DISABILI UNITI

Enrico Moriconi .it


Nonostante i tentativi dei mesi scorsi di far presente alla classe politica di Sinistra (quella di destra è ovviamente ancora più sorda) che la situazione dei disabili italiani non è più tollerabile, nel Programma della Sinistra l'Arcobaleno non compare nemmeno un riferimento ai diritti delle persone diversamente abili. C'è solo uno scarno riferimento ai "non autosufficienti" che non significa assolutamente nulla. Bisogna procedere alla riforma dello Stato Sociale e i diritti delle persone diversamente abili, come il loro trattamento economico, devono diventare una priorità per tutti coloro che affermano di agire in difesa dei soggetti deboli. Qui di seguito pubblichiamo un appello programmatico che potrà essere sottoscritto da tutti - speriamo anche dai politici (qualcuno lo ha già fatto) - mentre noi Ecologisti - Uniti a Sinistra abbiamo deciso di fare di questo tema qualcosa su cui pungulare tutti i nuovi parlamentari che verranno eletti ad Aprile. Il tempo è scaduto, quasi due milioni di persone con disabilità motorie e psichiche aspettano una risposta dallo Stato da troppo tempo.DOCUMENTO PROPOSITIVO SULLO STATO DELLA DIVERS-ABILITÀ IN ITALIA E SULL’ESCLUSIONE DEI DISABILI ITALIANI DALLE POLITICHE DI WELFARE STATE (FEBBRAIO 2008)Negli ultimi dieci anni più volte sono state diffuse notizie inerenti il raddoppio degli assegni e delle pensioni di invalidità per i cittadini disabili di questo Paese, sia da parte delle forze politiche di centro-sinistra che di centro-destra. Queste promesse sono state sempre disattese. Nemmeno in questa Legislatura le cose sono cambiate e a tutt’oggi i disabili si stanno chiedendo cosa questo Governo – come i precedenti - abbia fatto per loro. La Legge sul collocamento obbligatorio dei diversamente abili – secondo l’A.N.M.I.C. (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) – è una delle più disattese e male applicate della storia della Repubblica (per non parlare di quella sull’abbattimento delle barriere architettoniche, specialmente al centro-sud); i disabili vivono spesso a totale carico delle loro famiglie – quando ne hanno una – e pagano massimamente la crisi del dopo euro con tutte le difficoltà connesse (praticamente un’inflazione reale su trasporti, affitti e altri beni e servizi di prima necessità del 90% rispetto al 2000). La Legge sulla riforma del mercato del lavoro prevede la sottoscrizione di immediata disponibilità al lavoro anche per gli appartenenti alle categorie protette ma non prevede alcuna indennità di disoccupazione, come avviene in altri Paesi europei, il che risulta ancora più gravoso per i diversabili...Per fare un esempio, un disabile dalla nascita (senza contributi versati) con una riduzione della capacità lavorativa dal 75% al 99% dovrebbe vivere – secondo lo Stato Italiano – con 252 Euro al mese. Nessun contributo spetta fino al 74% e sul 100% cambiano solo i limiti di reddito per non perdere l’assegno che – evidentemente – risulta inadeguato e iniquo sotto tutti i punti di vista.Per il 2006 erano infatti questi i massimali di reddito poter continuare a percepire l’assegno di invalidità, sono di cifre che non vengono aggiornate al reale costo della vita dalla metà degli anni ’80:NUOVI IMPORTI 2005 “SCHEMA RIASSUNTIVO”Pensione di inabilità (solo x invalidi 100%) Importo mensile (per 13) Euro 233,87Limite di reddito Euro 13.739,69Assegno mensile di assistenza (dal 74% al 99%) Importo mensile (per 13) Euro 233,87 Limite di reddito Euro 4.017,26Indennità mensile di frequenza (per minori)Importo mensile Euro 233,87Limite di reddito Euro 4.017,26Indennità di accompagnamento (solo per disabili gravi non deambulanti)Importo mensile (per 12) Euro 443,83.Attualmente le cifre sono di poco superiori ma sono del tutto inadeguate, lo erano già prima dell’ingresso dell’Italia nell’area Euro. Bisogna cambiare completamente la Legge che regola il sostegno economico delle persone disabili in Italia e questa deve essere una priorità per delle forze politiche che si dichiarano di sinistra e vicine alle fasce deboli della popolazione. Si stima che ci siano quasi due milioni di persone in Italia con riduzione della capacità lavorativa.Per quel che concerne l’attenzione ai problemi della disabilità e al sostegno alle persone disabili, la politica della sinistra italiana è stata – ed è – del tutto simile a quella delle destre più bieche. Anche durante la “due giorni” degli Stati Generali della Sinistra Arcobaleno di Roma la questione della disabilità non è nemmeno stata nominata (sic). Forse i politici pensano sia stata risolta? O semplicemente non ne sono al corrente? Le rare volte che i disabili hanno manifestato pubblicamente il loro disagio – in P.zza Montecitorio – sono stati “contenuti” da decine di agenti in tenuta antisommossa. Gli unici due politici che hanno risposto – per lettera – a questioni relative ai disabili italiani sono stati l’On. Antonio Di Pietro e l’On. Franco Ceccuzzi (del P.D. di Siena) ma anche queste risposte non hanno avuto un seguito concreto. Questo significa che in Italia i diritti delle persone disabili vengono, anche per i partiti di sinistra, dopo quelli dei migranti e persino dopo quelli degli animali da compagnia. Questa situazione non è evidentemente accettabile e non è più sostenibile dai cittadini disabili.PROPOSTE POLITICHE: c’è bisogno di un immediato RADDOPPIO degli assegni di invalidità e di accompagnamento per i disabili italiani che non possono più continuare a vivere di elemosina. Questo raddoppio degli assegni fu promesso – e ovviamente non realizzato – dall’ultimo Governo Berlusconi. Avremmo sperato che Prodi, Di Pietro o lo stesso Paolo Ferrero rimediassero a questa mancanza ma non è stato fatto niente, nemmeno nell’ultima Finanziaria (i 300 milioni di Euro “una tantum” per i non autosufficienti sono un’altra elemosina). Bisogna rendere le persone disabili in grado di vivere come un qualsiasi altro cittadino EUROPEO.Inoltre: in futuro la condizione di disabile dovrà essere sganciata dalle posizioni reddituali in quanto chi è disabile ha difficoltà (e spese) maggiori di una persona normodotata, anche se lavora. Si deve smettere di considerare le famiglie come un ammortizzatore sociale per i giovani, che siano precari, disabili o – come talvolta accade – entrambe le cose. E bisogna ricordarsi che per una persona disabile le spese aumentano se si lavora (!) e gli stipendi degli italiani sono già del tutto insufficienti a garantire una vita dignitosa alle persone normali, figuriamoci ai disabili. La disabilità è infatti una condizione permanente – quando è reale e non fittizia, come spesso accade – e quindi non può essere considerata alla stregua di una infermità temporanea come nel caso delle assenze per malattia coperte dal S.S.N.. Sarebbe infatti opportuno iniziare a pensare che chi possiede una riduzione della capacità lavorativa dell’85% - per esempio – percepisca come equo indennizzo l’85% di quella che può essere individuata come la retribuzione media italiana (che se non sbaglio è di circa 2500 Euro mensili lordi). E che tale reddito non sia tassabile e che non faccia cumulo con altri redditi (con un tetto massimo, ovviamente, per non favorire i più abbienti). Non si capisce, inoltre, per quale ragione l’invalidità civile abbia una considerazione minore rispetto a chi è invalido del lavoro o di guerra (ancora oggi, sic), visto e considerato che in questo caso lo Stato continua a elargire assistenza – compreso l’assegno di indennità per invalidità – a prescindere dal reddito percepito. Solo sottoponendo a revisione politica queste discrasie i cittadini disabili potranno raggiungere quel livello di indipendenza e di sviluppo personale e relazionale propri di un Paese civile.FirmatariEnrico Moriconi, Consigliere Uniti a Sinistra – Regione Piemonte, Medico Veterinario, Presidente A.S.VE.P. e A.V.D.A.Alessandro ArrigoniCollaboratore Gruppo Consiliare Ecologisti – Uniti a Sinistra Regione PiemonteFilosofo, studioso di zooantropologia, disabile attualmente al 100% a seguito di incidente ospedaliero post-natalePietro Folena, Parlamentare di Rifondazione Comunista, Candidato per la Sinistra l’Arcobaleno in Puglia al Senato alle Politiche 2008Roberto Mastroianni, Coordinatore Uniti a Sinistra in PiemonteAnnamaria Rivera, antropologa, docente universitaria, RomaGianfranco Laccone, agronomo, RomaViviana Monti, psicologa, TorinoElena Welponer, TrentoPer adesioni:alexarrigoni AT inwind.it (attenzione all’antispam dovete sostituire la chiocciola alla scritta AT)Note: Sul sito dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili è possibile firmare la raccolta di firme per equiparare le pensioni di invalidità a quelle sociali minime. FIRMATE! E fate conoscere l'iniziativa! FirmatariEnrico Moriconi, Consigliere Uniti a Sinistra – Regione Piemonte, Medico Veterinario, Presidente A.S.VE.P. e A.V.D.A.Alessandro ArrigoniCollaboratore Gruppo Consiliare Ecologisti – Uniti a Sinistra Regione PiemonteFilosofo, studioso di zooantropologia, disabile attualmente al 100% a seguito di incidente ospedaliero post-natalePietro Folena, Parlamentare di Rifondazione Comunista, Candidato per la Sinistra l’Arcobaleno in Puglia al Senato alle Politiche 2008Roberto Mastroianni, Coordinatore Uniti a Sinistra in PiemonteAnnamaria Rivera, antropologa, docente universitaria, RomaGianfranco Laccone, agronomo, RomaViviana Monti, psicologa, TorinoElena Welponer, TrentoPer adesioni:alexarrigoni AT inwind.it (attenzione all’antispam dovete sostituire la chiocciola alla scritta AT)Note: Sul sito dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili è possibile firmare la raccolta di firme per equiparare le pensioni di invalidità a quelle sociali minime. FIRMATE! E fate conoscere l'iniziativa!