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Creato da corrini.marco il 11/04/2010
Viaggio nel pianeta dei grassi
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Dimagrire 30 kili in 4 mesi
Solo colui che come me combatte da una vita contro 30/40 kili di troppo sa quanto è difficile dimagrire e soprattutto mantenere il peso ideale.
Ho fatto numerose diete, riuscendo più volte, a prezzo di grandissimi sacrifici, a perdere i kili di troppo salvo poi riacquistarli sempre in brevissimo tempo quindi sono ormai un esperto.
Iniziamo col dire che “Grasso non è bello” . Un corpo grasso crea, fin da piccoli: enormi complessi, emarginazione e difficoltà di relazione col prossimo inoltre, crescendo, oltre a vari problemi di salute comporta sovente anche problemi di erezione e/o fertilità che si accentuano drammaticamente con l’avanzare dell’età.
I BAMBINI
L’obesità infantile e adolescenziale caratterizza tutte le Società benestanti, i nostri bimbi sono sempre più grassi e conducono stili di vita sregolati fin dalla più tenera età.
I genitori devono affrontare subito il problema affidandosi ad un bravo Pediatra dietologo e monitorando il peso e l’alimentazione dei ragazzi fino al superamento della delicata fase dello sviluppo.
Le principali cause dell’obesità infantile sono da ricercarsi nello stile di vita e nella qualità dell’alimentazione. Poiché è più facile educare un bimbo a mangiare che sostituirgli la Playstation con lo sport attivo, concentreremo l’attenzione sull’alimentazione.
Tutti i bimbi obesi hanno un comportamento comune: mangiano poco e male durante i pasti ma tantissime schifezze nel corso di tutto il resto della giornata con un numero impressionante di calorie assunte ad ogni ora del giorno sotto forma di merendine e biscotti vari, tutti di produzione industriale, ricchi di conservanti ed additivi chimici.
Se vogliamo veramente il bene dei nostri figli dobbiamo imparare a dire loro qualche “No” .
Per i bambini che non presentano già obesità conclamate ma solo tendenza all’aumento di peso anomalo, si sconsiglia di adottare diete o regimi alimentari rigidi, basta un’alimentazione sana, equilibrata e soprattutto rigorosamente limitata ai 3 momenti tradizionali: colazione, pranzo e cena con:
- un’abbondante colazione naturale scegliendo tra: latte, yogurth, muessly, fette biscottate, cioccolato fondente al 70%, marmellata biologica o fatta in casa, frutta cotta ed eventualmente dolci caserecci
- Un pranzo ricco di carboidrati (pasta o riso) con il classico secondo piatto di carne, uova, pesce o formaggi e tanta verdura (Normalmente i bimbi in età scolare mangiano a pranzo nella mensa della scuola i cui menù sono generalmente calibrati sotto il profilo calorico e ben tollerati).
- Una cena basata sulle proteine della carne o pesce unite alla solita verdura e alla frutta fresca.
In genere è meglio abituare il bambino a mangiare con poco pane e poco sale e usare solo olio di oliva (meglio se extravergine) sia come condimento che per le fritture.
Evitare accuratamente il cibo lontano dai pasti e soprattutto le classiche “Merende”. Se proprio il bimbo insiste dategli un frutto. Il problema non è la quantità del cibo ingerito ma la qualità e la tempistica.
Cibi, anche ipercalorici quali il cioccolato, mangiati al mattino, con tutta una giornata di attività da intraprendere è certamente meno dannoso che mangiati la sera.
Tutti i bambini mangiano poche verdure. Le verdure sono indispensabili e dobbiamo assolutamente insistere.
Reintegrare i liquidi che si perdono con l’attività fisica è importante e quindi bisogna bere molto. Si raccomanda solo ed esclusivamente acqua o tè deteinato evitando accuratamente tutte le bevande gassate.
I bimbi con obesità conclamate, devono essere seguiti da un Pediatra Dietologo, evitate le diete “Fai da te” che sono pericolosissime se praticate nell’età dello sviluppo. Tenete tuttavia presente che il dietologo è un tecnico che prescrive una dieta senza preoccuparsi delle complicanze psicologiche che può avere nel bambino (pensate a come si può sentire vostro figlio nel mangiare in modo differente dagli altri nella mensa scolastica davanti a tutti i suoi compagni) per cui consiglio di sentire sempre anche il parere di uno psicologo e magari di mettere i due medici a confronto prima di adottare una dieta rigida.
GLI ADULTI
Perdere peso non è facile e richiede innanzi tutto la ferma volontà di dimagrire. Il corpo ingrassa perché assumiamo più calorie di quelle che bruciamo. Quando ci mettiamo a dieta stiamo male perché entriamo in uno stato di Crisi da astinenza . Raggiunti i nostri obiettivi, iniziamo a trascurarci ingerendo i cibi che avevamo abbandonato nel corso della dieta, il corpo li assimila con grande velocità trasformandoli immediatamente in grasso corporeo e riportandoci al punto di partenza.
La dieta ideale, oltre a fare dimagrire deve abituare il corpo ad uno standard alimentare sano e tale da non farci più desiderare gli eccessi della tavola.
I risultati di una dieta dipendono: dalla predisposizione genetica, dal regime alimentare e dal livello di stress (una persona stressata fa più fatica a dimagrire e anzi può ingrassare malgrado la dieta).
Ricordate inoltre che saltare i pasti è dannoso e contrariamente a quanto si crede, non fa dimagrire perché induce il nostro organismo ad accumulare energia sotto forma di grasso corporeo, non appena ne ha l’occasione.
Dobbiamo bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno, per aiutare la funzionalità renale e con essa l’espulsione delle scorie.
Diffidate da chi, anche se medico, vi propone pastiglie o beveroni vari, spesso sono a base di amfetamine e provocano danni gravissimi all’organismo. Nel caso tale prescrizione venga fatta da un dietologo, consultarne sempre un altro per essere certi della necessità assoluta di assumere farmaci dimagranti.
Evitate tutti i prodotti pubblicizzati come “Dimagranti” e che promettono risultati clamorosi senza sforzo, continuando a mangiare come siamo abituati a fare. I miracoli non esistono e questi prodotti sono solo un mezzo per farvi spendere un sacco di soldi in cambio di nulla (quando va bene contengono solo fecola di patate ma alcuni sono intrugli indefiniti e con effetti anche dannosi sull’organismo).
Per dimagrire ci sono solo 2 strade: o si prendono amfetamine col rischio (certezza) di andare al creatore oppure si impara a mangiare.
LE DIETE
Sono moltissime e quelle serie quasi tutte su base ipocalorica. In sostanza, che siano a punti o a calorie, si misura la quantità di cibo convertito in energia, che introduciamo nell’organismo, facendo in modo che sia inferiore a quella che si stima venga bruciata con la normale attività fisica giornaliera.
Stabilito che un uomo brucia normalmente 1800 Kcal al giorno (una donna 1300) si danno diete da 1300 Kcal in modo da obbligare l’organismo a prelevare la differenza del fabbisogno dalla riserva di grasso.
Ogni cibo è assegnato con una precisa grammatura e quindi occorre pesare ogni alimento. Il condimento è quasi inesistente (2 o 3 cucchiaini di olio al giorno giusto per assicurare le funzionalità intestinali). Sono diete ricche di carni, verdure e vegetali ma poverissime di carboidrati (al massimo un piattino di pasta o riso 2 volte la settimana). Ovviamente niente zucchero (solo aspartame), formaggi, dolci, pane e vino.
In generale il principio è valido e il dimagrimento è assicurato tuttavia assumendo meno calorie del fabbisogno si resta fiacchi e privi di energia e si provoca ha una costante sensazione di fame che ci assale tutta la giornata rendendoci nervosi ed intrattabili.
Queste diete inoltre sono stressanti anche sotto il profilo gestionale in quanto obbligano a pesare rigorosamente tutti i cibi e risultano spesso incompatibili con l’attività lavorativa. Per facilitarne la gestione spesso si tende a sostituire un pasto con barrette o beveroni vari. Dal punto di vista dell’apporto calorico il sistema regime alimentare resta accettabile ma questi integratori sono ricchi di prodotti di sintesi chimica di cui non è dato sapere l’effetto sull’organismo nel medio periodo.
Al termine della dieta, il mantenimento si presenta sempre difficile e la nostra instabilità psicologica unita allo stress, ci porta a mangiare, anche di poco, più del dovuto suscitando nell’organismo una sorta di reazione di accumulo che si traduce in una velocissima ripresa della massa grassa persa con mesi di sacrifici.
L’inizio di ogni dieta comporta la drastica modifica del regime alimentare alla quale il corpo risponde espellendo una grande quantità di liquidi. Pertanto, è assolutamente normale che nei primi 2/3 giorni si faccia una gran quantità di urina. Il calo di peso nella prime 2 settimane è quindi molto accentuato, anche 4 o 5 kili, ma si tratta solo in piccola parte di vero grasso corporeo.
Una dieta ipocalorica bilanciata consente di perdere fino a 1 kilo la settimana (ma i dietologi preferiscono impostarla per cali di peso non superiori a mezzo kilo per non affaticare l’organismo).
Ritmi di dimagrimento superiori sono pericolosi per l’organismo e possono portare a gravi conseguenze.
Con le diete ipocaloriche si raggiungono risultati anche apprezzabili salvo poi riprendere in pochissimo tempo i kili persi. Il vero grande risultato l’ho ottenuto con una dieta particolare sotto il controllo una educatrice alimentare laureata. Questa dieta utilizza un metodo completamente diverso dalle altre e si basa sulla Chimica degli alimenti.
Si parte con il principio del rifiuto di tutti i cibi che sono alterati chimicamente per cui occorre evitare tutti gli alimenti preconfezionati. In sostanza si deve ritornare all’arte della cucina fai da te.
Questa dieta presenta innumerevoli vantaggi: le quantità di cibo sono libere (possiamo mangiare quanto vogliamo), la quantità di condimento è libera (rigorosamente olio di oliva meglio se extravergine), il modo di cottura non è vincolato (si possono tranquillamente fare le fritture), non si è obbligati a pesare gli alimenti e sopratutto non si viene mai assaliti dalla fame.
La dieta si basa sul principio che gli alimenti sono dei composti chimici e come tale hanno effetti diversi a seconda della combinazione con la quale vengono introdotti nell’organismo.
Per esempio: la pasta (come risaputo) ingrassa ma, se la mangiamo in combinazione con il cacao amaro, otteniamo un composto che ha l’effetto di indurre l’organismo a bruciare il grasso in eccesso. Altre combinazioni di alimenti giocano sulla riduzione della capacità dell’organismo di assimilarli. In questo modo riusciamo ad ottenere un grande effetto dimagrante senza limitare le quantità di cibo introdotte e senza patire la fame.
Per poter dimagrire occorre conoscere cosa ci ingrassa, ad esempio, una delle combinazioni più deleterie è il prosciutto unito al formaggio (peggio ancora se fuso), alimenti che mangiati separatamente possono essere tollerati ma insieme sono letali (occhio ai toast e alle pizze quindi).
Questo meccanismo è anche estremamente importante nel momento in cui si passa al mantenimento perché andremo ad operare su un corpo comunque abituato a non avere restrizioni caloriche e quindi non reagirà negativamente con accumulo di grasso immediato al termine della dieta in quanto noi ci limiteremo a variare il tipo di alimenti non l’apporto calorico.
Premetto che questo tipo di dieta necessita di un seguito costante da parte di un alimentarista laureato (non un ciarlatano) che ogni 2/3 giorni prescrive gli alimenti da mangiare in funzione dei risultati ottenuti. Sono colloqui telefonici e quindi non richiedono sedute a pagamento nello studio del Professionista. Tali sedute sono previste in ragione di 1 al mese e hanno comunque costi contenuti (30/40 Euro cad.). In generale mi sento di affermare che i costi di questa dieta sono molto inferiori a quelli di un regime ipocalorico eseguito sotto controllo dietologico.
La dieta può essere fatta per un periodo massimo di 4 mesi dopo i quali occorre intraprendere il mantenimento. Se dopo i 4 mesi restano ancora kili da perdere occorre attendere 1 anno in mantenimento e poi rifare un nuovo ciclo.
Come funziona
Si va dal dietista per un colloquio preliminare nel quale ci esamina i valori ematici e prende le misure del nostro corpo: collo, torace, vita, fianchi, cosce, ginocchio e caviglia. Questa parte fa sorridere un po’ ma è importante perché in teoria introducendo particolari combinazioni di alimenti siamo in grado di indirizzare l’azione dimagrante in certe particolari zone del nostro corpo (donne gioite, funziona anche con la Cellulite). Queste misure andranno poi comunicate ogni 2 giorni alla dietista che stabilirà la dieta in funzione della loro variazione.
C’è un primo mese “depurativo” nel quale si mangia in modo non diverso d una dieta ipocalorica con un programma alimentare prestabilito e alimenti rigorosamente pesati.
In questa fase sono prescritte colazioni a base di latte e fette biscottare, pranzi con 80 gr. Di pasta o riso crudi 2 volte la settimana alternati con 120/150 gr. Di carne o pesce, cene con carne, pesce, verdure, uova, formaggio, prosciutto il tutto in quantità limitata con l’aggiunta di verdure ed insalata condita con massimo 3 cucchiaini di olio al giorno.
Questo periodo introduttivo serve solo ad abituare l’organismo a riprendere il contatto con gli alimenti naturali in modo da mettere in moto il corretto meccanismo metabolico.
Terminata la fase depurativa, nella quale si registra comunque un calo di peso, si inizia la fase dimagrante.
La dieta, come detto, non impone limiti di quantità ne ai cibi ne al condimento (rigorosamente olio di oliva), impone tuttavia di non usare assolutamente: Frutta, latte e latticini, formaggi, caffè, orzo, vino, bevande varie, pane, prodotti da forno, sale, zucchero, dolcificanti, alimenti contenenti sale.
Ovviamente mangiare senza sale fa schifo ma per ovviare al problema si può utilizzare un condimento a base di sale marino (io ne uso uno della Nahrin Svizzera) che ha un ottimo potere salinizzante pur avendo un bassissimo contenuto reale di sale e ha solo il difetto di essere un po’ caro).
Per 4 mesi si mangia in modo strano e diverso da come siamo abituati a fare.
Ogni 2 giorni telefoniamo al dietista comunicando le misure del nostro corpo e ogni informazione che reputiamo utile riferire, in base a ciò ci vengono comunicati gli alimenti che dovremo mangiare nei 2 giorni successivi.
Come detto si mangiano abbinamenti particolari: ad esempio, la pasta (solo spaghetti) si mangia a colazione condita alternativamente con: aglio olio peperoncino, zucchini, funghi o cacao amaro (fa veramente schifo). Sempre a colazione si mangia ogni tanto la frittata con: cipolle, zucchine o funghi e a volte la zuppa di cipolle, il tutto in quantità libere. Non si possono scegliere i cibi ma bisogna attenersi a quello che di volta in volta il dietista prescrive.
A pranzo e a cena si alternano carni, pesce e uova. Ovviamente non tutti i tipi di carni e pesci ma solo quello che specificatamente ci viene imposto.
Un abbinamento straordinariamente dimagrante è ad esempio: cipolle a colazione, pollo a pranzo e cipolle a cena e viene spesso usato in questa dieta per fare ripartire le funzioni metaboliche (se proprio non si digeriscono le cipolle si ottiene un effetto simile con il passato di verdura). Sfrutta le proprietà drenanti della cipolla ma si può fare solo saltuariamente e per brevi periodi.
Ogni alimento non prescritto è bandito, anche se si tratta di verdure o insalata. Ricordatevi che questa non è una dieta ipocalorica ma è basata sulle qualità degli alimenti perciò vi dico che se la iniziate vi scordate l’insalata per almeno 4 mesi.
A metà mattinata e a metà pomeriggio si manga un limone (che ha l’effetto di bruciare i grassi) e si beve un bicchiere di tè verde (è meglio quello originale cinese che si compra in erboristeria ma va bene anche quello in bustine) che ha un grandissimo effetto depurativo e drenante con basso contenuto di teina.
Ripeto che le quantità di cibo e condimento sono libere per cui se dovete mangiare pollo a cena potete anche mangiarne 1 Kilo (se ce la fate) oppure fare colazione con una frittata di 6 uova.
Al termine della dieta si entra nel mantenimento. In questa fase si inizia a mangiare nuovamente in modo umano. A colazione si mangiano alternativamente: Yogurth con muessli o mela, pane azzimo con ricotta, cioccolato fondente al 70% con fette biscottate, frittata con galbanino, il tutto sempre in quantità libere. La pasta (non più solo spaghetti) passa a pranzo, normalmente con verdure o con peperoncino e noci; si mangia solo il primo. A cena si mangiano carne, pesce o uova.
In questa fase, se non ci sono variazioni di peso importanti, si telefona alla dietista ogni settimana. La dietista, in funzione del peso comunicato, introduce un alimento ingrassante la settimana: iniziando, ad esempio, con il formaggio grana per passare al pane senza sale, al pomodoro e perfino alla pizza rigorosamente senza salsa di pomodoro. Lo scopo di queste aggiunte è capire, in base alle reazioni dell’organismo, quali sono gli alimenti che proprio non tolleriamo (e che variano da individuo ad individuo) in modo da eliminarli dalla nostra tavola.
La velocità di dimagrimento di questa dieta è sorprendente, gli esami ematici periodici che si debbono fare in corso di dieta non manifestano particolari sofferenze dell’organismo e il corpo ha acquisisce la capacità di autoregolarsi mettendo in moto da solo i meccanismi per perdere immediatamente i kili acquisiti con le abbuffate occasionali.
Come avrete notato non ho pubblicato il contenuto della Dieta ma solo principi generici. Credo che pubblicare una dieta sia da incoscienti perché ogni organismo ha reazioni differenti e solo un bravo professionista è in grado di calibrare per ciascuno di noi il corretto regime alimentare.
Una dieta sbagliata può avere gravissime conseguenze e condurre anche alla morte. Se qualcuno è interessato a saperne di più mi contatti via mail a marco@corrini.com e sarò lieto di fornire tutte le informazioni in merito mettendolo eventualmente in contatto con lo stesso Professionista che ha risolto brillantemente ed in modo completamente naturale il problema di obesità mio e di tutta la mia famiglia.
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