di Concita De Gregorio Bisogna dire che sono straordinari. Usano le parole come rivoluzionari del lessico, neo futuristi. Dada della scuola dolce e gabbana, mutande griffate come bene essenziale. Un gruppo di senatori del Pdl ha illustrato ieri una modifica da inserire nella manovra relativa agli "abusi commessi per necessità". Un nuovo condono, per dirla semplice. Tuttavia il concetto di "abusi commessi per necessità" merita cinque minuti della nostra precaria e provatissima attenzione. Apre difatti panorami inesplorati, nuovi sentieri del diritto, illumina di squarci di luce bianca un avvenire luminoso e ancora tutto da inventare, una prateria dove ciascuno potrà seminare la sua privata vicenda di necessità e veder crescere rigoglioso il legittimo abuso senza che ci sia nessuno - chi, d'altra parte, può sindacare il soggettivo sentimento del bisogno? - a dire scusi, guardi, la verandina per la nonna non è esattamente un imperativo morale categorico tale da sottrarre i nipoti al rispetto delle leggi, abbia pazienza, deve chiedere il permesso ed assicurarsi che non danneggi qualcun altro. Sbagliato, illiberale: il partito delle celebri libertà individuali e pazienza per chi non può permettersele mostra difatti come "allargare la casa di 50 metri per avere una stanza in più per i figli" sia cosa molto diversa da fare "abusi speculativi tipo chi si costruisce un palazzo di 60 piani". A parte che un palazzo di 60 piani in Italia non l'ho ancora mai visto (ho notizia recente di un emulo dei maraja, il magnate indiano Mukesh Ambani, che vuole costruirne uno per lasciare il segno nello skyline di Mumbai: forse i senatori del Pdl ne traggono ispirazione nella speranza di porgere similitudine gradita), a parte che se anche se ne costruisse uno poniamo ad Arezzo per lasciare uno segno nello skyline toscano difficilmente persino il falegname Anemone potrebbe farlo senza dare nell'occhio. A parte il paragone allucinante che dà il senso preciso, metrico, di quanto si sia alzata l'asticella della percezione dell'abuso - 60 piani, non uno di meno - ma, dico, e se allargo di 50 metri la casa non per un figlio ma per un cugino nullatenente? Perché soffro di claustrofobia? Perché non so dove mettere gli attrezzi da palestra? Non è forse un bisogno primario la salute, il diritto di essere in forma fisica e psichica? Ci sarà un giurì, a decidere? Nel giurì, vi prego, inserite per legge uno psichiatra.Tutto questo sarebbe divertentissimo se non accadesse nel frattempo che gli oncologi lamentino i tagli alla lotta contro i tumori, i magistrati in imminente sciopero agli strumenti di indagine, se le scuole e le "fabbriche di cultura" non fossero ridotte sul lastrico, domani in piazza contro i tagli al sapere. Ci chiediamo inoltre come e in che senso siano "necessari" invece agli italiani la cui Costituzione ripudia la guerra i cacciabombardieri, i sottomarini e le portaerei che ci accingiamo a comprare, senza che nessuno ne faccia cenno, a piè di lista della manovra: miliardi e miliardi di euro per armamenti, per la salute e la scuola pazienza ma di cacciabombardieri non ne possiamo assolutamente fare a meno, non si sa mai, anche in assenza di un nuovo Vietnam potrebbero essere utili come mezzi di trasporto veloce. Al posto del Frecciarossa, per dire. Ma solo in caso di necessità.