Creato da ketti1dgl il 18/04/2010

fatina bionda

narra le vicissitudini di una donna splendida e un pò tremenda..

 

 

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Post n°71 pubblicato il 20 Novembre 2014 da ketti1dgl

 Quella notte tutto il mare che si stende lungo le coste occidentali del Borneo era d'argento.La luna che saliva in cielo col suo corteo di stelle, attraverso una purissima atmosfera,versava torrenti di luce azzurrina d'una dolcezza infinita.I naviganti non potevano sperare una notte migliore, poiché anche il mare era calmissimo esolamente una fresca brezza, impregnata de' mille profumi di quell'isola meravigliosa, lo facevaappena appena increspare.Una gran nave a vapore che veniva dal settentrione scivolava dolcemente fra il banco diSaracen e l'isola di Mangalum, fumando allegramente.Sulla sua scia nottiluche e meduse salivano rendendo più viva la luminosità delle acque.Vi era festa quella sera a bordo, poiché il salone centrale era tutto illuminato.Un pianoforte sonava unwaltzer di Strauss, mentre la voce robusta d'un tenore vibrava,lanciandosi attraverso gli sportelli aperti ed espandendosi lontano sul mare d'argento.Ad un tratto un grido si alza a prora.- Stop in macchina!Il capitano che era salito sul ponte per fumare liberamente una pipata di acre tabaccoinglese, appena udito quel comando si precipitò giù dalla passarella e gridò:Good God! chi ferma la mia nave? Sono io, capitano, - disse un marinaio avanzandosi. Con qual diritto? Comando io qui!- Perché abbiamo dinanzi a noi una flottiglia di pescatori malesi, giunta non so come, equella flottiglia è ben grossa.- Se non ci lasceranno il posto, passeremo sui loro maledettiprahos e manderemo in fondoal mare tutti quei vermi che li montano.- E se fossero invece pirati, signore? Non è la prima volta che assaltano anche i piroscafi.Corpo d'un tuono! Vediamo! -Il capitano salì sul castello di prora, dove già si trovava l'ufficiale di rotta e guardò nelladirezione che il marinaio gl'indicava.Venticinque o trenta grossi praho colle loro immense vele variopinte sciolte al vento,L'ufficiale diede rapidamente gli ordini ricevuti ai marinai di quarto, che si erano radunatisul castello di prora non poco impressionati dall'avvicinarsi di quella misteriosa flottiglia.La marcia del piroscafo si era subito rallentata, ma i passeggeri non si erano accorti di nulla,poiché il tenore accompagnava al piano un altro waltzer di Strauss, Sangue Viennese.Quattro uomini, guidati dall'armaiuolo di bordo, smascherarono rapidamente il cannonecelato sotto un grosso incerato e si misero a caricarlo.I prahos intanto continuavano la loro marcia con un insieme meraviglioso, approfittandodella brezza che soffiava dal sud.Il piccolo battello a vapore li scortava sempre, girando pei due fianchi della doppia colonna.Non vi era ormai più alcun dubbio: erano pirati ferocissimi che movevano all'abbordaggiodel piroscafo.Se fossero stati dei pescatori, vedendo avanzarsi la nave a vapore, non avrebbero tardato adividersi per non perdere le loro reti.Il capitano e l'ufficiale di quarto si erano messi in vedetta, mentre un quartiermastrodistribuiva in fretta fucili e munizioni e faceva salire in coperta la guardia franca per prestare manforte nel caso di un attacco.Signor Walter, che cosa ne pensate di tutto ciò? - chiese il capitano, il quale appariva assaipreoccupato.Temo che quelle canaglie vengano a guastare la festa.Abbiamo delle armi.Ma quella flottiglia è dieci volte più numerosa di noi. Voi sapete come sono armati iprahos da corsa.Sì, lo so purtroppo! - rispose il capitano.La flottiglia in quel momento si trovava a soli cinquecento metri dal piroscafo Con una rapida manovra aprì le due linee e lasciò il passo allo yacht a vapore, il quale sispinse audacemente innanzi.Trascorse qualche minuto, poi una voce poderosa, che coprì quella del tenore, s'alzò sulmare gridando minacciosamente: Stop in macchina! -Il capitano aveva imboccato un portavoce ed aveva prontamente chiesto:Chi siete voi e che cosa volete da noi?Divertirci a bordo della vostra nave.Avete detto?Che questa sera mi sento in grado di ballare unwaltzerFate aprire le file o faccio fuocoAccomodatevi - rispose la misteriosa voce con un po' d'ironia.La sirena dello yacht aveva fatto udire il suo urlo. Era certamente un comando, poiché trenta prahos in un baleno si disposero su due colonne e mossero velocemente e risolutamentecontro la nave, la quale si era fermata.Belt, tira un colpo di cannone su quei vermi! - gridò il capitano L'armaiuolo fece tremare il pezzo con un rombo che si ripercosse anche nel salone centrale,dove i passeggeri si divertivano.La risposta fu fulminea.Sei prahos avevano scaricate le loro grosse spingarde, facendo scrosciare la mitraglia sullelastre metalliche della nave, mentre altre sei scagliavano in coperta una tempesta di chiodi, ma adun'altezza da non poter colpire gli uomini.Quasi subito un lampo balenò sulla prora dello yacht e l'albero di trinchetto, spaccato soprala coffa con matematica precisione, cadde in coperta con grande fracasso.I passeggeri atterriti avevano interrotta la festa e tentato d'invadere il ponte; ma l'ufficiale diquarto, appoggiato da otto marinai armati di carabine e di sciabole d'arrembaggio, aveva chiusoinesorabilmente il passo così agli uomini come alle signore, dicendo:Nulla, nulla: sono affari che riguardano gli uomini di mare. Per la seconda volta la voce poderosa echeggiò sulla prora dello yacht:Arrendetevi o scateno tutte le mie artiglierie. Voi non potrete resistere nemmeno dieci minuti. Canaglia! che cosa vuoi da noi? - gridò il capitano, furioso.Ve l'ho già detto: divertirmi a bordo della vostra nave e null'altro.E saccheggiarci?Ah, no! Ve ne do la mia parola d'onore.La parola d'un bandito.Oh, signor mio, non sapete ancora chi io sia. Fate calare subito la scala e date ordine che sriprenda la festa. Vi accordo un solo minuto. -La resistenza era impossibile.Quei trenta prahos dovevano disporre di almeno sessanta spingarde e portare equipagginumerosi ed agguerriti negli abbordaggi.Per di più vi era l'artiglieria dello yacht, artiglieria grossa senza dubbio, capace di apriredelle falle a fior d'acqua ed affondare il vapore in meno di cinque minuti.Giù la scala! - comandò subito il capitano, vedendosi ormai perduto.Lo yacht, una splendida nave a vapore di trecento tonnellate, armata di due grossi pezzi dacaccia, s'avanzò fra i prahos e venne ad ormeggiarsi sul tribordo del piroscafo, proprio sotto lascala.Un uomo salì subito, seguìto da trenta malesi armati di carabine, di parangs e di krissLo sconosciuto che voleva divertirsi indossava un elegantissimo costume di flanella biancae portava in testa un ampio sombrero colle ghiande d'oro, come usano i ricchi messicani Nella fascia di seta azzurra portava un paio di pistole a doppia canna col calcio d'avoriolaminato in oro ed una corta scimitarra di manifattura indiana colla guaina d'argento finementecesellato.I marinai avevano portati dei fanali, cosicché lo sconosciuto comparve finalmente in pienaluce.Era un bell'uomo di statura alta, fra i quarantacinque e quarantotto anni, con una lunga barbaormai brizzolata abbondantemente.Fissò i suoi occhi scuri, quegli occhi che sono comuni solamente agli spagnuoli ed aiportoghesi, sul capitano dicendo:Buona sera, comandante. -Lo sconosciuto parlava tranquillamente come un uomo che è sicuro di sé.D'altronde i trenta malesi si erano allineati dietro di lui, piantando sul ponte, con un rumorepauroso, le enormi lame dei loro parangsChi siete? - chiese il capitano sbuffano Un nababbo indiano che ha voglia di divertirsi rispose lo sconosciuto.Voi, un indiano? Che carote mi venite a vendere?Ho sposato unarhani che governa una delle più popolose provincie dell'India e perciòI trenta malesi, silenziosi, minacciosi, li avevano seguiti, tenendo snudati i loro terribiliparangs coi quali d'un sol colpo potevano far volare una testa.I banditi dell'arcipelago si schierarono all'estremità del salone, su due linee compatte,mentre Yanez si avanzava col sombrero in mano verso ipasseggeri,che non osavano più fiatare, e diceva:Signore, riprendano, prego, le loro danze, e gli uomini facciano da cavalieri.I miei uomini non ammazzeranno nessuno, malgrado il loro aspetto poco rassicurante, perché sottoil mio pugno di ferro diventano agnellini. -Una bionda miss tutta vestita di bianco e con ricchi pizzi sedeva al pianoforte, e guardava davera inglese, più con curiosità che con apprensione, la scena che stava per succedere.Il tenore invece era prudentemente scomparso per paura che la sua voce guastasse i nervidel terribile uomo, che comandava da vero padrone su una nave non sua.Miss, - disse alla suonatrice, inchinandosi galantemente e togliendosi il cappello - poco fa,navigando al largo, io ho udito suonare un waltzer che da molti anni non ho più danzato.Vorreste essere così gentile di ripeterlo? Suonavo il Sangue Viennesesignor...Chiamatemi pure milord, o meglio Altezza, essendo io un rajah indiano che ha già datonon poco da fare ai vostri compatriotti.Ebbene, Altezza? - balbettò la miss.Replicatemi quel waltzerve ne prego. L'ho danzato una sera a Batavia e me lo ricora ancora.Quello Strauss, bisogna dirlo, è insuperabile nello scrivere i waltzer.Ma vi era qualcuno poco fa che cantava in questa sala. Dove si è cacciato quel signore? Non sono già un'orca marina per divorarlo in un solo boccone e me ne appello a voi, signore e signorine.-Un giovinotto roseo e paffuto coi capelli biondi e gli occhi azzurri fu spinto innanzi da unaenergica signora olandese od inglese che fosse, la quale gli disse:Canta dunque Wilhelm! Sua Altezza desidera udirti.Più tardi signora, - rispose il portoghese. - L'alba non è ancora spuntata. Il capitano, che si mordeva rabbiosamente i baffi malgrado il magnifico regalo che aveva ricevuto e che non doveva valere meno di mille rupie, si fece minacciosamente innanzi a Yanez,chiedendogli:Voi avete detto che l'alba non è ancora spuntata?Chiamatemi Altezza prima di tutto. Io vi ho chiamato finora capitano.Sia pure, Altezza; ma vi chiedo se voi avreste l'idea d'immobilizzare il mio piroscafo fino adomani mattina. Siamo attesi a Brunei.Da chi? - chiese Yanez ironicamente. - Da quel famoso sultano? È troppo occupato e digerir lo champagne che si fa mandare dalla Francia e che beve come acqua fresca.Ora lasciateci tranquilli e non guastate più oltre la festa colle vostre proteste, che d'altronde non otterranno alcun effetto. -Poi, volgendosi verso i trenta malesi, immobili e silenziosi come statue di bronzo, sempreappoggiati sui loro sciaboloni, aggiunse: Là c'è la forza! -Girò intorno uno sguardo e lo fissò su una bellissima signora dalle forme opulenti, chespavoneggiava in un azzurro vestito di percallo adorno di trine di Bruxelles.Signora, - le disse togliendosi il sombrero e facendo un profondo inchino. - Vorreste farmil'onore di concedermi un waltzerNon sono più giovane, eppure sono sicuro di ballarlo meglio di tutti quelli che si trovano qui.Volentieri, Altezza, - rispose prontamente la signora.Miss, volete cominciare?Approfittiamo dell'immobilità del piroscafo.Subito, Altezza, - rispose la giovane pianista.Fece scorrere le sue agili dita sui tasti, poi attaccò vigorosamente il magnifico waltzer diStrauss, facendo echeggiare tutta l'ampia sala.Yanez, sempre cortese, quantunque un po' beffardo, porse la mano alla sua dama, dicendole:Approfittiamone.Di che cosa, Altezza? - chiese la signora con visibile emozione.Questa è la tregua di Dio, e io perciò sarò con voi tutti un perfetto gentiluomo.Non chiedo altro che di divertirmi e di farmi obbedire. Signora, sono ai vostri ordini. -Lo strano nababbo indiano abbracciò la dama e mentre la giovane miss suonavavigorosamente, si slanciò traverso il salone, danzando con grazia sufficiente, data la sua età.Tutti gli altri, impressionati dalla presenza dei malesi, erano rimasti immobili. Nessunoaveva osato seguire quel terribile uomo, quantunque, pur danzando, avesse gridato replicatamente:Divertitevi dunque, signore! Che cosa aspettate? -Il pianoforte, un ottimo Roeseler, vibrava superbamente nella magnifica sala.Yanez continuava a danzare, ma i suoi occhi irrequieti si fissavano di quando in quando suipasseggeri, come se cercasse qualcuno.Ad un tratto, fra l'ansietà generale, s'interruppe.Un uomo, che indossava una casacca rossa ad alamari d'oro, calzoni di tela candidissimaentro alti stivali alla scudiera, con due lunghi favoriti biondi che gli scendevano lungo le gote, si eraaperto il passo attraverso i passeggeri.Yanez si curvò verso la dama e le disse:Permettete, signora? Riprenderemo la danza un po' più tardi. -Mosse diritto verso l'uomo che indossava la divisa rossa, così cara agl'inglesi, con un motofulmineo trasse ed armò le pistole e gliele puntò contro il petto.Un grido di spavento echeggiò nella gran sala, subito soffocato dal rumore sordo minaccioso dei parangs malesi che venivano piantati nel tavolato.Signor mio, - gli disse - volete farmi l'onore di dirmi chi siete?Un uomo protetto dovunque dal largo vessillo inglese rispose l'altro, pur impallidendopoiché era affatto inerme.L'Inghilterra penserà più tardi, se crederà, a prendersi la sua rivincita e vendicare unaoffesa fatta ad uno dei suoi ambasciatori.Per il momento il padrone sono io qui. Con quale diritto? - chiese l'inglese.Del più forte.Questa non è una ragione, bandito!Vi prego di chiamarmi Altezza, perché la grande Inghilterra ha riconosciuto perfettamentei diritti che io ho su una grande provincia prossima al Bengala.E che cosa pretendereste da meVi siete dimenticato, milord, di chiamarmi Altezza.Ai banditi dell'Arcipelago malese non accordo un tanto onore.Ed io milord, me ne infischio altamente. Chi siete? Parlate o fra pochi secondi qui vi saràun uomo morto.Tanto v'interessa? - chiese l'inglese, pallido d'ira, arretrando d'un passo. Certo, milord.E se mi rifiutassi?Vi ucciderei! - rispose freddamente Yanez, appoggiandogli contro il petto le duemagnifiche pistole.E l'Inghilterra...Sì, vi vendicherà, troppo tardi per vostra disgrazia. La sua bandiera non è ancora giunta a coprire questo piroscafo.Non volete dirmi chi siete? Ve lo dirò io allora.Voi siete l'ambasciatore inglese che l'Inghilterra manda a Varauni a sorvegliare, o meglio a spiare gli atti di quell'imbecille di sultano.Mi sono ingannato? -L'inglese era rimasto come fulminato. Aveva capito d'aver dinanzi a sé un uomo capace dieseguire alla lettera la minaccia e di farlo stramazzare, con quattro palle di pistola nel petto,sanguinante sul tappeto del gran salone.Il momento era tragico. Nessuno fiatava.La bionda miss aveva interrotto il suo waltzermentre i trenta malesi avevano fatto un passoinnanzi, facendo scintillare minacciosamente, alla luce delle innumerevoli candele, le loro enormsciabole.L'ambasciatore ingleseMai l'inglese, anche durante le sue cacce in India od in altre regioni dell'Asia, aveva vedutola morte così vicina.Yanez, fermo a due passi di distanza, teneva sempre puntate le pistole e le sue mani nonavevano un tremito.Un rifiuto, una esitazione, e quattro spari avrebbero echeggiato là dove fino allora avevaibrato il pianoforte                                                           

 

 

 
 
 
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