Tagli dappertutto pur di non toccare la Casta Ieri ha incassato la fiducia del Senato, oggi tocca alla Camera: la Manovra economica era necessaria per calmare i mercati che avevano iniziato a scommettere sullo scarroccio dei conti pubblici italiani. Però si poteva programmare sin da novembre 2009, quando nel dpef (documento di programmazione economico finanziaria) il governo aveva volutamente sovrastimato la crescita economica nel biennio 2011/2012 per non dover annunciare tagli alla spesa alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni Regionali. “La nostra è una finanziaria senza né tagli né tasse” disse il ministro del Tesoro Giulio Tremonti nella conferenza stampa di presentazione del provvedimento. Nelle tasche degli italiani DOPO le elezioni regionali il ministro delle Finanze si è rimangiato la sua promessa e ha imposto una manovra da 25 miliardi di euro. Quella menzogna propinata agli italiani ha influito profondamente sulla qualità dei nuovi provvedimenti economici: il governo ha dovuto in fretta e furia ridurre la spesa effettiva e tagliare alla cieca colpendo le categorie più deboli della popolazione italiana. È un provvedimento codardo perché lascia alle Regioni (che ieri hanno ribadito l’“insostenibilità dei tagli”) il compito di decurtare servizi essenziali o di aumentare le tariffe: i settori più colpiti saranno quello dei trasporti pubblici, dell’assistenza sociale e del sostegno alle piccole imprese. Un’ondata di rincari dei servizio un taglio drastico degli stessi ricadranno su quella fascia di popolazione che più di ogni altra sta già soffrendo la crisi economica. La tanto propagandata eliminazione dell’Ici ritornerà maggiorata sotto forma di tassa comunale per i servizi, il provvedimento arriverà a colpire quelle stesse mura domestiche che ospitano già un giovane disoccupatocheviveacaricodei genitori lavoratori dipendenti. L’evasione e la P3 AL MOMENTO non pagheranno la multa coloro che hanno superato le quote latte(incassando milioni di euro), gli evasori fiscali che sono stati graziati da un emendamento fortemente voluto da Confindustria, i milionari e i miliardari, gli speculatori e i furbetti in generale. È una manovra che si muove nel solco politico di governo e maggioranza: i comportamenti devianti vengono premiati e viceversa. “Il Sud ha una classe politica cialtrona”tuonava Tremonti nella fase di discussione con le Regioni, la stessa che fino a ieri occupava il suo ministero con un sottosegretario con delega al Cipe, Nicola Cosentino, su cui pende un mandato d’arresto per i suoi rapporti con la Camorra. “Faremo una vera lotta all’evasione” diceva mentre la P3 tramava per liberare la Mondadori da un contenzioso fiscale da 400 milioni di euro. La doppia morale dell’esecutivo era stata fino ad ora coperta dall’incremento della spesa pubblica che è aumentata di 30 miliardi all’anno negli ultimi 10 anni. Con la spesa e l’aumento del debito si è coperto tutto, si è creata la falsa illusione di un benessere stabile e diffuso, sensazione consolidata da un lungo periodo di bassi tassi d’interesse su i mutui casa. I consumi delle famiglie sono decollati e con essi i prezzi degli immobili, e anche delle derrate alimentari. Dalle banche alle assicurazioni, dall’immobiliare alla grande distribuzione l’establishment di questo Paese ha fatto affari d’oro e uno stuolo di consulenti legali, commercialisti e faccendieri erano pronti a suggerire consigli e operazioni “di efficienza fiscale”, in italiano corrente: elusione fiscale. Tutti benedetti da “Cesare” che con il suo esempio di 24 società offshore,processi per falso in bilancio e conflitti di interessi in tutti i settori rappresenta la giustificazione morale per ogni evasore che si rispetti. La ricchezza nell’era Berlusconi MA COSA è rimasto in piedi della ricchezza prodotta negli anni d’oro del Berlusconismo? Poco o nulla: il Pil del 2010 cresce nel primo semestre dello 0,9 per cento e le entrate tributarie calano del 1,3 per cento. Come è possibile un andamento asimmetrico delle tasse rispetto alla produzione di ricchezza ? Un miracolo tutto italiano che continua a produrre fiumi di flussi di denaro verso le banche svizzere, le quali continuano a lavorare a pieno regime. Come un nuovo dottor Jekyll, Tremonti dice e produce cose ragionevoli di giorno: il rispetto degli impegni europei, la lotta ai paradisi fiscali e agli sprechi, il miglioramento della classe politica. Di notte il mister Hyde che è in lui rinvia il pagamento delle quote latte, si piega alla Confindustria sulle questioni fiscali e interloquisce con Cosentino sulle delibere del Cipe senza lamentarsi.di Superbonus
IL GOVERNO RASCHIA IL FONDO DEL BARILE
Tagli dappertutto pur di non toccare la Casta Ieri ha incassato la fiducia del Senato, oggi tocca alla Camera: la Manovra economica era necessaria per calmare i mercati che avevano iniziato a scommettere sullo scarroccio dei conti pubblici italiani. Però si poteva programmare sin da novembre 2009, quando nel dpef (documento di programmazione economico finanziaria) il governo aveva volutamente sovrastimato la crescita economica nel biennio 2011/2012 per non dover annunciare tagli alla spesa alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni Regionali. “La nostra è una finanziaria senza né tagli né tasse” disse il ministro del Tesoro Giulio Tremonti nella conferenza stampa di presentazione del provvedimento. Nelle tasche degli italiani DOPO le elezioni regionali il ministro delle Finanze si è rimangiato la sua promessa e ha imposto una manovra da 25 miliardi di euro. Quella menzogna propinata agli italiani ha influito profondamente sulla qualità dei nuovi provvedimenti economici: il governo ha dovuto in fretta e furia ridurre la spesa effettiva e tagliare alla cieca colpendo le categorie più deboli della popolazione italiana. È un provvedimento codardo perché lascia alle Regioni (che ieri hanno ribadito l’“insostenibilità dei tagli”) il compito di decurtare servizi essenziali o di aumentare le tariffe: i settori più colpiti saranno quello dei trasporti pubblici, dell’assistenza sociale e del sostegno alle piccole imprese. Un’ondata di rincari dei servizio un taglio drastico degli stessi ricadranno su quella fascia di popolazione che più di ogni altra sta già soffrendo la crisi economica. La tanto propagandata eliminazione dell’Ici ritornerà maggiorata sotto forma di tassa comunale per i servizi, il provvedimento arriverà a colpire quelle stesse mura domestiche che ospitano già un giovane disoccupatocheviveacaricodei genitori lavoratori dipendenti. L’evasione e la P3 AL MOMENTO non pagheranno la multa coloro che hanno superato le quote latte(incassando milioni di euro), gli evasori fiscali che sono stati graziati da un emendamento fortemente voluto da Confindustria, i milionari e i miliardari, gli speculatori e i furbetti in generale. È una manovra che si muove nel solco politico di governo e maggioranza: i comportamenti devianti vengono premiati e viceversa. “Il Sud ha una classe politica cialtrona”tuonava Tremonti nella fase di discussione con le Regioni, la stessa che fino a ieri occupava il suo ministero con un sottosegretario con delega al Cipe, Nicola Cosentino, su cui pende un mandato d’arresto per i suoi rapporti con la Camorra. “Faremo una vera lotta all’evasione” diceva mentre la P3 tramava per liberare la Mondadori da un contenzioso fiscale da 400 milioni di euro. La doppia morale dell’esecutivo era stata fino ad ora coperta dall’incremento della spesa pubblica che è aumentata di 30 miliardi all’anno negli ultimi 10 anni. Con la spesa e l’aumento del debito si è coperto tutto, si è creata la falsa illusione di un benessere stabile e diffuso, sensazione consolidata da un lungo periodo di bassi tassi d’interesse su i mutui casa. I consumi delle famiglie sono decollati e con essi i prezzi degli immobili, e anche delle derrate alimentari. Dalle banche alle assicurazioni, dall’immobiliare alla grande distribuzione l’establishment di questo Paese ha fatto affari d’oro e uno stuolo di consulenti legali, commercialisti e faccendieri erano pronti a suggerire consigli e operazioni “di efficienza fiscale”, in italiano corrente: elusione fiscale. Tutti benedetti da “Cesare” che con il suo esempio di 24 società offshore,processi per falso in bilancio e conflitti di interessi in tutti i settori rappresenta la giustificazione morale per ogni evasore che si rispetti. La ricchezza nell’era Berlusconi MA COSA è rimasto in piedi della ricchezza prodotta negli anni d’oro del Berlusconismo? Poco o nulla: il Pil del 2010 cresce nel primo semestre dello 0,9 per cento e le entrate tributarie calano del 1,3 per cento. Come è possibile un andamento asimmetrico delle tasse rispetto alla produzione di ricchezza ? Un miracolo tutto italiano che continua a produrre fiumi di flussi di denaro verso le banche svizzere, le quali continuano a lavorare a pieno regime. Come un nuovo dottor Jekyll, Tremonti dice e produce cose ragionevoli di giorno: il rispetto degli impegni europei, la lotta ai paradisi fiscali e agli sprechi, il miglioramento della classe politica. Di notte il mister Hyde che è in lui rinvia il pagamento delle quote latte, si piega alla Confindustria sulle questioni fiscali e interloquisce con Cosentino sulle delibere del Cipe senza lamentarsi.di Superbonus