Motto: Festa "Normale"

Tanta gente odia il Natale e le feste comandate in genere, nei giorni di festa sta male, soffre di attacchi di ansia e vorrebbe passare tappata in casa i giorni che vanno dal 20 dicembre al 7 gennaio.
E' proprio vero allora che, nel periodo nel quale tutti dovrebbero essere felici e contenti e sprizzare gioia e buoni sentimenti da tutti i pori, qualcuno (molti) stiano invece per impazzire?
Esiste una sindrome natalizia la cui causa principale è dovuta alle scadenze, alla scarsa voglia di rispettare gli impegni sociali e al fatto di doversi far vedere per forza felici. Per tutte queste cause, sono sempre più le persone che si lasciano scappare il vero spirito del Natale.
Il Natale può far venire la depressione?
La holidays depression, ovvero sentirsi tristi a Natale, in realtà si presenta durante i periodi di vacanza, ma più comunemente durante il mese di dicembre, quando molti sono totalmente presi dalla frenesia vacanziera e dalle celebrazioni di rito. Ci sono molte cause per questo tipo di disturbo dell’umore che può diventare una vera depressione, con sintomi che sono gli stessi della depressione clinica.
Più spesso la depressione di Natale è di breve durata, da pochi giorni a poche settimane ed in molti casi passa quando le vacanze sono finite e si ritorna alla routine quotidiana.
Quali fattori possono contribuire?
- Aumento dello stress.
- Fatica.
- Aspettative non realizzate.
- Vulnerabilità biologica alla stagione ed alla scarsa irradiazione solare.
- Difficoltà a stare con la famiglia.
- Ricordi di celebrazioni passate.
- Pressione sociale per i consumi eccessivi.
- Cambio della dieta.
- Cambiamenti nella routine quotidiana.
Quali sono i sintomi della depressione da Natale?
- Mal di testa.
- Incapacità a dormire o dormire troppo.
- Cambiamenti nell’appetito causati da perdita o aumento di peso.
- Agitazione o ansia.
- Senso di colpa eccessivo o inappropriato.
- Diminuzione della capacità a pensare chiaramente o a concentrarsi.
- Diminuzione dell’interesse in attività che normalmente portano piacere come: cibo, sesso, lavoro, amici, hobby e divertimenti.
Cosa fare per non caderci o ricaderci
- Minimizzare le aspettative e trasformare il Natale in una “festa normale”
- Avere un programma organizzato per il periodo non troppo diverso da quelli di altre feste.
- Non formulare propositi di cambiamenti totali dopo Capodanno (tipo parto volontario in Africa o trovo l'uomo della mia vita...).
- Attività fisica all’aria aperta, nonostante il clima e soprattutto nelle ore di luce (va bene anche fare lunghe passeggiate).
- Proporsi obiettivi realistici: organizzare il proprio tempo, fare liste, priorità, fare un budget e seguirlo.
- Uscire dalla ritualià delle feste e cercare di inventare modi nuovi o diversi per celebrare il Natale.
- Soprattutto permettere a se stessi di essere tristi o malinconici: sono sentimenti normali particolarmente sotto Natale.
Cosa non fare
- Non cambiare troppo i ritmi e particolarmente quello del sonno e della veglia ed alzarsi ad una non troppo diversa dagli altri giorni.
- Non bere troppo alcool.
- Non mangiare troppi piatti natalizi, soprattutto quelli con troppo zucchero o grassi.
- Non avere aspettative irrealizzabili per se stessi o gli altri.
- Non pensare a ciò che non hai.
- Non pensare al passato.
Cos'è lo stress da regalo?
Il regalo è normalmente un segno della nostra amicizia e affezione per l'altro. Le feste lo rendono in qualche modo obbligatorio, creano cioè un'aspettativa rispetto alla quale bisogna essere all'altezza: indovinare i gusti dell'altro, trovare la giusta misura (un regalo né eccessivo e né misero) renderci presenti senza essere invadenti, esercitare la fantasia per non risultare banali.
Il regalo così diventa un dovere sociale, legato alla rappresentazione che vogliamo proiettare di noi e che vogliamo trasmettere. Ciò fa sì che, rispetto a questa rappresentazione possiamo sentirci inadeguati, e lo stress è la conseguenza di questo.
Un viaggio può salvare dalla depressione natalizia?
Natale è forse il momento peggiore per intraprendere un viaggio: caos, prezzi elevati, posti liberi col contagocce. Perché tante persone decidono di partire proprio in questo periodo, possono esserci dei risvolti psicologici nascosti?
Ci può essere però un risvolto psicologico più nascosto, legato all'ansia di partecipazione. Le ricorrenze delle festività ripropongono lo stesso tema: essere nella festa quando la festa è di tutti, essere nell'insieme, provare un senso di appartenenza.
I depressi delle feste e i viaggiatori compulsivi delle feste vivono situazioni simmetricamente inverse: i primi non vogliono essere omologati in una gioia collettiva che fa loro sentire il rischio di perdere la propria gioia individuale spontanea, i secondi hanno bisogno di partecipare all'ipotetica gioia collettiva per potere trovare gioia dentro di sé.
(WEB)
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