
Me ne assumo la responsabilità.

Il bilancio denuncia una perdita,
momentaneamente.
Ma non sono fallita.
Per niente.

Prevedo un forte recupero
in tempo breve.
Confido in una voce moderata
lieve.

So costruire ancora amore
dopo tutto.
Dall'idea di partenza
alla messa in opera, accurata.
Questo sa sempre fare
una donna innamorata.

Ho cambiato 
solo
la ragione sociale:
sono una ditta individuale.

In contabilità semplificata.

E in amministrazione
controllata.


Da "Un pesce da voliera".
Copyright dell'autrice.

 

AREA PERSONALE

 

PER SOLE PAROLE



Vince il silenzio. 

...Nessun suono...
 

è il suono del momento.

Tu sei lontano
ed
io
non trovo le parole 
che dicano davvero.

Nessuna
che disegni come voglio.


Sono in pieno conflitto
con le mie parole
.

Che sono troppe. 
Che adesso non mi bastano

e restano da sole.


Da "Un pesce da voliera".
Copyright dell'Autrice.

 

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Inviato da: Bastardocomepochio.1
il 10/09/2008 alle 22:02
 
Molto molto in ritardo... GRAZIE. :-)))
Inviato da: infinito.Garbo
il 01/05/2008 alle 04:02
 
sicuramente un pò ritardo...ma Auguri perchè 50 sono belli,...
Inviato da: m.edea
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Inviato da: infinito.Garbo
il 17/02/2008 alle 04:24
 
..Sempre per Sempre..dalla stessa parte ..mi...
Inviato da: black_heart_it
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