7LA LIBERTÀ È UNA CONDIZIONE MENTALE, NON UN'ESIGENZA MORALE...mauroe! |
MI PRESENTO...
salve, mi chiamo mauro ed é la prima volta che scrivo di me ma cercherò, usando un arco, di esprimermi e raccontarmi senza rompermi in questa depressione che mi pervade, mi divora e assale abbandonando l'ego in un mare di sale ma, adagio adagio ritrovo me stesso, per piacere o per natura, fa lo stesso, perché ricevo la forza per andare avanti sicuro che un giorno ne uscirò cantante e allora mi lascio trasportare, scivolare e cullare aspettando il momento giusto per cantare al mondo che non sono ancora morto ma solo distorto da pasticche che sì, aiutano il mio sforzo, ma sono incurabili di cosa sia un morso ad un cuscino inzuppato da lacrime di un destino iniziato un bel mattino, dopo un risveglio su un lettino, come un bambino che ha bevuto un pò troppo vino e dove, quella notte, la morte stessa ha cercato in me la conferma che esiste un divino, mi addormento all'ombra di campanili futili per preti inutili che predicano il vangelo dando tutta la colpa ad un melo ma ora sono tranquillo, pronto a colmare buchi creati da grilli che fanno solo versi e strilli convinti che così possano regalarci sonni tranquilli ma forse non hanno capito, ma forse ci hanno mentito o forse, hanno storpiato quello che secondo me é diventato solo fiato perché so che in un domani, ci scommetterei le mani, il mondo sarà sempre migliore lasciando che i sogni facciano il loro evento anche se non si vedono nella realtà ma si possono vestire a piacimento ed ora, alimento il fuoco della libertà anche di un solo mio dito perché sono riuscito a tappare il buco di un uomo che molti credevano fallito!
LA MIA MUSICA ORA...
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un pò di me...
Post n°1124 pubblicato il 21 Marzo 2012 da islup
questo é un post un pò particolare che merita una piccola e modesta introduzione...(la tragicità del racconto non ha paragoni con il mio caso, parlo solo di sensazioni)...per motivi che non sto a raccontare, una sera capii una cosa molto ma molto importante, una cosa che mi ha scaraventato violentemente in un'altra realtà...quello che ho capito riguarda una filosofia di vita molto particolare che mi portò ad autoconvincermi che una determinata sera sarei morto...ho passato gli ultimi tre giorni con il terrore di morire e l'ultima sera, mi ricordo come ora, mangiai la fonduta con mio figlio e, dalla paura, la defecai dopo solo un minuto...ecco, io quella sera andai a letto convinto di morire e invece, la mattina dopo, mi svegliai... eccovi la sensazione che provai, tratta dal libro di james redfield "la profezia di celestino") "...il crinale riprendeva a salire, e io avanzavo sempre più a fatica perché le forze cominciavano a mancarmi. In cima alla salita il terreno era ricoperto di alberi giganteschi e cespugli lussureggianti. Sullo sfondo si stagliava una parete rocciosa. Dovevo scalarla: non avevo scelta ...(era inseguito da militari e aveva visto il suo collega morire con una pallottola in testa)...Cominciai l'ascesa, cercando gli appigli con grande attenzione. Quando finalmente mi trovai in cima mi sentii morire alla vista che mi si parò davanti.: la strada era bloccata da un burrone profondo un centianio di metri. Ero finito, condannato. Alcuni sassi scivolarono lungo la sporgenza alle mie spalle, facendomi capire che il soldato si stava avvicinando. Caddi sulle ginocchia. Non potevo proseguire. Ero esausto, stremato, e con un ultimo sospiro rinunciai a lottare, preparandomi ad accettare il mio destino. Sapevo che presto sarebbero arrivate le pallottole anche per me. Ma dopo tanto terrore l'idea della mortre era quasi liberatoria. £Aspettai, e il mio pensiero volò alle domeniche della mia infanzia e all'innocente contemplazione di Dio. Come sarebbe stata la morte? Volevo essere pronto. Dopo una lunga attesa, nel corso della quale avevo perso completamente la cognizione del tempo, mi resi conto che non era successo nulla. Mi guardai in torno e solo in quel momento realizzai che mi trovavo sul picco più alto della montagna. Con la coda dell'orecchio colsi un movimento. Molto più in basso, lungo il pendio in direzione sud, il soldato si stava allontanando da me imbracciando l'arma dell'uomo di jensen. Quella mia vista mi riempì di calore, e una risata convulsa mi crebbe in gola. Ero ancora vivo!..."! "sono morto e nessuno se n'é accorto"...grande tiziano ferro! |

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