« LA PIU' BELLA DEL REAME?LA CICOGNA »

SPERIAMO CHE QUESTA VOLTA LA MINISTRA ROCCELLA SI FACCIA IN FATTI SUOI!!

Post n°39 pubblicato il 14 Maggio 2009 da lbelladinotte
 

9 maggio 2009
Fonte: Corriere della Sera

La Corte Costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici

Sarà più libero il medico. Libero di scegliere le cure migliori e meno rischiose per le coppie. Valutando anche la possibilità di mettere da par­te gli embrioni «prodotti ma non impiantati». È la deroga al divieto di congelamento la ve­ra sorpresa della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha parzialmente bocciato la legge 40 sulla procreazione medical­mente assistita. Nelle motiva­zioni scritte dal giudice Alfio Finocchiaro e pubblicate ieri dopo oltre un mese di attesa si riconosce al ginecologo «auto­nomia e responsabilità» nello stabilire di volta in volta quan­ti ovociti fecondare (attual­mente c'era un limite di tre). Non solo. Potrà decidere quan­ti «frutti» della provetta trasfe­rire nell'utero. Alcuni dei divieti fondamen­tali della legge secondo il giudi­ce violano l'articolo 3 della Co­stituzione «sotto il duplice pro­filo del principio di ragionevo­lezza e di quello di eguaglianza in quanto il legislatore riserva il medesimo trattamento a si­tuazioni dissimili. Violano inoltre l'articolo 32 «per il pregiudi­zio alla salute della donna ed eventualmente del feto».

La sentenza in teoria rivolu­ziona già da oggi l'attività dei centri. Il medico potrà valutare ad esempio se sia il caso di fe­condare 4 ovociti e, una volta ottenuti un certo numero di embrioni, stabilire di non impiantarli tutti in un'unica soluzione, come invece era previ­sto. La Corte però chiarisce che «resta salvo il principio se­condo cui le tecniche non de­vono creare un numero di em­brioni superiore a quello stret­tamente necessario». La preoc­cupazione di base resta quella di evitare che si riempiano di nuovo i bidoni di azoto liqui­do, la sostanza usata per la crioconservazione. Nel complesso però la Consulta smonta lo steccato che ha delimitato l'at­tività dei centri di fecondazio­ne artificiale negli ultimi 5 an­ni. La considerazione di fondo è che «la tutela dell’embrione non è assoluta» ma che occorre trovare «un bilanciamento con l'esigenza di procreazio­ne ». Resta in piedi l’ultimo pi­lastro, il divieto di diagnosi preimpianto (se i genitori so­no portatori di malattie geneti­che si possono selezionare gli embrioni sani), barriera che era però stata in parte abbassa­ta con la modifica delle linee guida allegate alla legge da par­te dell’ex ministro della Salute Livia Turco. E proprio le linee guida do­vranno essere cambiate, alla lu­ce della sentenza.

Il sottosegre­tario al Welfare Eugenia Roccel­la intende muoversi presto: «La legge resta al suo posto pur con le modifiche forzate. Emerge un’incoerenza interna alla Corte. La sentenza rispetta­va l’impianto del testo, le moti­vazioni vanno oltre. Non cono­scono i dati. Ci sono passaggi ambigui». Carlo Casini del Mo­vimento per la Vita si dice indignato per una «decisione che offende la ragione e l'egua­glianza tra gli esseri umani». Il sottosegretario all’Interno Al­fredo Mantovano parla di «ide­ologica non condivisione» da parte dei giudici. Per la sinistra è una rivincita. «È stata piena­mente confermata la ragione dei ricorrenti e di tutti quelli che avevano denunciato iniqui­tà», affermano i Radicali. «Non si possono fare le leggi igno­rando la scienza», commenta il senatore Pd Ignazio Marino. Barbara Pollastrini, deputata del Pd, chiede al Parlamento di rivedere la legge.

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Commenti al Post:
al_katraz
al_katraz il 22/06/09 alle 23:05 via WEB
La scienza non ha il compito di sostituirsi a Dio, ma di affiancarlo. E' la legge morale inscritta in tutti gli uomini che ci rende uguali. non esistono tante leggi morali.
(Rispondi)
al_katraz
al_katraz il 22/06/09 alle 23:14 via WEB
Eugenia Roccella Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Eugenia Maria Roccella (Bologna, 15 novembre 1953) è una giornalista e politica italiana. Attualmente è sottosegretario al welfare. Figlia di uno dei fondatori del Partito Radicale, Franco Roccella, entra a 18 anni nel Movimento di liberazione della donna diventandone leader. Si fa portavoce in quegli anni di molte battaglie femministe. Laureata in lettere, è dottore di ricerca presso l'Università La Sapienza. Negli anni Ottanta ha lasciato i Radicali, colpevoli, a suo dire, di ricadute anti-individuali nel loro individualismo e di sponsorizzare un'idea di libertà senza limiti che non fa altro che ottenere un'illibertà assoluta.[senza fonte] Si è avvicinata così alle posizioni della morale cattolica, collaborando con il quotidiano Avvenire, Il Foglio e con la rivista bimestrale di cultura politica Ideazione; in queste testate si occupa di problematiche relative alla bioetica. Insieme con Lucetta Scaraffia, ha curato il Dizionario biografico Italiane. Dall'Unità d'Italia alla prima guerra mondiale, pubblicato in tre volumi, nel 2004, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel quale si presentano 247 ritratti di donne italiane che hanno fatto la storia del nostro Paese. Nel 2007 è portavoce insieme con Savino Pezzotta del Family Day, la manifestazione di sostegno alla famiglia tradizionale organizzata per il 12 maggio dall'associazionismo cattolico. Nel 2008, viene eletta alla Camera dei Deputati per la XVI legislatura, nelle lista del Popolo della Libertà (quota AN) presentata nella circoscrizione Lazio 2. Nel Maggio dello stesso anno diventa sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
(Rispondi)
 
lbelladinotte
lbelladinotte il 23/06/09 alle 13:12 via WEB
GRANDE CARRIERA.. MA IL CUORE DOVE STA'? NON E' COSI' CHE AIUTANO I BAMBINI A NASCERE E SI TUTELANO LE DONNE DAL CANCRO! LA GENITORIALITA' NON E' FIGLIA DELLA POLITICA MA DELL'AMORE.
(Rispondi)
lbelladinotte
lbelladinotte il 10/07/13 alle 16:19 via WEB
alla faccia sua... oggi il mio piccolo ha 2 anni e mezzo ed e' meraviglioso e questo grazie ad un centro in Italia e sicuramente anche grazie a Dio... ma la mano era del mitico biologo che ha dato vita al mio cucciolo.... Non trovo immoralita' nel mettere al mondo un bambino se pur ricorrendo alla pma. Trovo immorale abbandonarli o ucciderli o fare delle leggi che rendano l'adozione un percorso ad ostali che costringe le coppie ad andare all'estero e pagare un sacco di euro.
(Rispondi)
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