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Tg1, la Minzolina di complemento. LE BALLE DELLE CIMICI


di M. Trav.      Grazia Graziadei, la Minzolina di complemento che l’altro giorno aveva trasformato la condanna di Dell’Utri per mafia in un trionfo del senatore e dei suoi difensori e in una debacle della procura, ha colpito ancora. Ieri sera al Tg1, per supportare le balle del Banana al Tg4 sulle intercettazioni, ha sparato cifre a casaccio spacciandole per “dati ufficiali del ministero della Giustizia”. L’attacco del servizio è di quelli che spaventano: “Chissà quanti di noi sono stati intercettati in questi anni…”. Poi ecco il dato farlocco: “I bersagli messi sotto controllo ogni anno sono 130 mila e chi ha parlato con questi è stato anch’egli ascoltato. Dunque i 130 mila devono essere moltiplicati e si arriva a milioni di italiani”. Balle sesquipedali: i 130 bersagli non corrispondono al numero degli utenti, ma delle utenze intercettate (ciascun italiano possiede diversi apparecchi e schede), e non basta: ogni utenza può essere   ascoltata per 20 giorni al massimo,  poi per proseguire occorrono le  proroghe. Dunque i 130 mila vanno  divisi per il numero delle utenze e delle proroghe. Si arriva così a 15-20 mi-la persone intercettate l’anno. Altro che milioni. Truffaldine anche le cifre sulle spese per intercettare (170 milioni all’anno, 4-600 milioni di debiti con le società telefoniche e con quelle addette alle intercettazioni): basterebbe che lo Stato imponesse alle compagnie di svolgere il servizio gratis (come in Francia e in Germania) e acquistasse le apparecchiature in proprio anziché noleggiarle da privati, per spendere quasi zero. Ridicolo poi l’ultimo “dato” della Grazia-dei: “Via Arenula fa sapere che sono pochissime le inchieste di mafia basate solo su intercettazioni”. Sarebbe interessante sapere quante sarebbero finite nel nulla se non si fossero avvalse “anche” di intercettazioni. Ma, per saperlo, ci vorrebbe un telegiornale. Pretesa assurda, trattandosi del Tg1.