Signora mia

Di altre strane abitudini della webmater


Sono stata plurinominata (da Grandeboh83, da Lihanna, da Liena e da TerenceTrent, che ringrazio per il pensiero) per partecipare all’ultimo gioco in giro su Libero, che chiede di elencare 6 proprie abitudini e/o caratteristiche. Ho già barato una volta raccontando quelle del Colui, quindi oggi gioco pulito e mi confesso.1.      Adoro ascoltare le conversazioni altrui. In treno, per strada, in fila alla cassa. Il Colui pensa che prima o poi qualcuno se ne accorgerà, ed è angosciato all’idea che succeda quando usciamo insieme (dovrebbe fare a botte per difendermi), ma ancora di più quando sono sola (povera stella, eppure sa quando voglio che picchio duro).2.     Adoro ascoltare quello che dice un perfetto sconosciuto, purchè non sia rivolto a me. Soprattutto in viaggio, sono l’incarnazione dell’asocialità: infilo la testa dentro Vanity Fair e riprendo i contatti con il mondo solo all’arrivo. Se a rompere il mio isolamento è una persona anziana o un bambino, posso tollerarlo; se è una signora o una ragazza che vuole fare chiacchiere, fingo sordità. Se è un pendolare con valigetta con velleità da playboy, gli dedico il mio miglior sguardo “Cazzovuoi”.3.     Le Poste scatenano la parte peggiore di me. Almeno a Napoli, andare alla posta è un’esperienza estrema. Qui c’è la simpatica abitudine di fare entrare solo poche persone alla volta, lasciando una massa sempre crescente di disperati all’esterno dell’ufficio; naturalmente il numero di turno si può ritirare solo all’interno. Così, fuori succede di tutto, sotto qualunque cielo: una volta una signora con una carrozzina ha cercato di scavalcare le 50 persone ammassate davanti alle porte scorrevoli, perché lei aveva “la creatura”. Creatura che si è rivelata essere uno scialle appallottolato. In questi momenti io sarei capace di qualunque cosa: l’attesa e l’insofferenza per la disorganizzazione si uniscono all’odio feroce per i furbi. Torno dalla posta come un ultrà dallo stadio.4.     Sono una lettrice compulsiva. Un libro mi piace solo se passo almeno una nottata in bianco per leggerlo. Se riesco a staccare gli occhi dalle pagine, è per stroncarle. 5.     Sono bombardata dai rumori. Probabilmente per compensare la miopia in inarrestabile ascesa, ho un udito eccezionalmente buono. Il lato positivo è che ho talento innato per le lingue e le imitazioni; il negativo è che ho una soglia di sopportazione del rumore bassa, bassissima, in pratica inesistente. Prima di dormire devo chiudere l’orologio da polso in un cassetto, o rintoccherà tutta la notte nella mia testa; sento i cellulari vibrare nelle tasche tre file dietro di me; distinguo il ronzio di un televisore in stand-by da quello di un caricabatterie acceso. Ma se sono concentrata non sento nemmeno il telefono.6.      Sono dipendente da teina e caffeina. Ormai ho perso il conto di quante tazze di tè e caffè ingollo ogni giorno. Espresso, caffè lungo,  tè nero, tè verde, tè aromatizzato: più sono impegnata, più litri ne bevo. Da mezzanotte in poi passo alle tisane, ma dopo una giornata di sostanze eccitanti non possono fare miracoli. In cucina c’è un angolo con le mie confezioni Twinings, ribattezzato dalle mie sorelle “la muraglia del tè”, cui mi avvicino almeno una volta ogni ora. Mi è stato fatto notare che potrebbe esserci un nesso tra questo consumo smodato e le mie reazioni scomposte alla Posta. Io non credo sia così: in fondo si tratta solo di tè e caffè. Posso smettere quando voglio. Giuro. Non ho il cuore di nominare nessuno a proseguire il gioco: chiunque ne abbia voglia si consideri invitato da me.