
Chiudo l'anno con te, Benazir.
Ti ribadisco, in questo spazio, con questa nuova immagine e la tua espressione seria e grave. Con i tuoi occhi così tristi e già così lontani, così disillusi. Perduti.
Chiudo l'anno con te per ricordare che nella vita ci sono poche cose davvero importanti. Che nella vita è soprattutto importante... proprio la vita.
E la salute dei nostri figli.
Poi la nostra e quella di coloro che amiamo.
E la felicità, la serenità dei nostri figli.
Poi la nostra, e quella di coloro che amiamo.
E la serenità, la felicità, la pace del nostro prossimo che non è facile amare più di noi stessi, perchè non è facile nemmeno amare noi stessi.
E dire che siamo esseri creati con il dono di essere felici. E la condanna di non esserlo, salvo certi momenti di splendore, certe briciole che ci mandano avanti, certi sogni che la mattina possono essere la sola ragione per cui qualcuno di noi ancora si alza e prova a vivere un altro giorno.
Chiudo l'anno con questa tua immagine, con il tuo indice alzato e il tuo incontro con il tuo destino.
Le mie non sono parole di circostanza, anche se è triste essere consapevoli che ormai tutto sembra la "retorica del morto ammazzato", tutte le parole sembrano quelle del giorno dopo... e il giorno dopo ancora sappiamo tutti che lo spettacolo continuerà. The show must go on, domani è un altro giorno, il sole sorge ancora, la speranza è l'ultima a morire e mettiamocele tutte qui, tutte in coda le frasi fatte, le canzoni della riscossa, i finali dei romanzi e dei film che ci hanno fatto piangere e pensare qualche ora e che sembrano solo cazzate se si guardano le immagini del tritolo...
Invece sono la verità: lo spettacolo deve continuare, domani è un altro giorno, il sole sorge ancora e la speranza è l'ultima a morire.
Sono consapevole che questa pagina verrà travolta dai giorni, ma ho speranza che la tua pagina apparirà nella storia sempre, se non altro perchè sei tra le prime ad iniziare l'elenco delle donne assassinate per la causa del potere. Una pioniera delle teste alzate e da tagliare, tra le donne.
E' così:
Conteremo di più, e moriremo di più.
Non moriremo solo ammazzate da un uomo geloso, fragile, pazzo e violento che non accetta di perdere il nostro amore o il privilegio di possederci.
Non solo nei paesi in cui nascere una bambina è una tragedia che può diventare sottoalimentazione, prostituzione, maltrattementi sino all'infanticidio.
Non solo morte vive date in moglie a qualcuno per un tot di cammelli o capre.
Non solo puttane raccolte su una statale buia e poi a pezzi in un sacco dell'immondizia grazie ad un pazzo o al loro magnaccia criminale.
Non solo finite a botte, perchè quella volta lui ci è andato pesante, e non voleva, giura che non voleva far loro sbattere la testa, infliggere quella coltellata, stringere troppo il collo.
Non solo morte dentro per uno stupro, magari di gruppo.
Se conteremo di più, moriremo di più, Benazir, anche per mano del potere che sino ad ora se n'è fottuto di noi.
E questo è orribilmente
...normale.
Chiudo l'anno con te, su questo blog, pensando a te come donna e alle donne come me e come le mie due figlie. E se qualcuno, leggendo, fosse anche solo sfiorato dal pensiero che ciò che ho scritto - tragico elenco incluso - sia un discorso femminista, allora ho da dirgli questo per chiudere l'anno in bellezza e a dimostrazione che non mi interessa scrivere un pezzo lacrimoso sulla tua fine atroce, Benazir: ho da dirgli vaffanculo, stupido incivile, e grazie per il tuo contributo di pensiero alla causa dei più deboli. Tutti.
A tutti gli altri uomini, invece, a quelli degni di essere chiamati con questo nome e che io, da donna, tengo nella massima considerazione, ho da chiedere qualcosa che mi farà disapprovare da tutte le femministe del pianeta e che non dovrebbe nemmeno venir mai chiesto:
chiedo un aiuto per tutelare la nostra indubbia fragilità al cospetto di certi loro "simili".
Da non-femminista (io non sento contrapposizioni e quindi rinnego questo termine) credo che i maschi contino sull'aiuto delle femmine da che esiste il mondo. Accade tra gli insetti come tra gli umani, da sempre e gli uomini non cretini lo sanno. Questo fa sì che non si sentano eroi se difendono una donna che non ce la fa da sola: si sentono normali.
Speriamo che distinguere tra maschi e femmine, trattandosi di diritti primari, non sia un giorno più necessario, ma non è ancora arrivato quel giorno e siamo ben lontani da un risultato che, lo temo seriamente, non sarà mai del tutto raggiunto.
Quel giorno non ti piangeremo anche perchè eri una donna, Benazir. Oggi invece sì, e spero che anche questo serva a qualcosa.
Quel giorno piangeremo la speranza perduta di un Paese e un essere umano che ha lottato per una sua chiamata interiore e che ha incontrato un destino che temeva, ma non è bastato a fermarlo.
Allora essere una donna morta ammazzata per una causa, sarà...
normale.
Ti ricordiamo.
Cinzia, Francesca e Federica.
Inviato da: Bastardocomepochio.1
il 10/09/2008 alle 22:02
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il 01/05/2008 alle 04:02
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il 14/04/2008 alle 09:25
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il 17/02/2008 alle 04:24
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il 16/02/2008 alle 17:01