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quindici e zero uno

Post n°577 pubblicato il 25 Novembre 2017 da liberante
Foto di liberante

Grigio. Cielo grigio. Grigio. E poi quella pioggia che non piove, ma bagna. Su questi posti di pianura l'icona dell'inverno. E in un certo senso fa parte di me. Pur non piacendomi, mi piace. Le mie solite contraddizioni. In giornate come queste bisognerebbe essere di buonumore per riuscire ad ammortizzare la pesantezza di tutto quel grigiore. Invece oggi si amalgama benissimo al mio umore che proprio buono non . il condimento giusto per il ginocchio che mi fa male, per fortuna meno di ieri, ch le magie dell'ortopedico cominciano a fare effetto. Diventa una scusante per sbuffare e lamentarmi. Ma poi sorrido, alzo le spalle e mi rannicchio nelle mie abitudini consolatorie.


 
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DA LEGGERE

 

Antonio Gramsci "La Città Futura" (1917)   

 

" Odio gli indifferenti: credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il rinnovatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che circonda la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scoraggia e qualche volta li fa desistere dall’impresa “eroica”. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. ".......

..... continua qui  

 

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