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LA COSA GIUSTA
Post n°7 pubblicato il 02 Marzo 2012 da lady.d.d.d.f.2012
Si chiese come fosse possibile che a distanza di più di un anno lui continuasse a perseguitarla così. Eppure era stata chiara lei non aveva dato spazio all'interesse di iniziare nuovamente la storia con lui. Il suo cuore da una parte era soddisfatto perchè per lui lei ormai era diventata veramente un ossessione, ma quella sera rispondendo al telefono e sentendo la voce della mamma di lui sentì una fitta dolorosissima. Aveva voluto bene a quella famiglia come se fosse stata la sua, le aveva voluto talmente bene che provava dei sentimenti talmente forti che faceva sentire i genitori del suo ex come un padre ed una madre per lei. Pensò che era bello risentire quella dolcissima donna che per tanto tempo si era comportata con lei come una vera mamma, ma non riusciva a capire il motivo del perchè l'avesse cercata dopo tanto silenzio e poi ad un orario così insolito. Lei le rispose con l'antica allegria che le aveva fatte diventare più che suocera e cognata due care amiche, ma dall'altra parte della cornetta sentì un pianto disperato. Quell'uomo che aveva tanto amato e tanto odiato ora era in fin di vita in un letto di ospedale, si era preso una dose massiccia di tranquillanti e sul comodino aveva lasciato una lettera diretta a lei. Una notizia che a dir poco la sconvolse, tutto avrebbe pensato ma mai ad un gesto così folle. La madre l'aveva chiamata chiedendole con i singhiozzi del pianto di prendere un treno ed andarlo a trovare, appena risvegliato dal coma lui continuava a pronunciare il nome di lei e niente di più. Le sue gambe diventarono molli, il cuore cominciò a battere all'impazzata, no non era questo che lei si era prefissata, farlo soffrire ma non pensare che lui potesse sparire in quel modo così tragico. Si dovette sedere ed impietrita non riusciva a pronunciare una sola parola, sentiva solo la continua e ossessionante richiesta della madre di lui di correre al suo capezzale. Sua madre sapeva bene quanto lui l'avesse fatta soffrire e pensò a quanto fosse stato duro per lei chiamarla. Sentì la terra sprofondare sotto i piedi, angoscia, paura, rabbia, MA SOPRATTUTTO PAURA. Se lei fosse andata a trovarlo in quel letto di ospedale sicuramente il suo cuore avrebbe perso tutte le difese, non voleva assolutamente ricominciare di nuovo a rinnamorarsi di lui proprio ora che stava meglio, ma la sua coscenza le gridava che doveva andare in nome di tutti quei momenti belli che avevano passato insieme e per quei genitori che l'avevano accolta come una figlia. La mamma di lui all'altro capo del telefono stava in attesa di una sua risposta come se lei fosse l'unica medicina che potesse salvare suo figlio. PENSO' PER POCHI SECONDI E POI D'ISTINTO RISPOSE... Si MANUELA vengo, fammi sapere l'indirizzo della clinica, il tempo di organizzarmi con il lavoro di sistemare alcune cose e nel giro di poco sarò li. Senti un GRAZIE che le fece venire i brividi, si appuntò tutto quanto ma pensò di non andare sola si sarebbe portata sua cugina, NO SOLA NON AVREBBE RETTO AD UNA SITUAZIONE DEL GENERE. SI POSE UNA SOLA DOMANDA '' FACEVA BENE, FACEVA MALE? DI SICURO STAVA FACENDO LA COSA GIUSTA''
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