Per un articolo de Il Fatto Quotidiano sui giudici d’appello del processo Dell’Utri, si consumano spaccature dentro la magistratura. Dopo quella dell’Anm di Palermo, che la settimana scorsa ha approvato un documento di solidarietà con 4 sì e 3 no, ieri la Prima commissione del Csm, ha aperto una pratica a tutela dei giudici, a maggioranza. E il solito Fabrizio Cicchitto (capogruppo del Pdl alla Camera), lo stesso che aveva linciato in Parlamento Marco Travaglio, definendolo un “terrorista mediatico”, ha accusato Il Fatto di aver intimidito la Corte. A volere la pratica a tutela del presidente della seconda Corte d’Appello, Claudio Dall’Acqua e dei giudici a latere Salvatore Barresi e Sergio Laccomare, è stato il consigliere laico del Pdl, Gianfranco Anedda, secondo cui i giudici sarebbero stati oggetto di “insinuazioni e sospetti” che getterebbero “discredito sulla magistratura giudicante”. Parole accorate in difesa delle toghe, di fronte a pura cronaca di fatti. Riportati non certo per esercitare “pressioni mediatiche”, ma per raccontare circostanze precise e mai smentite: il figlio di Dall’Acqua è stato assunto per chiamata diretta dal sindaco pidiellino di Palermo, Cammarata, come segretario generale del Comune. Un altro figlio dello stesso giudice, ha lavorato per una società che fa parte di una holding legata a Cosa Nostra. Anedda però stavolta ha preso a cuore l’onorabilità dei magistrati. Non l’aveva mai fatto per le ingiurie mosse dal suo “capo politico”, Berlusconi. Anzi si è sempre opposto a qualsiasi documento del Csm. E per Marcello Dell’Utri, che ha definito la sentenza d’appello “pilatesca”, come sono questi giudici di Palermo? “Sono delle persone perbene – ha detto a Il Giornale – Il problema è la Procura. I vari Caselli, Ingroia” . Dell’Utri ha anche un altro problema: “Loro sono potentissimi, sono in grado di condizionare l’ambiente. Ci sono giornali, come Il Fatto, che quei pm li cavalcano”. Parola di un senatore pluricondannato per mafia. A dargli manforte, Cicchitto: “Una delle cose più scandalose, che evidentemente alcune forze ritenevano decisiva in vista della prossima 'campagna d'autunno', sono state le intimidazioni ai magistrati che facevano parte della giuria, rivolte dal giornale Il Fatto. Se c’era bisogno della dimostrazione che è in servizio permanente effettivo il network dell'odio abbiamo avuto una prova indiscutibile". Ribatte Di Pietro: “Gli attacchi rientrano nella strategia di Berlusconi e della sua corte: asservire l’informazione ad un unico padrone, come stabilito nel progetto della P2, di cui sia Cicchitto sia l’attuale presidente del Consiglio risultano affiliati. Il Fatto Quotidiano non ha padroni, ci lavorano giornalisti dalla schiena dritta che svolgono il loro mestiere di cane da guardia della democrazia”. Antonella Mascali
PER CICCHITTO “IL FATTO” intimidisce i giudici
Per un articolo de Il Fatto Quotidiano sui giudici d’appello del processo Dell’Utri, si consumano spaccature dentro la magistratura. Dopo quella dell’Anm di Palermo, che la settimana scorsa ha approvato un documento di solidarietà con 4 sì e 3 no, ieri la Prima commissione del Csm, ha aperto una pratica a tutela dei giudici, a maggioranza. E il solito Fabrizio Cicchitto (capogruppo del Pdl alla Camera), lo stesso che aveva linciato in Parlamento Marco Travaglio, definendolo un “terrorista mediatico”, ha accusato Il Fatto di aver intimidito la Corte. A volere la pratica a tutela del presidente della seconda Corte d’Appello, Claudio Dall’Acqua e dei giudici a latere Salvatore Barresi e Sergio Laccomare, è stato il consigliere laico del Pdl, Gianfranco Anedda, secondo cui i giudici sarebbero stati oggetto di “insinuazioni e sospetti” che getterebbero “discredito sulla magistratura giudicante”. Parole accorate in difesa delle toghe, di fronte a pura cronaca di fatti. Riportati non certo per esercitare “pressioni mediatiche”, ma per raccontare circostanze precise e mai smentite: il figlio di Dall’Acqua è stato assunto per chiamata diretta dal sindaco pidiellino di Palermo, Cammarata, come segretario generale del Comune. Un altro figlio dello stesso giudice, ha lavorato per una società che fa parte di una holding legata a Cosa Nostra. Anedda però stavolta ha preso a cuore l’onorabilità dei magistrati. Non l’aveva mai fatto per le ingiurie mosse dal suo “capo politico”, Berlusconi. Anzi si è sempre opposto a qualsiasi documento del Csm. E per Marcello Dell’Utri, che ha definito la sentenza d’appello “pilatesca”, come sono questi giudici di Palermo? “Sono delle persone perbene – ha detto a Il Giornale – Il problema è la Procura. I vari Caselli, Ingroia” . Dell’Utri ha anche un altro problema: “Loro sono potentissimi, sono in grado di condizionare l’ambiente. Ci sono giornali, come Il Fatto, che quei pm li cavalcano”. Parola di un senatore pluricondannato per mafia. A dargli manforte, Cicchitto: “Una delle cose più scandalose, che evidentemente alcune forze ritenevano decisiva in vista della prossima 'campagna d'autunno', sono state le intimidazioni ai magistrati che facevano parte della giuria, rivolte dal giornale Il Fatto. Se c’era bisogno della dimostrazione che è in servizio permanente effettivo il network dell'odio abbiamo avuto una prova indiscutibile". Ribatte Di Pietro: “Gli attacchi rientrano nella strategia di Berlusconi e della sua corte: asservire l’informazione ad un unico padrone, come stabilito nel progetto della P2, di cui sia Cicchitto sia l’attuale presidente del Consiglio risultano affiliati. Il Fatto Quotidiano non ha padroni, ci lavorano giornalisti dalla schiena dritta che svolgono il loro mestiere di cane da guardia della democrazia”. Antonella Mascali