UN PEZZO DI UN SOGNOCon gli occhi aperti continuerò a sognare un mondo mio. Dove c'è solo amore. |
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Post N° 296
Post n°296 pubblicato il 24 Gennaio 2005 da Libo81
22 GENNAIO 2005 – LA MIA FAVOLA Uscito dal portone del mio palazzo ero felice… camminavo a passo di musica, ero carico per la giornata che mi sarei trovato davanti… Su per le scale delle mura cambiava già qualcosa. Il suo sorriso diveniva più bello, i suoi discorsi più dolci… si stava avvicinando una panchina di cui lei aveva tanto parlato prima, su cui lei avrebbe dovuto per certo condurmi. Stavamo andando lì e cominciavo a tremare. “Fidati di me, non ti bacio”. Nei suoi occhi la paura che io potessi fare qualcosa per cui non si sentiva pronta. Volevo solo stringerla a me perché sapevo che tenendola tra le mie braccia quella paura le sarebbe pian piano scivolata via. La mia mano accarezzava i suoi capelli dolcemente. Poi le sue guance si mostravano a me in tutta la loro morbidezza come la pelle del suo viso da bambina. Tra le mie braccia c’era e ci stava bene, lo si leggeva nei suoi occhi proprio lì dove scoprivi timidezza e quasi incredulità… Che nessuno l’abbia mai stretta così non significa nulla. Forse nessuno l’ha mai convinta come me, che un abbraccio era qualcosa di dolce, e che qualcosa di dolce si tramutava nel ricordo in qualcosa di bello… Bacio dolce, bacio dolce… bacio ancor più dolce… Le mie labbra sempre più verso le sue… I suoi occhi e il suo corpo mi dicevano di si. Si era abbandonata a me, come arresa di fronte all’evidenza. Di fronte all’evidenza del mio amore, di fronte all’evidenza della mia tenerezza, di fronte all’evidenza che anche lei dopo diciannove anni da sola, voleva vivere un momento magico come quello… Il suo primo bacio come se fosse anche il mio. I miei occhi restavano chiusi tutto il tempo per sentire tutte le altre sensazioni. Se c’è magia nel mondo io ci credo… io l’ho vista, io ne ero coinvolto, io l’avevo con me. Il suo centesimo bacio come se fosse il primo. Stessa sensazione… stessa emozione… Una cosa che non mi era mai capitata prima d’ora. Le lancette correvano e noi due non ci siamo mai spostati come se avessimo intenzione di vivere lassù, come se quella fosse la nostra casa, come se quello fosse un luogo sacro, l’unico sicuro sull’intero pianeta. Cinque ore bellissime, indimenticabili, irripetibili, intense, magiche… Le mie mani sulla sua pelle per tastarne la morbidezza. Soffice e chiara come la pelle del suo viso e come l’emozione nei suoi occhi… Che occhi… Al centro castani e fuori verdi... il tutto sfumato e intriso d’arte… Due occhi come un opera d’arte… Mai visti così belli, neanche nei film… I suoi occhi erano ormai tutti per me… Frasi folli dalla sua bocca… “sei bellissimo molto più che in foto, molto più di lui…”. Già lui… Sempre lui… Sempre A. davanti al suo viso anche lì su quella panchina… “E’ un fantasma…”. Il momento più triste della giornata, più della mia partenza, più del camminare accanto a lei senza poterla toccare. I miei occhi lucidi a sottolineare la situazione:”No, non piangerò, non posso, lo farò dopo quando tu non mi vedrai”. “I miei occhi sono a volte verdi e a volte azzurri, e certe volte diventano di un colore stupendo che sta tra i due, ma solo quando piango, spero che tu non li veda mai”… poco tempo prima avevo detto così… e poco dopo tempo dopo quelli occhi si sono palesati davanti al suo viso mentre lei mi pregava di non piangere… Il pianto che ho evitato di fare allora lo faccio adesso… … E poi il mio cuore cancella il momento e i nostri abbracci e i nostri baci aumentano la loro intensità… Mettevo tutto l’amore e tutta la mia passione… E lei estasiata e mai sazia di tutto quel amore, si lasciava andare in tutto a me come poche altre volte mi era capitato nelle mie passate storie d’amore. Prima di mettere piede sul treno il brivido più bello. Le sussurro nell’orecchio “ti amo” e lei con voce cauta, impaurita e dolcissima mi dice “anch’io”… Occhi fissi su di lei mentre il treno accende il motore per andar via. Tornerò qui da lei lo so. Qualche ora dopo a casa accendo messenger ed inizio… “Ciao amore mio!”… quanto ho sognato quella frase. Poco dopo lei mi dice che ha scelto. Ha scelto me. Non so se ripenserà a tutto ciò che mi ha fatto male in questa giornata. Non so se prima o poi mi verrà in contro. So solo che tutto il resto del tempo è stato fantastico e che farò di tutto per tenere lei con me, per farla felice e per farle capire che se l’amore è amore esso non ha un luogo, non ha un tempo, non ha una distanza, non ha forse neanche un bacio o un abbraccio… ma ha solo cuore… che batte, che batte, che batte… Ed io la amo più di me stesso e di ogni altra cosa al mondo… Io prendo te Ce… perché tu sei tutte quelle cose che ti ho fatto capire di essere in quel pomeriggio. Io prendo te Ce. Dipendesse da me, rimanessi per sempre così, lo farei per tutta la mia vita. Ma non dipende da me… non è mai dipeso da me. |