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...fini la comédie

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*Passaggio in India....Ai piedi di Sai Baba, Il primo viaggio*-di marziabel

Post n°729 pubblicato il 14 Novembre 2014 da est.la.belle.epoque

 

 

 

Era l'anno 1978 a Torino avevo sentito dire che venivano dei seguaci di Sathia Sai Baba il giovedi' sera, non vedevo l'ora di andare a quell'incontro, ma non sapevo come fare a dirglielo a mio marito, perchè mia figlia era troppo piccola  e lui faceva sempre la notte o il pomeriggio e non mi andava di portarla dietro, era troppo piccola  e magari si spaventava, cosi una domenica pomeriggio invitai la mia amica e una parola tira l'altra finimmo nel discorso, e fu proprio lei che cominciò e disse a mio marito, sai Sal, a Torino tutti i giovedi viene un seguace di Sai Baba andiamo a vederlo, e lui: e Elena dove la lasciamo, è troppo piccola a portarla dietro andate voi, poi semmai un'altra volta andiamo io e Grazia e tu guardi Elena e cosi fu... Ero molto eutusiasta di questa cosa andare a vedere chi era questa persona ne sentivo parlare, ma lo volevo vedere, sapere cosa faceva, e cosi andai con la mia amica dopo tre giovedi, su verso il colle della Maddalena, era una casa sola, si entrava in una stanza rivestita con tutti teli arancioni, ci si entrava scalzi e il pavimento era rivestito di raso arancio, ci si sedeva per terra tutti intorno ad una sedia dove si sedeva questa persona, era una donna sulla cinquantina col viso marchiato, non Italiana poteva essere Indiana dai  capelli lunghissimi che recitava o pregava sottovoce facendo dei segni, alzava le mani verso l'alto e poi di nuovo verso il basso per 5 o 6 volte, poi alla fine ci fece vedere un filmato dell'India dove era luogo di Culto di lui Sri Sathia Sai Baba che durò 2 ore circa. Il filmato parlava solo del suo regno nell'altro dell'India, in pratica non avevamo visto niente per capirci meglio dovevamo proprio andare la nell'India eravamo nel mese di maggio andai fino a settembre, allora stavo ancora bene , ma c'era mia nipote che incomiciava ad avere disturbi,ma non si sapeva cosa, cosi cominciarono i primi percorsi avanti e indietro e chi è che correva? Io, perchè non lavoravo e quando aveva riposo mio marito, per mia fortuna avevo un bravo medico amico e grazie a lui nel giro di due mesi scoprimmo che aveva un tumore nel cervello ed aveva 7 anni,io la guardavo perchè ero a casa. è stata una notizia travolgente per tutti, mio fratello non poteva stare a casa perchè lavorando all'aeronautica doveva sempre essere presente mia cognata dottoressa, era impegnata sempre alle Molinette in medicina pronto soccorso, io mi sono presa l'impegno e me lo sono tenuto, ma gliene avevo parlato già che a febbraio e fino al 16 marzo non ci sarei stata perchè andavo in India glielo avevo già detto prima e non ho cambiato idea assolutamente anche perchè c'erano delle conoscenze che andavano e non ero sola. Arrivò il giorno fatidico Valentina la portarono dalla mamma di lei, ero troppo affascinata, non curiosa, ma mi sentivo attratta da queste visioni astrali,ma concrete. Partimmo il mattino del 15 febbraio del 1979 verso le 11 da Milano mio marito con Elena, mi accompagnarono. Era una mattina fredda, gelida,arrivammo all'aeroporto di Linate, era la prima volta che volavo, quel mattino l'aeroporto mi apparve come un luogo strano e minaccioso. Ero terrorizzata all'idea di salire su di un aereo, per me volare era come morire. Mi domandai dove stavo andando? Devo essere impazzita, nel mio cuore però sapevo che quel viaggio mi avrebbe cambiato la vita.Salutai mio marito e la mia dolce bimba che coi suoi occhioni grandi mi guardava e diceva "mammina voglio venire anche io con te",sapendo che li avrei rivisti dopo un mese, portando con me un mondo indelebile....cosi immaginavo.I miei amici avevano già fatto i biglietti di sola andata perchè 1 non sarebbe più ritornato,ed era contento se anche noi rimanevamo là (x questo non ha fatto i biglietti di ritorno).Il volo fu sereno, nessuna paura, ma tanta confusione, e su ogni volo, 3 in tutto per arrivare a Bangalore in  India incontrammo compagni di viaggio che miracolosamente ci aiutarono in tutto. Arrivati all'areoporto di Bombay notammo lo sgomento, una confusione Totale, noi non parlavamo una parola di inglese, solo francese e italiano, cera gente dappertutto, sdraiata nei bagni,mendicanti che avevano fatto lì il loro rifugio per la notte, io ero stata colta da nausea e queste donne indiane si sono prese cura di me, i miei amici mo lascia stare la guardiamo noi, e loro le avevano fatto capire, che non mi avrebbero portata via, solo curata. Questo fu il mio tragico e meraviglioso impatto con l'India e i suoi meravigliosi abitanti...cosi diversi da noi occidentali...cosi poveri e cenciosi alcuni....ma con occhi brillanti e spirituali, come mai ne avevo visti prima. Finalmente il terzo aereo della jet arways toccò il suolo di Bangalore avevamo trovato due compagni di viaggio che guarda caso, andavano proprio da Sathia Sai baba, una devota di lungo corso, ormai esperti, che ci guidarono e sostennero in tutto. Incominciò cosi il nostro cammino lungo quelle strade, che sembravano solo sentieri quanta gente file di gente che saliva ci avevano detto che erano più di 7 km, a piedi oppure se volevamo c'era l'asinello col carretto e costava 5 rupie, ma non ci portava fino all'Ashram 2 km prima va bene lo prendiamo lo stesso saliamo tutti e 6 e piano pianino quasi due ore ci ha impiegato, magari a piedi facevamo prima, almeno non ci siamo stancati. Poi piano pianino ci siamo incamminati per fare gli altri due km gli amici incontrati ci dissero che non potevano entrare subito perchè arrivati era buio e avevamo il diritto come tutti di prendere una tenda che ci danno loro, libera infatti quando eravamo quasi arrivati ci vengono incontro quattro persone e ci chiedono in quanti siamo, meno male che avevamo incontrato queste persone almeno loro parlavano l'inglese e facevano tutto anche per noi. Eravamo tre donne e tre uomini e ci hanno dato un bungalow da 6 a circa un km ci è andato bene era tutto affollato dentro c'era il bagno con un lavandino poi fuori c'erano negozi che vendevano di tutto anche frutta acqua nelle bottiglie, perchè dalle fontane era solo bella terra, non era buona, poi vendevano dipinti fatti a mano,le "sareeche" sarebbe l'abito femminile, quello lungo arancione, 6 metri di stoffa da avvolgere intorno al corpo,e poi cerano tanti odori dell'india ma buoni..non cattivi.


Miei cari amici vi lascio con la prima puntata...noi ci rivedremo quando lo deciderà la bella signora Liliana con la seconda puntata... 

Per il momento vi lascio il mio più grande abbraccio

con tantissimo bene  

Grazia


 
 
 
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